Dopo il Concilio Vaticano II, gli abiti religiosi hanno subito un cambiamento radicale: linee più semplici e pratiche, perfette per la vita pastorale. Ma qualcosa è andato perduto. L’abito, così carico di significato, non è solo un simbolo di fede e appartenenza a Cristo; è anche un richiamo silenzioso alla presenza di Dio in un mondo sempre più secolarizzato.
L'omelia è un momento liturgico che connette la Parola di Dio alla vita dei fedeli, avvicinandoli a Cristo. Deve rimanere centrata sul messaggio evangelico, evitando spettacolarizzazioni o comizi politici. È fondamentale che il sacerdote valorizzi la spiritualità più della simpatia.
Al di là degli inutili spauracchi su una Messa ecumenica o su un Novissimus Ordo, è bene ricordare che esistono già i riti ecumenici, vero pericolo per la fede cattolica, sommo bene da preservare.
La benedizione Urbi et Orbi, che letteralmente significa «Alla città [di Roma] e al mondo», è la forma più solenne di benedizione apostolica ed è riservata al Romano Pontefice che la impartisce, per l’appunto, alla città di Roma e al mondo intero.