DEVOZIONE DEL MESE

Vírginis matris clausula

Il Mese di Dicembre è il mese che la Santa Chiesa dedica interamente
all' Immacolata Concezione di Maria Santissima, e alla Solennità del
S. Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Due temi connessi nella
sostanza e nella natura, che rappresentano due capisaldi per la
vita del cattolico: Ad Jesum, per Mariam!

di Edoardo Consonni


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

DEVOZIONE DEL MESE

Vírginis matris clausula

Il Mese di Dicembre è il mese che la Santa Chiesa dedica interamente all' Immacolata Concezione di Maria Santissima, e alla Solennità del S. Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Due temi connessi nella sostanza e nella natura, che rappresentano due capisaldi per la vita del cattolico: Ad Jesum, per Mariam!

di Edoardo Consonni

 

Il doppio mistero che risiede dietro la devozione del Mese di Dicembre ci obbliga a
qualche piccola riflessione sulla figura di Maria Santissima e di Nostro Signore Gesù Cristo.


Maria detiene un ruolo di capitale importanza nel progetto di Redenzione del genere umano. Dopo la sua ascensione al Cielo, Ella rimane la via più sicura e stabile sia per portare le nostre suppliche al trono del Divino Figliuolo, sia per garantire la salvezza in punto di morte, e scongiurare il patimento dei mali nell’Inferno.
Quanti, prima di noi, sgranavano il Rosario per chiedere la sua intercessione? Quanti intonarono il Tota Pulchra, il Salve Regina o il Salve Mater Misericordiae? La figura di Maria Santissima, nel panorama metastorico della devozione, è onnipresente, e lega seco tutti i cristiani che erano, che furono e che saranno.
“Chi potrebbe infatti contare, chi valutare i tesori segreti di grazia che durante tutto questo tempo Iddio ha versato nella sua Chiesa per la preghiera della Vergine? E, lasciando a parte ciò, che dire del Concilio Vaticano così ammirabile di opportunità e della definizione dell'infallibilità Pontificia, formulata cosi a buon punto di fronte agli errori che stavano per sorgere? E di questo slancio di pietà che, cosa nuova e inaudita, ha fatto affluire da tanto tempo ai piedi del Vicario di Cristo, per venerarlo al suo cospetto, i fedeli di ogni lingua e di ogni parte? E non è un mirabile effetto della Divina Provvidenza, che i Nostri due Predecessori, Pio IX e Leone XIII, abbiano potuto in tempi così torbidi governare santamente la Chiesa, per un periodo così lungo quale prima non era stato concesso ad altro Pontificato? Al che bisogna aggiungere che non appena Pio IX aveva affermato la fede cattolica nella Concezione senza macchia della Madre di Dio, nella città di Lourdes si iniziavano le meravigliose manifestazioni della Vergine che furono l'origine dei templi elevati in onore dell'Immacolata Madre di Dio, opere di alta magnificenza e d'immenso lavoro, nei quali prodigi quotidiani, dovuti alla Sua intercessione, forniscono splendidi argomenti per combattere l'attuale incredulità umana.”
Il primo tema devozionale del mese è l’immacolata concezione: un dogma di capitale importanza per la fede cattolica, provato teologicamente con tesi molto robuste, oggetto di fede senza libera interpretazione: Maria è stata concepita senza peccato. Lei è tutta bella, tutta Santa, non essendo mai stata contaminata dal peccato attuale, ed essendo esente dagli effetti del peccato originale. Ma questo tema apparecchia, di fatto, la manifestazione del secondo punto devozionale del mese di Dicembre: la festa del Santo Natale, e con essa il tema della Incarnazione.


La seconda persona della Santissima Trinità si è incarnata, assumendo natura umana, per rimanere con noi, anche dopo la sua Passione, come capo invisibile della Santa Chiesa. “La storia, luce di verità e testimonio dei tempi, se rettamente consultata e diligentemente esaminata, insegna che la promessa fatta da Gesù Cristo: « Io sono con voi … fino alla consumazione dei secoli », non è mai venuta meno alla sua Chiesa e non verrà quindi mai a mancare in avvenire. Anzi quanto più furiosi sono i flutti dai quali è sbattuta la nave di Pietro, tanto più pronto e vigoroso essa sperimenta l’aiuto della grazia divina.”
Maria è madre di Cristo, madre di Dio: la presenza di una Madre avvicina, con intensità ancora più pronunciata, la figura di Cristo al peccatore: siamo invitati alla metanoia totale, a raggiungere l’entelechia della santificazione, che di fatto coincide con la conformazione alla figura di Cristo. Maternità, quella di Maria, connessa con la sua Purezza: Maria è la Madre di tutti i viventi, perché più perfetta di tutte le madri mai esistite.
“Da questo dogma della divina maternità, come dal getto di un’arcana sorgente, proviene a Maria una grazia singolare: la sua dignità, che è la più grande dopo Dio. Anzi, come scrive egregiamente l’Aquinate: « La Beata Vergine, per il fatto che è Madre di Dio, ha una dignità in certo qual modo infinita, per l’infinito bene che è Dio ». Il che più diffusamente espone Cornelio a Lapide con queste parole: « La Beata Vergine è Madre di Dio; Ella dunque è di gran lunga più eccelsa di tutti gli Angeli, anche dei Serafini e dei Cherubini. È Madre di Dio; Ella perciò è la più pura e la più santa, così che dopo Dio non si può immaginare una purezza maggiore. È Madre di Dio; perciò qualsiasi privilegio concesso a qualunque Santo, nell’ordine della grazia santificante, Ella lo ha al di sopra di tutti »”
Consideriamo perciò questo doppio tema per il mese di devozione, meditando con attenzione il tema della purezza e della castità, su esempio di Maria e di Gesù Cristo. Rivolgiamo lo sguardo al pargoletto nascituro, e chiediamo, a Maria, la grazia di poter conformare sempre di più la nostra vita a quella di Gesù Cristo, affinché, attraverso la pratica delle virtù, dei doveri del proprio stato, della penitenza e della mortificazione, possiamo essere coronati di Gloria immortale, e così godere perpetua e santa pace, nella gloria degli Angeli e dei Santi in Paradiso.
“A Lei, dunque, ricorrano tutti con più acceso amore nelle presenti necessità dalle quali siamo travagliati; a Lei domandino con suppliche pressanti « di impetrare che le fuorviate generazioni tornino all’osservanza delle leggi, nelle quali è riposto il fondamento d’ogni pubblico benessere, e donde promanano i benefìci della pace e della vera prosperità. A Lei chiedano molto intensamente ciò che tutti i buoni devono avere in cima ai loro pensieri: che la Madre Chiesa ottenga il tranquillo godimento della sua libertà, la quale non indirizza ad altro che alla tutela dei supremi interessi dell’uomo, e dalla quale, come gli individui, così la società, anziché danno, trasse in ogni tempo i più grandi e inestimabili benefìci »”


Aut Deo aut contra

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Il doppio mistero che risiede dietro la devozione del Mese di Dicembre ci obbliga a qualche piccola riflessione sulla figura di Maria Santissima e di Nostro Signore Gesù Cristo.

Maria detiene un ruolo di capitale importanza nel progetto di Redenzione del genere umano. Dopo la sua ascensione al Cielo, Ella rimane la via più sicura e stabile sia per portare le nostre suppliche al trono del Divino Figliuolo, sia per garantire la salvezza in punto di morte, e scongiurare il patimento dei mali nell’Inferno.
Quanti, prima di noi, sgranavano il Rosario per chiedere la sua intercessione? Quanti intonarono il Tota Pulchra, il Salve Regina o il Salve Mater Misericordiae? La figura di Maria Santissima, nel panorama metastorico della devozione, è onnipresente, e lega seco tutti i cristiani che erano, che furono e che saranno.
“Chi potrebbe infatti contare, chi valutare i tesori segreti di grazia che durante tutto questo tempo Iddio ha versato nella sua Chiesa per la preghiera della Vergine? E, lasciando a parte ciò, che dire del Concilio Vaticano così ammirabile di opportunità e della definizione dell'infallibilità Pontificia, formulata cosi a buon punto di fronte agli errori che stavano per sorgere? E di questo slancio di pietà che, cosa nuova e inaudita, ha fatto affluire da tanto tempo ai piedi del Vicario di Cristo, per venerarlo al suo cospetto, i fedeli di ogni lingua e di ogni parte? E non è un mirabile effetto della Divina Provvidenza, che i Nostri due Predecessori, Pio IX e Leone XIII, abbiano potuto in tempi così torbidi governare santamente la Chiesa, per un periodo così lungo quale prima non era stato concesso ad altro Pontificato? Al che bisogna aggiungere che non appena Pio IX aveva affermato la fede cattolica nella Concezione senza macchia della Madre di Dio, nella città di Lourdes si iniziavano le meravigliose manifestazioni della Vergine che furono l'origine dei templi elevati in onore dell'Immacolata Madre di Dio, opere di alta magnificenza e d'immenso lavoro, nei quali prodigi quotidiani, dovuti alla Sua intercessione, forniscono splendidi argomenti per combattere l'attuale incredulità umana.”
Il primo tema devozionale del mese è l’immacolata concezione: un dogma di capitale importanza per la fede cattolica, provato teologicamente con tesi molto robuste, oggetto di fede senza libera interpretazione: Maria è stata concepita senza peccato. Lei è tutta bella, tutta Santa, non essendo mai stata contaminata dal peccato attuale, ed essendo esente dagli effetti del peccato originale. Ma questo tema apparecchia, di fatto, la manifestazione del secondo punto devozionale del mese di Dicembre: la festa del Santo Natale, e con essa il tema della Incarnazione.

La seconda persona della Santissima Trinità si è incarnata, assumendo natura umana, per rimanere con noi, anche dopo la sua Passione, come capo invisibile della Santa Chiesa. “La storia, luce di verità e testimonio dei tempi, se rettamente consultata e diligentemente esaminata, insegna che la promessa fatta da Gesù Cristo: « Io sono con voi … fino alla consumazione dei secoli », non è mai venuta meno alla sua Chiesa e non verrà quindi mai a mancare in avvenire. Anzi quanto più furiosi sono i flutti dai quali è sbattuta la nave di Pietro, tanto più pronto e vigoroso essa sperimenta l’aiuto della grazia divina.”
Maria è madre di Cristo, madre di Dio: la presenza di una Madre avvicina, con intensità ancora più pronunciata, la figura di Cristo al peccatore: siamo invitati alla metanoia totale, a raggiungere l’entelechia della santificazione, che di fatto coincide con la conformazione alla figura di Cristo. Maternità, quella di Maria, connessa con la sua Purezza: Maria è la Madre di tutti i viventi, perché più perfetta di tutte le madri mai esistite.
“Da questo dogma della divina maternità, come dal getto di un’arcana sorgente, proviene a Maria una grazia singolare: la sua dignità, che è la più grande dopo Dio. Anzi, come scrive egregiamente l’Aquinate: « La Beata Vergine, per il fatto che è Madre di Dio, ha una dignità in certo qual modo infinita, per l’infinito bene che è Dio ». Il che più diffusamente espone Cornelio a Lapide con queste parole: « La Beata Vergine è Madre di Dio; Ella dunque è di gran lunga più eccelsa di tutti gli Angeli, anche dei Serafini e dei Cherubini. È Madre di Dio; Ella perciò è la più pura e la più santa, così che dopo Dio non si può immaginare una purezza maggiore. È Madre di Dio; perciò qualsiasi privilegio concesso a qualunque Santo, nell’ordine della grazia santificante, Ella lo ha al di sopra di tutti »”
Consideriamo perciò questo doppio tema per il mese di devozione, meditando con attenzione il tema della purezza e della castità, su esempio di Maria e di Gesù Cristo. Rivolgiamo lo sguardo al pargoletto nascituro, e chiediamo, a Maria, la grazia di poter conformare sempre di più la nostra vita a quella di Gesù Cristo, affinché, attraverso la pratica delle virtù, dei doveri del proprio stato, della penitenza e della mortificazione, possiamo essere coronati di Gloria immortale, e così godere perpetua e santa pace, nella gloria degli Angeli e dei Santi in Paradiso.
“A Lei, dunque, ricorrano tutti con più acceso amore nelle presenti necessità dalle quali siamo travagliati; a Lei domandino con suppliche pressanti « di impetrare che le fuorviate generazioni tornino all’osservanza delle leggi, nelle quali è riposto il fondamento d’ogni pubblico benessere, e donde promanano i benefìci della pace e della vera prosperità. A Lei chiedano molto intensamente ciò che tutti i buoni devono avere in cima ai loro pensieri: che la Madre Chiesa ottenga il tranquillo godimento della sua libertà, la quale non indirizza ad altro che alla tutela dei supremi interessi dell’uomo, e dalla quale, come gli individui, così la società, anziché danno, trasse in ogni tempo i più grandi e inestimabili benefìci »”


Aut Deo aut contra

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