Il silenzio: luogo mistico di incontro con Dio

Il silenzio: luogo mistico di incontro con Dio

Nel silenzio – paradossalmente – entriamo in dialogo con due grandi realtà che parlano alla nostra mente e al nostro cuore: la coscienza e Dio. Entrambi procurano un fastidio tale che la società, seppur inconsciamente, evita.
Nel silenzio – paradossalmente – entriamo in dialogo con due grandi realtà che parlano alla nostra mente e al nostro cuore: la coscienza e Dio. Entrambi procurano un fastidio tale che la società, seppur inconsciamente, evita.

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Nel silenzio – paradossalmente – entriamo in dialogo con due grandi realtà che parlano alla nostra mente e al nostro cuore: la coscienza e Dio. Entrambi procurano un fastidio tale che la società, seppur inconsciamente, evita.

Molte persone, oserei dire la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, teme il silenzio. Perché? Perché nel silenzio – paradossalmente – entriamo in dialogo con due grandi realtà che parlano alla nostra mente e al nostro cuore: la coscienza e Dio. Entrambi procurano un fastidio tale che la società, seppur inconsciamente, evita. Avendo ciascuno di noi l’anima, siamo creature che tendenti alla ricerca di Dio, nonostante ci sia chi smentisce questa tesi. Nel silenzio dunque è possibile mettersi in dialogo con Dio, specialmente nella meditazione della Sua Parola. Durante la giornata, quando camminiamo o quando facciamo qualsiasi cosa, la nostra mente è invasa da pensieri i quali non sempre sono buoni e retti poiché non vengono sempre da Dio. È quindi cosa buona trovare uno spazio di tempo – anche quotidianamente – in cui stare in silenzio e meditare la Parola di Dio, lasciando che Questa parli al nostro cuore, alla nostra anima, chiedendo ausilio allo Spirito Santo di donare nel silenzio il discernimento degli spiriti per fare sempre ciò che è secondo il Cuore di Gesù. Accade, alle volte, che giunge alla mente l’idea di fare qualcosa che di per sé è qualcosa di buono ma, inserita nel contesto che ciascuno vive, non è secondo il Cuore e la volontà di Dio. Il silenzio, esteriore e interiore, penetra nell’anima e con la grazia divina irrompe con un linguaggio capace di sciogliere anche i cuori più induriti. Ora si può contestare quanto ho appena scritto dicendo che anche le filosofie orientali – vedi buddismo, induismo ecc. – praticano il silenzio.

Il silenzio: luogo mistico di incontro con Dio

Ma vi è una differenza abissale: il silenzio usato in queste pratiche provenienti per di più dal mondo orientale, illudono l’uomo di svuotarsi di sé per far entrare il nulla (ergo il demonio, il nulla non esiste: se non c’è Gesù c’è in nemico e viceversa): non a caso chi fa pratica meditazione yoga, reiki o altro di questo genere ha quasi sempre problemi spirituali di natura diabolica. Il silenzio nella meditazione e orazione nel cattolicesimo, invece, educa il fedele a fare silenzio esteriormente, poi interiormente – quindi a liberarsi almeno per il tempo di meditazione di sé e del mondo che lo invade – per poi invocare Dio che riempia la sua anima con la Sua Parola e con la Sua essenza. Se si medita attentamente la Sacra Scrittura, in particolare il Nuovo Testamento, si può notare quale fosse la vita spirituale di Gesù: passava intere notti in preghiera e si alzava di buon mattino per pregare. Gesù si ritira in silenzio per dialogare con Dio Padre. Se non lo facciamo anche noi, che siamo così peccatori, cosa possiamo donare a chi ci sta intorno? Più si prega e si sta in silenzio con Dio, tanto più riceviamo e ci riempiamo fino ad impregnarci del Suo amore in modo da donarLo a coloro che incontriamo. Altrimenti, se non impariamo a stare a “tu per tu” con Dio, ad “alzarci di buon mattino” per stare con Gesù, nel mondo portiamo solamente noi stessi, quindi un amore sterile, che prima o poi si fa trasportare dal mondo circostante. San Francesco d’Assisi si ritirava nel silenzio dell’Eremo delle Carceri per stare nel “costato di Gesù” a pregare e a meditare.

Il silenzio: luogo mistico di incontro con Dio

Un’altra cosa importante da dire è che molte volte – poiché non tutti sono educati a questo – si crede che pregare coincida con recitare tante preghiere, quindi sia un parlare continuo anche se in silenzio o sottovoce. Fare silenzio nella propria anima e meditare le Scritture, i misteri del Rosario o stare semplicemente in silenzio davanti al tabernacolo chiedendo a Gesù che è realmente presente in corpo, anima e divinità di impossessarsi di noi affinché portiamo Lui ovunque andiamo e desideriamo e facciamo solamente ciò che è la Sua volontà. Solo così possiamo essere sempre più conformi a Gesù. Una buona scuola per stare in silenzio con Gesù è nostra Madre, Maria Santissima. Lei è la donna del silenzio per eccellenza, la quale ha amato Gesù al punto di donarlo a noi unendo così la Sua volontà a quella di Dio Padre. Solamente Lei, se le stringiamo la mano senza lasciarla mai, ci è madre e maestra conducendoci, nel Suo umilissimo silenzio, a Suo figlio Gesù che vuole donarci tutto sé stesso. Chiediamo il soccorso nella preghiera silenziosa a Maria, affinché ci aiuti a fare silenzio in noi e a riempirci di Gesù, proprio come ha fatto Lei.

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