SANTI

Beato Pier Giorgio Frassati

Beato Pier Giorgio Frassati, nacque a Torino il 6 aprile 1901, da una delle famiglie più in vista
dell’alta borghesia torinese. Come era usanza nelle famiglie signorili di un tempo,
la prima istruzione venne impartita privatamente, in casa.



 

Don Riccardo Pecchia  |  04 Luglio 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SANTI

Beato Pier Giorgio Frassati

Beato Pier Giorgio Frassati, nacque a Torino il 6 aprile 1901, da una delle famiglie più in vista dell’alta borghesia torinese. Come era usanza nelle famiglie signorili di un tempo, la prima istruzione venne impartita privatamente, in casa.

Don Riccardo Pecchia
04 Luglio 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Beato Pier Giorgio Frassati, nacque a Torino il 6 aprile 1901, da una delle famiglie più in vista dell’alta borghesia torinese. Come era usanza nelle famiglie signorili di un tempo, la prima istruzione venne impartita privatamente, in casa. Poi frequentò le scuole statali, ma Pier Giorgio non dimostrava molto entusiasmo per lo studio e subì una bocciatura. Venne poi iscritto dai genitori all’Istituto Sociale di Torino, un ginnasio-liceo retto dai padri della Compagnia di Gesù, dove si avvicinò anche alla spiritualità cristiana. Pier Giorgio conseguì la maturità classica nell’ottobre 1918. Il mese successivo si iscrisse alla facoltà di Ingegneria meccanica (specializzazione in mineraria) presso il Regio Politecnico di Torino. Motivò questa scelta universitaria con l’intenzione di poter lavorare al fianco dei minatori, per aiutarli a migliorare le loro condizioni di lavoro. All’Università ebbe inizio un periodo di intensa attività all’interno di numerose associazioni di stampo cattolico: Gioventù Italiana di Azione Cattolica, la Fuci e il Circolo “Cesare Balbo”, affluente alla Fuci stessa, a cui si iscrisse nel 1919. Inoltre aderì anche alla Società San Vincenzo De Paoli del “Cesare Balbo”, profondendo un impareggiabile impegno in favore dei poveri e dei più bisognosi. Pier Giorgio era un ragazzo solare, sempre allegro e ricco di energie. Praticò numerosi sport, ma furono soprattutto le escursioni in montagna a costituire la sua più grande passione, fu questa passione per la montagna che gli fece conoscere Laura Hidalgo, una ragazza orfana e di modeste origini sociali, Pier Giorgio se ne innamorò, anche se non le confessò mai il proprio sentimento, «per non turbarla», come scrisse ad un amico. La ragione per cui non le dichiarò il suo amore fu l’opposizione della famiglia di lui, che non avrebbe mai accettato per l’erede dei Frassati una consorte che non fosse altolocata e di prestigiosa provenienza sociale. Rinunciò a questo amore per non suscitare pesanti discussioni in casa e non incrinare ulteriormente il rapporto tra padre e madre, che già in quel momento versava in gravi difficoltà.
Nonostante le ricchezze della famiglia venissero elargite ai figli con grande parsimonia, Pier Giorgio era spesso al verde perché il più delle volte i pochi soldi di cui disponeva venivano da lui donati ai poveri e ai bisognosi che incontrava o a cui faceva visita. Non di rado gli amici lo vedevano tornare a casa a piedi perché aveva dato a qualche povero i soldi che avrebbe dovuto utilizzare per il tram. Come già accennato, fece parte della Conferenza di San Vincenzo, aiutando tantissime persone che spesso non avevano di che vivere. In famiglia nessuno sapeva alcunché delle sue opere caritative; inoltre non compresero mai appieno chi fosse veramente Pier Giorgio, questo figlio così diverso dal modello alto-borghese di famiglia, sempre pronto ad andare in chiesa e mai a prendere parte alla vita mondana del suo stesso ceto. È visitando i poveri nelle loro abitazioni che Pier Giorgio contrasse una poliomielite fulminante che lo portò alla morte in meno di una settimana. La mattina del 30 giugno 1925, Pier Giorgio accusò una strana emicrania e anche un’insolita inappetenza. Nessuno però diede molto peso al suo malessere, pensando a comuni sintomi influenzali. Inoltre, in quegli stessi giorni, tutta l’attenzione dei familiari era rivolta all’anziana nonna materna, Linda Ametis, che morì il 1 luglio. La notte prima della morte della nonna, non potendo prendere sonno per l’assillante dolore, Pier Giorgio tentò di alzarsi per camminare un pò, ma cadde più volte in corridoio e si rialzò sempre da solo e senza che nessuno, a parte i domestici, se ne accorgesse. I genitori compresero la gravità delle condizioni del figlio proprio il giorno della morte della nonna, quando egli non riuscì più ad alzarsi dal letto per partecipare alla celebrazione delle esequie. Pier Giorgio stava morendo senza che nessuno se ne rendesse conto e quando il medico accertò le condizioni disperate in cui versava, era ormai troppo tardi per qualsiasi rimedio. Morì il 4 luglio 1925; patrono dei giovani di Azione Cattolica.
 
gdpr-image
This website uses cookies to improve your experience. By using this website you agree to our Data Protection Policy.
Read more
error: Questo contenuto è protetto!