MEDITAZIONI SU SAN GIUSEPPE

Il Santo silenzioso

Il Vangelo è fonte di verità. Essendo Gesù il Divin Maestro, era necessario che durante la
vita terrena esponesse la sua dottrina. Difatti, prima con l'esempio e poi con la parola lasciò al mondo i suoi insegnamenti.
Quante parabole sapientissime e quante sublimi verità uscirono dalla sua bocca!



 

A cura di Ecclesia Dei  |  29 Settembre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

MEDITAZIONI SU SAN GIUSEPPE

Il Santo silenzioso

Il Vangelo è fonte di verità. Essendo Gesù il Divin Maestro, era necessario che durante la vita terrena esponesse la sua dottrina. Difatti, prima con l'esempio e poi con la parola lasciò al mondo i suoi insegnamenti. Quante parabole sapientissime e quante sublimi verità uscirono dalla sua bocca!

A cura di Ecclesia Dei
29 Settembre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Il Vangelo è fonte di verità. Essendo Gesù il Divin Maestro, era necessario che durante la vita terrena esponesse la sua dottrina. Difatti, prima con l'esempio e poi con la parola lasciò al mondo i suoi insegnamenti. Quante parabole sapientissime e quante sublimi verità uscirono dalla sua bocca! Nel Vangelo si parla della Madonna e gli Evangelisti riferiscono soltanto pochissime parole, che la Santissima Vergine pronunziò in particolari circostanze.

Gli Evangelisti parlano anche di San Giuseppe, però non ne riportano parola alcuna; scrissero ciò che egli fece, ma nulla di ciò che disse. I sacri scrittori sono soliti chiamare San Giuseppe « il Santo silenzioso». Questo non significa che San Giuseppe non abbia mai parlato, ma che abbia parlato poco e con molto riserbo. Quale insegnamento ci dà! Parlare poco e sempre con prudenza. Una gran parte del male che avviene nelle famiglie e nella società deve attribuirsi al parlare, o perché troppo, o perché irriflessivo e quindi imprudente. Volendosi onorare San Giuseppe, uno dei modi più pratici è imitarlo nel freno della lingua.
Iddio ci ha dato la lingua per lodarlo, per manifestare al prossimo i nostri giusti pensieri, per consolare chi è afflitto, per consigliare i dubbiosi, insomma per fare del bene.
Lo Spirito Santo ci avverte di non essere troppo loquaci, perché facilmente potremmo peccare. E Gesù insegna: Di ogni parola oziosa che gli uomini avranno detta, daranno conto di essa nel giorno del giudizio.
Chi attende seriamente alla vita spirituale, preferisce conversare più con Dio che con gli uomini.
In pratica, nel parlare procuriamo di evitare i difetti, cioè, non essere troppo loquaci, per non riuscire di peso a chi ascolta; controllare ciò che si dice, per evitare le imprudenze; quando si è eccitati, la miglior cosa è non parlare. Giustamente è detto: La miglior parola è spesso quella che non si dice. Non accalorarsi troppo nelle discussioni e ragionare con calma. Non dire nulla a svantaggio degli altri. Non pronunziare parole offensive e frasi umilianti.
Evitare le bugie, fare a meno dei giuramenti e non costringere gli altri a giurare.
Quanti difetti e gravi peccati si commettono con il parlare! Il saper frenare la lingua, il parlare moderato e prudente, è virtù eccellente e poco praticata. Il Santo silenzioso, San Giuseppe, sia il modello di tutti.
 
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