Il Ritratto nell’Apocalisse di S. Giovanni: La Bestia - Ecclesia Dei

Mons. Agostino Lemann

Il Ritratto nell’Apocalisse di S. Giovanni: La Bestia 

Non si può dubitare, infatti, che questa bestia, munita di tutta la potenza di Satana e adorata con lui, non sia la figura dell'Anticristo.

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Il Secondo ritratto è nell’Apocalisse: LA BESTIA. –

“Vidi Una bestia Che Saliva dal Mare, che aveva sette teste e dieci corna, e sopra le sue corna dieci diademi, e sopra le sue teste nomi di bestemmia. E la bestia ch’io vidi era simile al pardo, e i suoi piedi come piedi d’orso e la sua bocca come bocca di leone, ed il dragone diede ad essa la sua forza e il suo potere grande. E vidi una delle sue teste come piagata a morte: ma la sua piaga mortale fu guarita, e tutta quanta la terra con ammirazione seguì la bestia. E adorarono il dragone che dette potestà alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: Chi è da paragonarsi colla bestia? e chi potrà combattere con essa? E fulle data una bocca per dir cose grandi e bestemmie; e fulle dato potere di agire per mesi quarantadue. Aprì adunque la sua bocca in bestemmie contro Dio, a bestemmiare il suo nome e il suo tabernacolo e gli abitatori del cielo. E fu conceduto a lei di far guerra co’ santi e di vincerli. E fulle dato potere sopra ogni tribù e popolo e lingua e nazione. E lei adorarono tutti quelli che abitano la terra, i nomi dei quali non sono scritti nel libro di vita dell’Agnello, il quale fu ucciso dal cominciamento del mondo”. 

In questo secondo ritratto l’Anticristo è rassomigliato ad una Bestia mostruosa. Non si può dubitare, infatti, che questa bestia, munita di tutta la potenza di Satana e adorata con lui, non sia la figura dell’Anticristo. Tale è stato il sentimento comune dei commentatori cristiani, dai tempi antichi sino a noi. L’uso di questa espressione la bestia, mostra che, nell’essere in questione, il carattere bestiale dominerà, invece dei sentimenti umani. La pelle del pardo, i piedi dell’orso e la gola del leone indicano ancora che esso riunirà in sè la scaltrezza, la ferocia e la forza. 

Ben a ragione, dunque, gli esegeti riconoscono egualmente nella Bestia dell’Apocalisse il simbolo della Città del male coi grandi imperi pagani in essa succeduti. Ma tutti questi imperi pagani della Città del male finiscono e si riassumono nella persona dell’Anticristo. I profeti presentano e comprendono spesso, sotto una sola figura parecchie cose, che succederanno in tempi diversi, quando esse hanno qualche rapporto tra loro. Rilevasi dalla spiegazione che fu data a S. Giovanni in un’altra visione della Bestia, simbolo, questa volta, della Città del male: “L’angelo mi disse: Le sette teste sono i sette monti, sopra dei quali siede la donna, e sette sono i re (o imperi). Cinque caddero, uno è, e l’altro non è ancora: e, venuto che sia, dee durar poco“. Tutta la malizia e tutta la potenza di questi differenti imperi, che si sono succeduti nella Città del male, figurata dalla Bestia e suoi accessori, si vedranno personificarsi e riepilogarsi in un solo individuo: nell’Anticristo. Ben a ragione, dunque, gli è stato attribuito il nome di Bestia. 


Note

  1. Apoc. XII, 1-8.
  2. Apoc. XVII, 1-18.
  3. Apoc. XVII, 9, 10.

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