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SANTI

Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore, è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito
nel calendario liturgico. Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo: «Ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus»
hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria.


Don Riccardo Pecchia | 25 Marzo 2021 | Tempo di lettura: 2 minuti


SANTI

Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore, è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito nel calendario liturgico. Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo: «Ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus» hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria.


Don Riccardo Pecchia
25 Marzo 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Annunciazione del Signore, è una delle principali feste mariane che la Chiesa ha inserito nel calendario liturgico. Il saluto e l’annuncio dell’arcangelo: «Ave gratia plena Dominus tecum benedicta tu in mulieribus» hanno dato origine alla preghiera dell’Ave Maria. L’Annunciazione è narrata con modalità differenti nel Vangelo secondo Matteo l’annuncio è fatto dall’arcangelo Gabriele, mentre nel Vangelo secondo Luca l’annuncio del concepimento verginale e della nascita verginale di Gesù viene fatto a sua madre Maria e a suo padre Giuseppe. Nel Vangelo secondo Matteo, Maria resta incinta dello Spirito Santo, e un angelo appare in sogno a Giuseppe, per comunicargli di tenere con sé la moglie (Mt 1,18-25). Nel Vangelo secondo Luca, un angelo entra in casa di Maria e le annuncia che concepirà il Figlio di Dio (Lc 1,26-38). Le pericopi dei due evangelisti evidenziano le caratteristiche dei loro annunci e delle loro intenzioni pastorali e teologiche: Matteo scrive principalmente ai cristiani convertiti dal giudaismo, per cui sono evidenti le tematiche che possano interessare a coloro che appartengono a quella tradizione culturale, in particolare in riferimento alle reazioni che un uomo poteva e doveva avere secondo la legge mosaica in una situazione compromettente come quella di una promessa sposa che si ritrovasse incinta.
Luca, invece, tra i temi ricorrenti vi è l’attenzione per le donne. Non solo Maria di Nazareth, ma anche la Maddalena ed altre donne narrate come esempio di fede durante la vita pubblica di Gesù. Ecco quindi che l’attenzione è tutta rivolta alla vicenda di Maria, alla sua elaborazione interiore e alla sua risposta all’annuncio dell’angelo. La data esatta in cui avvenne l’Annunciazione è ignota, come pure quella della nascita di Gesù. La sua ricorrenza è convenzionalmente fissata al 25 marzo, nove mesi esatti prima del Natale, in quanto la dottrina cristiana fa coincidere l’Annunciazione con il momento del concepimento miracoloso di Gesù. Nella liturgia cattolica, la ricorrenza dell’Annunciazione è una solennità ed è una delle Feste del Signore (e non della Beata Vergine Maria), perché celebra l’annuncio dell’angelo a Maria, l’inizio dell’incarnazione. È Dio che sceglie, come Madre del proprio Figlio, una fanciulla ebrea, a Nazareth in Galilea. Maria, al termine del colloquio con l’angelo dà il suo sì (fiat) con una espressione molto eloquente. Non dice solamente farò quanto hai detto, mi impegnerò a compiere questo servizio. Ma esprime una consacrazione: «sia fatto di me quello che hai detto». Maria era cosciente di aderire ad una storia profetica, che sarebbe stata completata da suo figlio, per il quale Dio stesso aveva scelto un nome, quello di Gesù, che significa “Colui che salva, il Salvatore”.
 
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