SPIRITUALITÀ

Gli angeli: messaggeri della Volontà Divina

Gli angeli custodi sono degli umili servitori personali che nel silenzio e nell’invisibilità
ci difendono nelle tentazioni aiutandoci così a restare lontano dal peccato.
È lui che quando preghiamo porta la nostra intenzione dinanzi a Dio.



 

Massimiliano Pizzorulli  |  16 Dicembre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SPIRITUALITÀ

Gli angeli: messaggeri della Volontà Divina

Gli angeli custodi sono degli umili servitori personali che nel silenzio e nell’invisibilità ci difendono nelle tentazioni aiutandoci così a restare lontano dal peccato. È lui che quando preghiamo porta la nostra intenzione dinanzi a Dio.

Massimiliano Pizzorulli
16 Dicembre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Il termine “angelo” deriva dal greco “angelos” che sta a significare “messaggero”. Infatti gli angeli, dal momento che l’uomo non può avere un contatto diretto con Dio e viceversa, questo si serve di creature celesti e spirituali per comunicare con l’uomo e rendere per tramite di questo la Sua volontà.
Andando a ricercare nella Sacra Scrittura troviamo diversi episodi del Vecchio e Nuovo Testamento i quali indicano la presenza degli angeli: la lotta con l’angelo di Giacobbe (Genesi 32, 25-29); la scala percorsa dagli angeli, sognata da Giacobbe (Genesi, 28, 12); i tre angeli ospiti di Abramo (Genesi, 18); l’intervento dell’angelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare Isacco; l’angelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto. L’annuncio ai pastori della nascita di Cristo; l’angelo che compare in sogno a Giuseppe, suggerendogli di fuggire con Maria e il Bambino; gli angeli che adorano e servono Gesù dopo le tentazioni nel deserto; l’angelo che annunciò alla Maddalena e alle altre donne, la resurrezione di Cristo; la liberazione di s. Pietro dal carcere a Roma; finendo con la simbologia angelica dell’Apocalisse di s. Giovanni Evangelista.
Dunque Dio ha bisogno degli angeli? No, non ha bisogno degli angeli! Dicendo questo, non è mia intenzione minimizzare l’importanza di ciò che la Scrittura afferma sugli angeli, ma è giusto affermare che Dio è pienamente capace di compiere i Suoi fini ed obiettivi anche senza il loro aiuto. Certamente, Dio non è obbligato a usare gli angeli; può fare tutto ciò che vuole dire anche senza il loro tramite, ma Egli sceglie di impiegare il ministero intermedio degli angeli in molte occasioni: Dio Padre, infatti, li ha creati – per il Suo piacere e per la Sua gloria – per portare avanti varie funzioni nel Suo universo. Tra le quali, le Scritture indicano che Dio creò gli angeli per evidenziare la preoccupazione speciale e paterna verso noi uomini come Suoi figli (cfr. Ebrei 1,14). Possiamo immaginare Dio esistente senza angeli, ma è impossibile pensare l’universo con gli angeli ma senza Dio. Dico queste cose perché, vi è molto interesse oggi verso gli angeli, molte persone agiscono come se gli angeli esistessero senza un Dio creatore. O, se sono coscienti dell’esistenza di un tale Dio, Lo spingono fuori dalla propria vita e Lo relegano a una posizione irrilevante. Queste persone pare che non realizzino che gli stessi angeli santi insistono nel riconoscere che Dio solo deve rimanere al centro di tutto (vedi Apocalisse 22,8-9), come anche la Vergine Santissima.
È interessante che nella lettera ai Colossesi l’apostolo Paolo dia avvertimenti espliciti contro il culto portato all’esasperazione degli angeli. Al tempo di san Paolo vi era un’eresia in Colossi, la quale includeva l’adorazione degli angeli. Per correggere i fedeli da tale errore, san Paolo afferma (cfr. 1 Col 16-17) che Cristo è il prescelto e ha creato tutte le cose, incluso gli angeli, e quindi, è supremo ed è il solo che deve essere adorato. In un secondo momento, in Colossesi 2,18, san Paolo mette in guardia contro l’idolatria degli angeli. In altre parti egli avvertiva di non incorrere nel pericolo di adorare il creato in sostituzione del Creatore (cfr. Romani 1,25). Certi passaggi sono estremamente chiari riguardo all’angelolatria odierna, poiché quello che capita oggi è che in alcuni vi è una forma di adorazione esagerata verso le creature angeliche. Dobbiamo tenere a mente cosa diceva il salmista “Poiché chi, nei cieli, è paragonabile al Signore? Chi è simile al Signore tra i figli di Dio? (cfr. Sal 89,6). Non vi è nessuno come il Signore e solo Lui è degno di essere adorato. C’è una distanza infinita tra Dio e i Suoi angeli. Se si ignora questa diversità si cade in un enorme errore teologico ed esistenziale.

Dopo questo excursus preciso che l’intenzione di questo articolo non è quella di allontanare i lettori dal pregare gli angeli, ma dal momento che il mondo tende a confondere le idee era doveroso dare una giusta collocazione a queste care e fedeli figure che ci sostengono incessantemente. Parliamo ora della figura particolare dell’angelo custode, che invito tutti a riscoprirne la devozione e a pregarlo quotidianamente.
Nell’Antico Testamento troviamo scritto che Dio è circondato da una schiera di figure celesti che lo adorano e compiono azioni in Suo nome. Fin dai testi molto antichi, possiamo incontrare dei riferimenti ad angeli che vengono mandati da Dio per proteggere il popolo e diffondere dei messaggi. L’angelo custode è una figura che vive nella grazia di Dio. I padri della Chiesa, come ad esempio Tertulliano, Sant’Agostino, Sant’Ambrogio, San Giovanni Crisostomo, San Girolamo e San Gregorio di Nissa sostenevano l’esistenza di un angelo custode per ogni persona. Al tempo non esisteva ancora una formulazione dogmatica su questa particolare figura. Solo a partire dal Concilio di Trento, tra il 1545 e il 1563, si iniziò ad affermare che ciascun essere umano avesse un proprio personale angelo inviatogli da Dio per vegliare su di lui. A partire dal XVII secolo, la devozione popolare iniziò ad aumentare così che Papa Paolo V decise di inserire una festa dedicata agli angeli custodi nel calendario. Fu così che nelle raffigurazioni sacre e le immagini di devozione sacra iniziarono a comparire gli angeli custodi come soggetto predominante, soprattutto nell’atto di proteggere i bambini dal male. Se ci pensi, fin da bambini siamo incoraggiati a rivolgere le nostre preghiere all’angelo custode. Questo senso di fiducia e l’amore incondizionato crescendo diventa meno forte e sempre meno presente, così come il senso di rassicurazione che si avverte da piccoli quando si pensa all’angelo custode.

Per coloro che dubitano dell’esistenza dell’angelo custode:
Iniziamo subito col dire che gli angeli custodi esistono, il Vangelo lo afferma e le Sacre Scritture lo sostengono con numerosi esempi ed episodi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna a credere in lui e a confidare nella sua presenza al nostro fianco. Gli angeli custodi esistono da sempre, dal momento che sono sono stati creati insieme a noi e ci proteggono fin dai primi istanti della nostra vita. Dio ha creato gli angeli in un singolo istante, ne ha creati a migliaia e poi non ne ha più creato.
Tra gli angeli esiste una gerarchia angelica e non tutti sono destinati a diventare angeli custodi. Ciascuno di loro ha un compito specifico e ricopre una posizione diversa al cospetto di Dio. Ogni uomo ne possiede uno e non è possibile cederlo ne condividerlo con nessuno. Il suo compito è quello di guidarci nel cammino verso il Regno dei Cieli. Non può certo obbligarci a seguire la strada del bene, non può decidere per noi o imporci determinate scelte. Siamo sempre liberi di scegliere e seguire quello che crediamo giusto. L’angelo custode è come un consigliere silenzioso che ci accompagna e ci da’ i giusti consigli, ci indica la strada da seguire per ottenere la salvezza e meritare il Paradiso. Il nostro angelo custode combatte con tutta la sua forza al nostro fianco. L’angelo custode è un guerriero, un combattente coraggioso che si schiera contro tutto e tutti per proteggerci, soprattutto quando siamo troppo fragili per farlo da soli, non abbandonandoci mai. Non ha un nome o comunque non è nostro compito stabilirlo. Nelle Sacre Scritture troviamo alcuni angeli con un nome, ad esempio Gabriele, Michele e Raffaele. Ogni altro nome attribuito alle creature celesti non è confermato dalla Chiesa o dalla Scrittura.
 
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