Buoni propositi per il 2021

Buoni propositi per il 2021

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[page_title]  Lettera rivolta a diaconi, sacerdoti e vescovi di Giuliano della Rovere Cari diaconi, sacerdoti e vescovi,al termine di questo 2020, anno difficile che ha messo […]

Lettera rivolta a diaconi, sacerdoti e vescovi

di Giuliano della Rovere

Cari diaconi, sacerdoti e vescovi,
al termine di questo 2020, anno difficile che ha messo di fronte a voi e a noi, popolo di Dio, a diverse difficoltà soprattutto legate all’emergenza sanitaria. Questa emergenza ha avuto risvolti su molti fronti diretti e paralleli: la morte di molte persone in tutto il mondo, milioni di persone che hanno contratto il virus (questi gli effetti diretti) e le varie crisi: economico e sociali. In questa lettera non voglio entrare né nella polemica né appoggiare le varie versioni della verità (virus fuggito dal laboratorio colposamente o dolosamente, i disegni presenti o meno dietro a queste norme di distanziamento, ecc.). Mi voglio soffermare e vi invito a soffermarvi su alcuni buoni propositi che suggerisco per questo 2021.

1) I proposito: dare contenuti

Nel 2020 la Chiesa ha avuto l’occasione di entrare nelle case dei fedeli ed essere seguito da un folto pubblico (lo share dei momenti di preghiera trasmessi nelle varie reti segnano dati importanti). Questo è stato positivo e molta gente è tornata a pregare il Santo Rosario o a fare adorazione oltre a seguire le S. Messe (impedite dal vivo dai vari DPCM). Purtroppo, a mio avviso, avete perso l’occasione di dare contenuto a questi momenti parlando anche di argomenti da Catechismo (CCC) o illustrando in maniera approfondita il Magistero (attuale e di sempre): ad es. tornare alle catechesi di Giovanni Paolo II sulla teologia del corpo. Quindi tornare a dare “sostanza” con temi di fede e morale nella predicazione sia durante momenti di preghiera in presenza sia trasmessi tramite i mezzi telematici (Tv, Web,ecc.)

2) II proposito: suggerimento di alcuni contenuti rispetto ad altri

In televisione e nelle varie trasmissioni web i virologi, politici, opinionisti e giornalisti ci parlano continuamente della pandemia, delle norme da mantenere (distanziamento, proteggere il viso e igienizzare le mani, ecc.) in modo vario e approfondito. Penso che voi, predicatori, possiate evitare di ripetere queste norme (già molto diffuse), invitando certo a mantenere le norme base ma di non puntare eccessivamente il dito contro “i ribelli” o la vecchietta che porta male la mascherina in chiesa oppure ripetere nelle omelie le norme da seguire aggiungendo anche giudizi personali. Suggerisco di puntare la predicazione sulla salute dell’anima già che quella corporale è ben predicata dai vari media. Per salute dell’anima intendo parlare di speranza verso il Signore, di cercare di vivere bene in questo mondo aiutando i fratelli (sicuramente) ma anche della vanità di questo mondo che passa e di cercare di accumulare tesori in cielo. Quindi:

  • esortare ad accostarsi alla confessione e all’Eucarestia,
  • per i malati portare il conforto dei sacramenti e per gli agonizzanti la vicinanza di un sacerdote (vicinanza fisica e spirituale con la preghiera e, sacramentale, con l’estrema unzione),
  • tornare a parlare delle realtà soprannaturali e della vita eterna.
  • parlare dei novissimi (morte, giudizio, inferno e paradiso) a tutti: giovani e meno giovani,
  • parlare dello stadio intermedio (purgatorio) e di pregare per le anime purganti e allo stesso tempo che anche loro preghino per noi,
  • le indulgenze,
  • esortare novene e pellegrinaggi a santuari per chiedere la grazia della salute del corpo e dello spirito.

Tutto questo per evitare la morte seconda (altro tema sparito dalla predicazione). Vi ripeto, non sono per denigrare questa vita o esortare al martirio (suicidio) per godere della vita vera, ma di cercare di vivere in stato di grazia a questo mondo (fede e opere) per evitare che oltre all’inevitabile morte prima (il trapasso da questo mondo), diventi inevitabile la morte seconda (il non godere della visio beatifica e passare l’eternità all’inferno che benchè ne dicano alcuni dotti e teologi, esiste!). Non vi aggiungo altro se non delle parole di sintesi riportate da San Francesco nel suo Cantico delle Creature:

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

3) III proposito: tornare a parlare di cosa salva veramente

Esorto i predicatori, oltre a i temi sopra riportati, ad evitare di esortare i fedeli a “vaccinarsi”, a fare questo “santo vaccino” che “porterà la salvezza”. Certo, nella predicazione si deve esporre la Sacra Scrittura nella contemporaneità dei fedeli per non restare solo nella dottrina. Ma, come detto sopra, ci sono già altri che parlano di questo vaccino, dell’efficacia, della composizione, con chiarezza. Se già i medici, “i sacerdoti laici che amministrano i nuovi sacramenti di salvezza (i vaccini e altro”, parlano, sponsorizzano per competenza e convenienza questi, perché aggiungere altro nella predicazione? Mi scuso per l’allusione sarcastica e, forse dura. Vi suggerisco di parlare di cose che veramente salvano l’uomo (anche i vaccini non c’è la certezza di una salute del corpo al 100%), ma di parlare oltre ai già citati sacramenti, del vero vaccino di salvezza: il Battesimo  “il fondamento di tutta la vita cristiana (CCC 1213)”. Mi piange il cuore, sarò sincero, di non sentire voi parlare di questo e di esortare che tutti facciano questo vaccino per l’anima. Certo, comprendo che questo non può avvenire per i discorsi ecumenici, discorsi di “salvezza mediante le altre religioni” e quindi non si può dire (i vari missionari, anche gesuiti che sono morti per annunciare il Vangelo, unica salvezza, hanno lavorato inutilmente). Ma citando San Paolo “l’uomo non è giustificato per le opere della Legge (qualsiasi: ebraica, musulmana, indù,ecc.) ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo (cfr. Gal 2,16)”. Ma esco subito da questa riflessione personale che lascio alla vostra riflessione sul modo di annunciare il Vangelo.

Rispetto ai vaccini il Battesimo è sicuro al 100%, non ha contro indicazioni e, rispetto all’anima, porta una guarigione in radice (cancella il peccato originale). Certo deve ricevere dei “richiami”: una vita vissuta in Grazia, nella formazione Catechistica permanente, accostandosi ai Sacramenti, ecc. ma questi non sono dannosi o faticosi se l’obiettivo è la partecipazione alla gloria di Cristo in questa terra nel servizio di Cristo nei fratelli e nella vita eterna. Vorrei che nella predicazione portaste i benefici e il senso del Battesimo (dal CCC):

  • II Battesimo « è il più bello e magnifico dei doni di Dio. […] Lo chiamiamo dono, grazia, unzione, illuminazione, veste d’immortalità, lavacro di rigenerazione, sigillo, e tutto ciò che vi è di più prezioso. Dono, poiché è dato a coloro che non portano nulla; grazia, perché viene elargito anche ai colpevoli; Battesimo, perché il peccato viene seppellito nell’acqua; unzione, perché è sacro e regale (tali sono coloro che vengono unti); illuminazione, perché è luce sfolgorante; veste, perché copre la nostra vergogna; lavacro, perché ci lava; sigillo, perché ci custodisce ed è il segno della signoria di Dio ». (1216)
  •  Secondo l’apostolo san Paolo, mediante il Battesimo il credente comunica alla morte di Cristo; con lui è sepolto e con lui risuscita: « Quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del Battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova » (Rm 6,3-4).

I battezzati si sono « rivestiti di Cristo ». Mediante l’azione dello Spirito Santo, il Battesimo è un lavacro che purifica, santifica e giustifica (1227).

In conclusione, spero che questi propositi se non accolti offrano occasione di riflessione e meditazione personale anche su come vivere da ministri della Parola i tempi di oggi, magari, si, adattando la predicazione all’uditorio e alle situazioni ma di essere saldi nella Dottrina trasmessa da sempre nella Tradizione e confermata dal Magistero di ieri e di oggi, quindi di confermare la Fede.

Allego i miei migliori auguri per un Santo 2021 vissuto chiedendo ancora di più il sostegno della Santissima Trinità per aumentare nella Fede, Speranza e Carità.

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