SANTI

Il Beato Carlo d’Asburgo,
un cuore per l’Europa

Il Beato Carlo (1887-1922) fu l’ultimo imperatore d’Austria e re apostolico d’Ungheria,
morto a soli 34 anni, dopo aver regnato per circa due anni (1916-1918) sul plurisecolare
impero austro-ungarico, come successore di Francesco Giuseppe.



 

Guido Scatizzi e Don Cristian Comini  |  21 Ottobre 2021  |  Tempo di lettura: 3 minuti

 

SANTI

Il Beato Carlo d’Asburgo, un cuore per l’Europa

Il Beato Carlo (1887-1922) fu l’ultimo imperatore d’Austria e re apostolico d’Ungheria, morto a soli 34 anni, dopo aver regnato per circa due anni (1916-1918) sul plurisecolare impero austro-ungarico, come successore di Francesco Giuseppe.

Guido Scatizzi e Don Cristian Comini
21 Ottobre 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

 

Verso il centenario della nascita al Cielo, s’inaugura a Firenze la Rappresentanza della Gebestliga
«Sapete perché sono stato battezzato con il nome Karol? Perché mio padre aveva una grande ammirazione per l’imperatore Carlo I d’Austria, di cui era soldato». Con queste parole, inedite e sorprendenti, il santo pontefice Giovanni Paolo II si rivolgeva ai rappresentanti della famiglia d’Asburgo durante un’udienza loro concessa, nel Palazzo Apostolico. Lo stesso indimenticato pontefice iscrisse tra le schiere dei beati proprio Carlo d’Asburgo, del quale portava il nome, domenica 3 ottobre 2004.

Il Beato Carlo (1887-1922) fu l’ultimo imperatore d’Austria e re apostolico d’Ungheria, morto a soli 34 anni, dopo aver regnato per circa due anni (1916-1918) sul plurisecolare impero austro-ungarico, come successore di Francesco Giuseppe. Durante il suo regno, armato soltanto di una profonda fede cattolica, combatté contro le oscure forze che, nel contesto storico difficile e drammatico del primo dopoguerra, muovevano una guerra altrettanto terribile ai princìpi cristiani con il lucido intento di scardinare l’ordine e la pace tra i popoli.

Per questi motivi, egli fu in effetti l’unico sovrano e capo di stato a prendere sul serio l’invito di Benedetto XV ad evitare “un’inutile strage”, cercando di adoperarsi in ogni modo per la riconciliazione dell’Europa cristiana. Sebbene il suo intento politico non ebbe buon esito, egli ha lasciato alla storia civile e cristiana del nostro tempo una testimonianza di vero martirio, subendo di buon grado un esilio ingiusto, invece di riservare ulteriori patimenti al popolo che Dio aveva affidato alla sua custodia.

Non solo un servitore e un governante esemplare, ma un padre di famiglia solerte e affettuoso. Il 21 ottobre 1911, infatti, Carlo si era unito in matrimonio con Zita di Borbone Parma, dalla quale ebbe ben 8 figli; il loro fu un matrimonio secondo il cuore di Cristo, che consentì all’imperatore di mantenersi sempre fedele nella dedizione alla famiglia e ai popoli che era chiamato a governare e per i quali si sarebbe speso fino all’ultimo dei suoi giorni terreni, nonostante le prove dolorose seguite alla caduta dell’Impero e alla perdita della prima guerra mondiale.
Una figura luminosa, dunque, quella dell’imperatore Carlo d’Asburgo, al quale non era mancato di essere destinatario già in questa terra di particolari doni e profezie.

A Sopron (Oedenburg), infatti, dove il piccolo Carlo trascorreva una parte della sua fanciullezza, viveva nel locale convento delle orsoline madre Vincenzia, una mistica che ogni anno dal venerdì santo alla domenica di Pasqua soffriva in estasi la Passione di Cristo. La madre di Carlo, l’arciduchessa Maria Giuseppina e padre Norberto Geggerle, insegnante di religione di Carlo, erano in contatto spirituale con madre Vincenzia. A loro la mistica rivelò che bisognava pregare molto per il giovane Carlo, dal momento che egli sarebbe divenuto un giorno imperatore, ma avrebbe dovuto soffrire molto e sarebbe stato bersagliato dagli attacchi del male. Sebbene Carlo non fosse in linea di successione per la Corona, furono avvertiti della rivelazione circa il futuro del giovane, il conte e la contessa Wallis, incaricati dell’educazione e della formazione dell’arciduca.

Pertanto, nel 1895 venne costituito un primo circolo di preghiera, nato da un’ispirazione carismatica, con l’intenzione di assistere una volta al mese alla S. Messa facendo la comunione per Carlo e proteggerlo con le preghiere dai pericoli. Quando Carlo divenne principe ereditario e successivamente imperatore, la Pia Unione si arricchì di numerosi membri, passando sotto la guida del barone Hans Karl Zessner-Spitzenberg. Nel 1925 alla Gebetsliga (“unione di preghiera”) venne dato il riconoscimento ecclesiastico da monsignor Sigismondo Waitz, mentre nel 1938 i membri iscritti erano più di 25 mila e numerosissime le grazie segnalate. In quell’anno la Germania occupò l’Austria e la Pia Unione venne guardata con sospetto. Il barone Zessner-Spitzenberg venne arrestato e morì poco dopo in un campo di concentramento. Anche la sua collaboratrice, Emilietta Gehrig, fu arrestata e poi rilasciata. Si preferì quindi distruggere l’archivio con i nomi dei membri della Pia Unione, per evitare che venissero arrestati nel caso l’archivio fosse finito nelle mani della Gestapo. Al termine della guerra l’attività della Gebetsliga riprese in pieno con l’aiuto della Gehrig. Si costituirono diverse sezioni in molti Paesi d’Europa: in Italia, dove nel novembre del 1947 nacque il primo nucleo nel Sud Tirolo; a Madera (Portogallo), dove 30 mila abitanti del luogo avevano partecipato ai funerali dell’imperatore; in Spagna, dove l’imperatrice Zita aveva trovato rifugio con i figli; in Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo, Olanda, Inghilterra, Irlanda. In Svizzera, dove l’imperatore si era fatto molto amare durante il soggiorno del suo esilio, la Pia Unione non subì mai interruzioni. Si costituì anche la Lega d’Ungheria in esilio. A partire dal 1957 si costituirono gruppi in Canada, negli Stati Uniti, e Sud America e Nuova Zelanda.
Il 13 settembre 1948, durante la seduta della Gebetsliga, fu accettata all’unanimità la proposta di procedere al processo di beatificazione di Carlo d’Austria e la richiesta giunse al Santo Padre Pio XII, nel corso di un’udienza speciale concessa alle due presidentesse della Gebetsliga. Furono quindi gli amici a prendere l’iniziativa per ottenere la beatificazione di Carlo. Si decise di porre la causa sotto la protezione della Madonna di Fatima. Le lettere di postulazione, che imploravano la beatificazione al Santo Padre furono moltissime e giunsero da tutto il mondo, scritte da persone di tutti i ceti, famiglie, religiosi, vescovi, parroci, amici. Tutti descrivevano l’imperatore come un ottimo padre di famiglia, un sovrano cristiano ed un grande fautore della pace; un uomo di grande spiritualità con una venerazione per l’Eucarestia e la Madonna. Un autentico testimone di Cristo, in mezzo a questo mondo. Carlo fu considerato protettore dell’unità dell’Europa e proprio alla sua protezione fu affidata la pace mondiale minacciata dalla guerra fredda. La Pia Unione di Preghiera ha registrato in questi anni un notevole sviluppo, fondamentalmente dovuto al messaggio spirituale che il Beato Carlo seppe dare con la propria testimonianza di vita.

Nel 1953 ad Altotting si è tenuta la prima assemblea generale della Gebetsliga e da allora viene pubblicato l’Annuario che viene inviato agli iscritti. L’archivio della Gebetsliga custodisce gli originali di moltissime comunicazioni di intercessioni soprannaturali ottenute grazie all’imperatore Carlo I. Il 5 aprile 1949, il Vaticano ha concesso la facoltà di svolgere il Processo ordinario informativo a Vienna, sebbene Carlo d’Austria fosse morto nell’isola di Madera. Il 7 maggio 1955, la Congregazione del Sant’Ufficio ha dichiarato che nihil obstat alla causa di beatificazione. Il 12 aprile 2003 la Congregazione delle cause dei Santi, presieduta da Sua Santità Giovanni Paolo II, ha decretato le virtù eroiche del Servo di Dio Carlo d’Austria, annoverandolo nell’albo dei Venerabili.

Il 20 dicembre 2003 è stato promulgato il decreto sul miracolo attribuito all’intercessione del Venerabile Carlo, ultimo passaggio prima della Beatificazione. Il 3 ottobre 2004, durante una solenne cerimonia in San Pietro, l’imperatore Carlo è stato proclamato Beato da Sua Santità Giovanni Paolo II.
In occasione del centenario della nascita al Cielo del Beato Carlo, la Delegazione nazionale della Gebetsliga, nella persona del Delegato Mons. Arnaldo Morandi, ha promosso e incentivato la creazione di una Rappresentanza della Pia Unione nel capoluogo toscano, per permettere al maggior numero di fedeli di conoscere e abbracciare la spiritualità del Beato imperatore. L’evento inaugurale è previsto per giovedì 21 ottobre, memoria liturgica del Beato Carlo d’Asburgo, presso la parrocchia di San Donato a Chiesanuova. Per informazioni e richieste di preghiere è possibile scrivere all’indirizzo: beatocarlofirenze@gmail.com
 
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