"Iddio è asceso nel giubilo e il Signore al suono delle trombe. Allelúia." Meditazione sulla Festa dell'Ascensione del Signore - Ecclesia Dei

di Luca Niutta

“Fa’, mio Dio, che innanzi a Te abbiano valore almeno i miei desideri, senza guardare alla pochezza dei miei meriti.” (Santa Teresa di Gesù)

Anche quest’anno siamo giunti alla festa dell’Ascensione di Gesù al Cielo; in questi tempi pieni di dolore il Salmo 46, presente più volte nella Messa odierna, ci dice: “Iddio è asceso nel giubilo”, ma noi ci domandiamo: “in quale giubilo?” Nella gioia degli Apostoli e della comunità dei Credenti, nel nostro giubilo ovviamente, ma per quale motivo? Per comprenderlo dobbiamo tornare al Vangelo dell’Ultima Cena: “Vado a preparare un posto per voi. E quando sarò andato e avrò preparato il vostro posto, tornerò e vi prenderò con me, affinché dove sono io, siate anche voi” (Gv 14, 2-3) Ebbene: noi dobbiamo essere felici perché il Signore, che già per noi ha offerto la sua vita sulla Croce, per noi ora sale al Cielo e ci prepara un posto, per poter un giorno essere dove Lui è… Osservate questo “per voi”: il Signore, nel suo infinito amore, compie tutte le Sue opere per i Suoi figli, per ognuno dei Suoi figli in particolare, figli che ama di amore infinito, figli che spesso lo oltraggiano e lo offendono con innumerevoli peccati; nonostante questo, Lui compie tutto per amore: è l’amore infinito di Dio, che muove tutte le Sue scelte verso di noi.

Questa è una festa di gioiosa speranza, una festa oggi ancor più significativa poiché inserita in questi giorni, nei quali questo virus ci mette davanti la cruda realtà della morte. Ascendendo Gesù al Cielo, Egli ci dona il diritto di seguirlo un giorno: “In Cristo noi stessi siamo penetrati nel più alto dei cieli” (S. Leone)

Il Vangelo di oggi è ricco di spunti di meditazione poiché in esso è contenuto uno dei comandi più importanti del Salvatore, il comando missionario: “Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo ad ogni creatura.” (Mc 16,15) Spesso in questo periodo storico, in cui il relativismo distorce e corrompe il “rispetto” dovuto agli altri, rischiamo di dimenticarci che uno dei nostri primari compiti è quello di portare a TUTTI la speranza di Cristo Risorto, che in questa festa pienamente si manifesta; è proprio per rispetto e per amore che dobbiamo farlo: rispetto di Dio e amore per il prossimo. Infatti, si manifesta una speranza certa, una speranza che si fa luce nelle tenebre della nostra vita, una speranza che vuole guidarci alla luce, svegliarci: “Destati, perché dormi nell’ombra della morte? Corri al Padre, che ricco di misericordia ti ridonerà la vita immortale!”

Solamente Dio salva e solamente per i Suoi figli è il Regno dei Cieli: non tutti gli uomini sono Figli di Dio, ma solamente i Battezzati sono coeredi di Cristo e di quel Padre che ci ha donato il Figlio per la nostra salvezza, poiché mediante il sacramento battesimale siamo resi partecipi della Sua natura ed eredi del Regno dei Cieli. Tutti gli uomini sono indubbiamente creature create dal Padre, ma solamente i battezzati ne sono Figli: c’è infatti un enorme differenza tra essere creatura di Dio e Figlio di Dio!

L’Evangelista prosegue dicendo: “Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo: chi poi non crederà, sarà dannato” (Mc 16,16); quante volte oggigiorno ci dimentichiamo queste parole? Quante volte ci dimentichiamo quello che il nostro Redentore ci ha insegnato? Pensiamo che tutte le religioni portino alla salvezza, “all’unico vero Dio”, che ogni religione è una strada verso “Dio”, ma questo non è possibile! Per noi Cristiani è insostenibile, poiché sostenendo questa tesi sosteniamo che il Sacrificio di Cristo sul patibolo della Croce sia solo “una delle strade” ma questo lo renderebbe vano.

Al contrario, Cristo è la sola Via, la sola Verità, la sola Vita; Egli, mediante il Battesimo, ci dona la Vita Eterna: il Padrino, infatti, al sacerdote che domanda “che cosa chiedete alla Chiesa?” risponde: “La Fede” ed è proprio la Fede che dona la Vita Eterna.

Ovviamente però, insegna il Catechismo, chiunque non conosce la Vera Fede, ma cerca di vivere santamente, viene salvato dal Signore: il problema si presenta quando, venuti a conoscenza di Cristo e del Suo Sacrificio d’amore, lo si rifiuta, lo si rigetta… ed è proprio per questo che chi rifiuta la Verità sarà dannato, non in un esilio come qualcuno sostiene ma nell’inferno eterno, dove tutti rischiamo di essere precipitati se non chiediamo a Dio misericordia per noi e per il mondo intero. Infatti, nella morte di Cristo siamo morti al peccato, nella Sua risurrezione siamo risorti alla vita di Grazia e nella Sua Ascensione siamo saliti al cielo con Lui: siamo certi di poter salire, avendone tutta la possibilità nella Sua Grazia.

“O mio Dio, o mio Dio, o mio Gesù, te ne vai e da noi ti parti! Oh, che gaudio si farà in cielo! Ma noi restiamo quaggiù in terra. O eterno Verbo, che t’ha fatto la creatura, per la quale hai operato tante cose, ed ora ascendi al Cielo per maggior sua gloria? Dimmi, che t’ha fatto che tanto l’ami? Che le dai? Che ricerchi da lei? L’ami tanto che le dai te stesso che sei ogni cosa, e fuor di te non è cosa alcuna. Vuoi da lei ogni suo volere e sapere, poiché dandoti questo, ti dà tutto quello che ha. O Sapienza infinita, o Bontà somma, o Amore, o Amore poco conosciuto, meno amato e da pochi posseduto! O ingratitudine nostra, cagione d’ogni male; o purità poco conosciuta e poco desiderata! O mio Sposo, o mio Sposo, ora che sei con l’Umanità tua nel cielo, sedente alla destra dell’Eterno Padre, crea in me un cuore puro e uno spirito retto rinnova nel mio seno” (S. Maria Maddalena de’ Pazzi)

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