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Epifania del Signore

di Don Riccardo Pecchia

Epifania del Signore, è una festa cristiana celebrata dodici giorni dopo il Natale, il 6 gennaio. Il termine deriva dal greco antico, verbo ἐπιφαίνω, epifàino (che significa “mi rendo manifesto”, apparizione). Sin dai tempi di san Giovanni Crisostomo il termine assunse una significato aggiuntivo, associato alla Natività di Gesù Cristo. Alcuni documenti di Tito Flavio Clemente d’Alessandria, un teologo del 150 d.C., attestano che le prime comunità cristiane d’Alessandria d’Egitto, i basilidiani, costituite dallo gnostico Basilide, pochi anni prima, celebravano la Natività di Gesù, e con essa anche l’Epifania come la “manifestazione del Signore al mondo”, il 15 giorno del mese di Tybi dell’antico calendario alessandrino, che corrisponderebbe al nostro 6 gennaio. A partire dal III secolo circa, le comunità cristiane del Vicino Oriente associarono il termine Epifania ai tre segni rivelatori di Gesù Cristo, e cioè: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù adulto nel fiume Giordano, ed il primo miracolo di Gesù avvenuto a Cana di Galilea. L’Epifania del Signore è la sua manifestazione, la rivelazione alle genti di tutto il mondo del bambino nato a Betlemme e incontrato da Israele attraverso i pastori.

Alla mangiatoia giungono infatti anche dei Magi, cioè dei sapienti, dei cercatori di Dio non appartenenti al popolo dei credenti nel Dio unico, a Israele; essi provengono dalle terre d’Oriente. La nascita di quel bambino nelle campagne di Betlemme, da una famiglia di poveri, attrae questi Magi, perché l’incarnazione del Figlio di Dio era il modo con cui Dio stesso desiderava unirsi a ogni uomo e a tutta l’umanità. Il Re d’Israele, il re che sta sul trono di David, è anche l’atteso da tutte le genti; per incontrarlo, però, quei sapienti devono salire a Gerusalemme, e ascoltare le Sacre Scritture che contengono le promesse di Dio custodite dal popolo santo. La venuta dei Magi a Betlemme è la risposta dell’umanità al Dio che ha voluto venire in mezzo a noi per essere l’Emmanuele, il Dio-con-noi. Essi trovano indicazioni e segnali per la loro ricerca nel cielo stesso, attraverso una stella che, nel suo sorgere, li mette in viaggio verso un luogo ignoto: una cometa, una stella che li guida verso l’incontro con colui che era tanto atteso. Il bambino nato a Betlemme appare oggi come un dono di Dio a tutta l’umanità e, insieme, come l’atteso da tutta l’umanità, anche da quanti non conoscono la fede dei credenti nel Dio unico.

Ecclesia Dei  

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