/I Sacramenti e Gesù Cristo, il sacramento primordiale

I Sacramenti e Gesù Cristo, il sacramento primordiale

di D.O.M. Henrique Soares da Costa

Articolo scritto dal vescovo brasiliano Henrique Soares da Costa, tornato alla casa del Padre quest’anno a causa del COVID-19. L’articolo è tratto dalla sua pagina web, a cui sono riservati tutti i diritti. Ecclesia Dei si è limitata a una mera traduzione tramite www.DeepL.com/Translator, visto il peso e la bellezza di questo documento.

Con questo articolo inizierò una serie di meditazioni sui sacramenti. Cosa sono? Chi li ha istituiti? Qual è il significato di ciascuno di essi? Come vengono festeggiati? Quanto bene vi partecipate? Sono domande che vedremo in questa serie di temi teologici.

Innanzitutto è importante capire che non si può parlare correttamente dei sacramenti senza cominciare a parlare di Gesù Cristo, solo in Lui e da Lui i sacramenti hanno senso ed efficacia: Egli è il sacramento primordiale, la fonte di tutti i sacramenti. Diamo una bella occhiata a questo!

Cos’è un sacramento? È un segno efficace e trasformante della presenza di Dio, della sua vita e della sua pienezza in mezzo a noi.

Guardate bene: è un segno, cioè indica, ricorda, comunica, comunica, esprime, evoca, ci fa presentare una realtà che altrimenti potrebbe essere assente;

questo segno è efficace: non solo ricorda, indica, non solo rende presente nel ricordo, ma lo fa realmente accadere, fa agire ciò che significa.

Per questo diciamo che il sacramento è un segno efficace, attivo, trasformante.

Prendiamo come esempio la bandiera brasiliana: “il ricordo della Patria ci porta! La Bandiera è un segno del Brasile; ma non è un segno efficace: la Bandiera è la Bandiera e il Brasile è il Brasile! E’ un segnale semplicemente convenzionale, estraneo. Con i sacramenti, per esempio, l’Eucaristia è diversa: che il pane rappresenta Cristo, indica Cristo, è un segno di Cristo? Ma non è solo un segno; è, infatti, Cristo presente, amante, che agisce, nel Suo Corpo risorto! Poi, il sacramento segnala e fa accadere ciò che è stato segnalato! Rappresenta”, cioè lo rende davvero presente!

Questa è la prima idea che dovremmo avere quando parliamo in sacramento.

Come si è detto sopra, il Sacramento primordiale è Cristo Gesù: Egli è il Sacramento del Padre: “Egli è l’immagine del Dio invisibile” (Col 1, 15), “Egli è il fulgore della sua gloria (del Padre) e l’espressione della sua Sostanza” (Eb 1, 3), Egli è la presenza reale, efficace, trasformante, vera, del Padre in mezzo a noi: “Chi vede me vede il Padre; io sono nel Padre e il Padre è in me” (cfr Gv 14, 9.10).

Nelle parole di Gesù, è il Padre che ci parla, nelle sue azioni è il Padre che ci tende la mano, nell’affetto per i poveri, i deboli, i peccatori, è il Padre che manifesta la sua tenerezza In tutta la sua vita in mezzo a noi è il Padre che ci ha riconciliati a sé. Molte volte la Scrittura afferma questo: “In principio era il Verbo, e il Verbo era Dio… e il Verbo si fece carne e abitò in mezzo a noi, e vedemmo la sua gloria. La grazia e la verità sono arrivate a noi attraverso Gesù Cristo. Nessuno ha mai visto Dio: il Figlio unigenito, che è rivolto al seno del Padre, lo ha fatto conoscere” (Gv 1, 1.14.17-18).

Gesù è Dio come Padre; in Lui, Figlio prediletto, è la Vita stessa, la presenza stessa del Padre che ci è data; per questo l’Evangelista dice: la grazia e la verità del Padre è venuta a noi per mezzo di Gesù Cristo! Un altro esempio di questa meravigliosa realtà è l’esclamazione del popolo stesso davanti alle azioni di Gesù: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo” (Lc 7, 16). Quando Gesù guarì l’uomo posseduto dal demonio di Gerasa, diede il seguente comando all’uomo guarito: “Andate nella vostra casa e nella vostra e dite loro quello che il Signore ha fatto per voi nella sua misericordia” (Mc 5, 19). In Gesù nostro Salvatore è il Signore Dio (il Padre) che agisce! Ecco perché Gesù stesso, quando fu criticato perché accoglieva i peccatori, giustificò il suo atteggiamento raccontando le tre parabole della misericordia, dimostrando di essere amico dei peccatori perché anche il Padre suo era amico (cfr. Lc 15). Tante frasi di Gesù mostrano che Egli è questa presenza di Dio: “Il Padre mio opera sempre e anch’io lavoro” (Gv 5, 17); “Parlo quello che ho visto del Padre mio” (Gv 8, 38); “Io sono nel Padre e il Padre è in me. Le parole che vi dico, non le pronuncio per me, ma il Padre, che dimora in me, compie le sue opere” (Gv 14, 10-11).

Per tutto questo, Gesù Cristo è il Sacramento del Padre: in Lui è la Vita che viene dal Padre (cfr Gv 1, 4). Entrare in contatto con Cristo morto e risorto è entrare in contatto con la Vita di Dio stesso, la Vita che il Padre riversa su suo Figlio nella potenza dello Spirito Santo. L’ho detto tante volte in tanti miei scritti: il Figlio Gesù, morto e risorto come uomo, ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo, Spirito di vita divina, forza e potenza, e si è riversato su di noi: “Esaltato per diritto di Dio, egli (Gesù) ha ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso e si è riversato su di lui” (At 2,33).

Così, la via su cui l’umanità può camminare per incontrare veramente Dio è Gesù Cristo, Sacramento (segno efficace, vero, potente, attivo) della presenza divina in mezzo a noi. Per questo abbiamo detto che Gesù è il Sacramento primordiale di Dio! È inutile chiedere come Filippo: “Mostrateci il Padre e questo ci basta!” (Gv 14, 8) La risposta sarà sempre la stessa: “Chi vede me, vede il Padre”. Io sono nel Padre e il Padre è in Me. Il Padre ed io siamo una cosa sola! “(Gv 14, 9-11)