MEDITAZIONI SU SAN GIUSEPPE

Il transito

La missione di San Giuseppe era di salvaguardare l'onore della Vergine,
di esserle di aiuto nelle necessità e di custodire il Figlio di Dio,
sino al tempo in cui questi si sarebbe manifestato al mondo.



 

A cura di Ecclesia Dei  |  30 Giugno 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

MEDITAZIONI SU SAN GIUSEPPE

Il transito

La missione di San Giuseppe era di salvaguardare l'onore della Vergine, di esserle di aiuto nelle necessità e di custodire il Figlio di Dio, sino al tempo in cui questi si sarebbe manifestato al mondo.

A cura di Ecclesia Dei
30 Giugno 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

La missione di San Giuseppe era di salvaguardare l'onore della Vergine, di esserle di aiuto nelle necessità e di custodire il Figlio di Dio, sino al tempo in cui questi si sarebbe manifestato al mondo. Esplicata la sua missione, poteva lasciare la terra ed andare in Cielo a ricevere il premio. La morte è per tutti e fu anche per il nostro Patriarca.
La morte dei Santi è preziosa al cospetto del Signore; quella di San Giuseppe fu preziosissima.
Quando avvenne il suo transito? Pare qualche tempo prima che Gesù cominciasse la vita pubblica. E' bello il tramonto di una splendida giornata; più bella fu la fine della vita del Custode di Gesù. Nella storia di molti Santi si legge che fu loro preannunziato il giorno della morte. E' da supporre che anche a San Giuseppe fosse stato dato questo preannunzio.
Trasportiamoci agli istanti della sua morte.
San Giuseppe giaceva sopra un tettuccio; Gesù stava da un lato e la Madonna dall'altro; invisibili schiere di Angeli erano pronte ad accoglierne l'anima.
Il Patriarca era sereno. Sapendo quali tesori lasciava sulla terra, Gesù e Maria, rivolse loro le ultime parole di amore, chiedendo perdono se avesse mancato in qualche cosa. Tanto Gesù quanto la Madonna erano commossi, perché di cuore delicatissimi. Gesù lo confortava, assicurandolo ch'egli era il prediletto tra gli uomini, che aveva compiuto sulla terra la volontà divina e che gli era preparata una grandissima ricompensa in Cielo. Appena, spirata l'anima beata, avvenne nella casa di Nazareth ciò che avviene in ogni famiglia allorché scende l'Angelo della morte: il pianto ed il lutto.
Gesù pianse quando fu presso la tomba dell'amico Lazzaro, tanto che gli astanti dissero: Guarda come l'amava!
Essendo Egli Dio ed anche perfetto Uomo, il suo cuore provò il dolore della separazione e pianse certamente di più che non per Lazzaro, essendo maggiore l'amore che portava al Padre Putativo. Anche la Vergine versò le sue lacrime, come in seguito le versò sul Calvario alla morte del Figlio. Il cadavere di San Giuseppe fu adagiato sul letto ed in seguito fu avvolto nel lenzuolo.
Furono certamente Gesù e Maria a compiere quest'atto pietoso verso colui che tanto li aveva amati. I funerali furono modesti agli occhi del mondo; ma agli occhi della fede furono eccezionali; nessuno degl'imperatori ebbe al funerale l'onore che ebbe San Giuseppe; il suo corteo funebre, fu onorato dalla presenza del Figlio di Dio e della Regina degli Angeli.
San Girolamo e San Beda affermano che il corpo del Santo fu sepolto in un luogo tra la montagna di Sion ed il Giarlino degli Ulivi, nel medesimo posto dove poi venne deposto il corpo di Maria Santissima.
 
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