ATTUALITÀ

Il papa ha accettato
la rinuncia dell’arcivescovo di Parigi

Papa Francesco ha accettato la rinuncia all’incarico presentata da monsignor Michel Aupetit,
arcivescovo di Parigi. All’origine della decisione, le accuse di gestione
“autoritaria” della diocesi e una presunta relazione con una donna, decisamente negata dal prelato.



 

A cura di Ecclesia Dei  |  03 Dicembre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

ATTUALITÀ

Il papa ha accettato la rinuncia dell’arcivescovo di Parigi

Papa Francesco ha accettato la rinuncia all’incarico presentata da monsignor Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi. All’origine della decisione, le accuse di gestione “autoritaria” della diocesi e una presunta relazione con una donna, decisamente negata dal prelato.

A cura di Ecclesia Dei
03 Dicembre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Papa Francesco ha accettato la rinuncia all’incarico presentata da monsignor Michel Aupetit, arcivescovo di Parigi. All’origine della decisione, le accuse di gestione “autoritaria” della diocesi e una presunta relazione con una donna, decisamente negata dal prelato.

Qui di seguito il comunicato ufficiale della sala stampa della Sante Sede e quello dell’arcivescovo:
Rinuncia dell’Arcivescovo Metropolita di Paris (Francia)

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Paris (Francia) presentata da S.E. Mons. Michel Aupetit e contemporaneamente ha nominato S.E. Mons. Georges Pontier Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctæ Sedis della medesima Arcidiocesi.

Fonte: Sala Stampa della Santa Sede
Dichiarazione di S.E. mons. Michel Aupetit

“Il Signore ha dato, il Signore ha tolto,
sia benedetto il nome del Signore”.


Dentro di me ho questa frase di Giobbe nel momento in cui ricevo dal Santo Padre l’accettazione della rinuncia al mio incarico. I dolorosi eventi della settimana scorsa, su cui mi sono già espresso, mi hanno indotto a rimettere la mia missione nelle mani di Papa Francesco per preservare la diocesi dalla divisione inevitabilmente generata dal sospetto e dalla perdita di fiducia.

Quando ho ricevuto questo grave incarico di arcivescovo della diocesi di Parigi ho cercato di dedicarmi a esso con fervore e devozione. Rendo grazie a Dio che mi ha sempre donato uno sguardo benevolo e l’amore verso il prossimo, quell’amore che inizialmente mi aveva condotto a esercitare la medicina. Prendersi cura è qualcosa di profondamente radicato in me e le difficoltà di relazione tra gli uomini non intaccano questa predisposizione.

Sono felice di aver servito questa diocesi assieme a magnifiche persone – chierici, laici, consacrati – interamente dedite al servizio di Cristo, della Chiesa e dei loro fratelli. Avrei troppe persone da ringraziare per elencarle tutte.

Il giorno in cui sono entrato in seminario non sapevo assolutamente a che cosa mi avrebbe portato la mia scelta, ma la fiducia in Gesù Cristo, che era in me allora, continua a rendermi completamente disponibile e a seguirlo dove vuole lui.

Sono stato, ovviamente, molto turbato dagli attacchi contro di me. Oggi rendo grazie a Dio perché il mio cuore è profondamente in pace. Ringrazio le tante persone che in questi otto giorni mi hanno dimostrato fiducia e affetto. Come ci ha insegnato a fare Cristo, lui che ci aiuta ben oltre le nostre povere forze, prego per coloro che, forse, mi hanno augurato il male. Chiedo perdono a coloro che ho potuto ferire e assicuro a tutti voi la mia profonda amicizia e le mie preghiere, che saranno sempre vostre.

La diocesi di Parigi è pervasa da un profondo dinamismo. È in cammino verso un nuovo modo di vivere la fraternità a partire dal nostro comune battesimo, in una sinodalità senza infingimenti tra i diversi stati di vita. Ho piena fiducia in quanto è stato avviato con i Vicari generali e i vari Consigli intorno a me. Questo slancio non diminuirà e chiedo a tutti di lavorare perché si compia, nel soffio dello Spirito Santo, quanto è stato avviato.

Rimango totalmente unito a voi e cammino con voi verso il compimento della Salvezza.

Non posso che ripetere il messaggio della mia primissima omelia: “Non guardare l’Arcivescovo, guarda Cristo!”

Michel Aupetit
 
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