/Il Papa è infallibile solo quando parla “ex cathedra”

Il Papa è infallibile solo quando parla “ex cathedra”

Non è da credere che il Santo Padre sia in possesso di questo dono dell’infallibilità in ogni momento e su tutti i temi. Affinché la sua decisione sia infallibile, devono essere soddisfatte alcune condizioni.

La prima condizione è che il Papa deve parlare ex cathedra, cioè come Dottore e pastore capo. Il dono non appartiene al primo vicario come Simone, ma come Pietro, e quindi appartiene ai suoi successori non come privati, ma come capi visibili del Corpo Mistico e successori di Pietro. Come persona privata il Romano Pontefice ha l’assistenza divina non più di qualsiasi membro della Chiesa, ed è passibile di errore come chiunque altro. Né come uomo, né come sapiente, né come sacerdote è infallibile più di quanto sia impeccabile. Il successore di Giovanni XXII ha condannato ciò che egli aveva scritto riguardo alla visione beatifica. L’infallibilità non appartiene a una persona come individuo, ma a una funzione. L’assistenza divina è accordata al Romano Pontefice solo quando egli parla dalla cattedra di Pietro (ex cathedra), cioè con l’autorità promessa a Pietro e ai suoi successori come Vicario di Cristo e Capo visibile del Corpo Mistico.

Una seconda condizione necessaria per un decreto infallibile è che il Romano Pontefice “definisca una dottrina di fede o di morale”. Su questioni di storia, letteratura, arte, scienza, il Vicario di Cristo ha solo la certezza della propria conoscenza umana. Quindi, se domani il Santo Padre facesse un pronunciamento ex cathedra sulla natura dell’atomo, non sarebbe più infallibile che se lo facessero Millikan o Jeans. Avrebbe ancora meno certezza, perché questi uomini sono specialisti dell’atomo e il Santo Padre non lo è. Pietro è stato fatto la Roccia della Chiesa per insegnarci le verità necessarie alla salvezza, e il suo successore gode del privilegio del suo ufficio solo quando definisce quelle stesse eterne verità.

La terza condizione è che egli definisca esplicitamente la verità in modo da rendere impossibile ogni discussione e ogni esitazione in materia di fede o di morale… L’infallibilità ex cathedra si esercita solo quando l’unità della fede è resa obbligatoria, affermando una verità con infallibile certezza.

La quarta condizione è che la decisione sia imposta a tutta la Chiesa, e non a una parte di essa. La ragione di ciò è ovvia. Il Romano Pontefice non agisce come pastore capo del suo gregge se non obbliga tutta la Chiesa ad accettare la verità da lui definita.

Vale la pena osservare, in conclusione, che come Pietro ha fatto la sua confessione sulla divinità di Cristo senza l’assenso degli altri apostoli, così allo stesso modo quando il successore di Pietro parla lo fa anche senza il consenso della Chiesa. La Chiesa non potrà mai dire “No” alla sua decisione infallibile, ma solo “Credo”. Ciò non significa che il Romano Pontefice sia indipendente dalla Chiesa quando definisce delle verità. Il capo non è mai indipendente dal corpo. Ubi Petrus ibi Ecclesia “dove c’è Pietro là c’è la Chiesa”. Il capo parla con il corpo e non si separa mai dal corpo. Le decisioni dei concili della Chiesa non sono infallibili da sole senza l’approvazione del Santo Romano Pontefice.

Venerabile Fulton J. Sheen, da “The Mystical Body of Christ”

TRADOTTO DAL TESTO ORIGINALE IN LINGUA INGLESE:
“It is not to be imagined that the Holy Father is possessed of this gift of infallibility at all times and on all subjects. In order that his decision be infallible certain conditions must be fulfilled. (1) He must speak ex cathedra, that is, as Doctor and chief shepherd. The gift does not belong to the first vicar as Simon, but as Peter, and so it belongs to his successors not as private persons but as visible heads of the Mystical Body and successors of Peter. As a private person the Roman Pontiff has the Divine assistance no more than any member of the Church, and is just as liable to error as anyone. Neither as man, nor as a savant, nor as a priest is he infallible any more than he is impeccable. John XXII’s successor condemned what John XXII had written concerning the beatific vision. Infallibility belongs not to a person as an individual but to a function. Divine assistance is accorded the Roman Pontiff only when he speaks from the chair of Peter (ex cathedra), i.e., with the authority promised to Peter and his successors as Vicar of Christ and visible head of the Mystical Body. (2) A second condition required for an infallible decree is that the Roman Pontiff “define a doctrine of faith or morals.” On questions of history, literature, art, science, the Vicar of Christ has only the certainty of his own human knowledge. Hence, if tomorrow the Holy Father made an ex cathedra pronouncement concerning the nature of the atom, it would be no more infallible than if Millikan or Jeans made it. It would even have less certainty, for these men are specialists on the atom and the Holy Father is not. Peter was made the Rock of the Church to teach us the truths necessary for salvation, and his successor enjoys the privilege of his office only when defining those same eternal verities. (3) and (4) The third and fourth conditions are that he define the truth explicitly so as to render all discussion and all hesitation in matters of faith or morals impossible—pro suprema sua apostolica auctoritate . . . definit. It would not suffice for an infallible declaration for the Holy Father to give his personal opinion on a question of faith, or to give directions for a solution. The ex cathedra power is exercised only when the unity of faith is made obligatory, by affirming a truth with infallible certitude. The fourth condition is that the decision be imposed on the entire Church, and not on a part of it—ab universa ecclesia tenendam. The reason for this is obvious. The Roman Pontiff does not act as chief shepherd of his flock unless he obliges the whole Church to accept the truth which he has defined. It is worth observing, in conclusion, that just as Peter made his confession concerning the Divinity of Christ without the assent of the other apostles, so likewise when the successor of Peter speaks he does so even without the consent of the Church—ex sese, non autem ex consensu ecclesiae. The Church can never say no to his infallible decision but only Credo. This does not mean that the Roman Pontiff is independent of the Church when he defines. The head is never independent of the body. Ubi Petrus ibi Ecclesia. The head speaks with the body and never apart from it. The decisions of councils are not infallible by themselves without the approval of the Holy Roman Pontiff.”