Il vero volto della divina misericordia

Il vero volto della divina misericordia

Il significato di questo quadro è strettamente legato alla liturgia della domenica in Albis. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza.
Il significato di questo quadro è strettamente legato alla liturgia della domenica in Albis. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza.

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Il significato di questo quadro è strettamente legato alla liturgia della domenica in Albis. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza.

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“Desidero che la prima Domenica dopo Pasqua sia la Festa della Misericordia… L’umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla mia Misericordia”

(Diario p.299).

Non c’è stato giorno in cui non ci siano giunte notizie dall’Est. Notizie di guerra impensabili nella società moderna, una società caratterizzata da 75 anni da uno status di Pace mondiale. È tra queste dinamiche, dopo l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria compiuto da papa Francesco e in tutta la Chiesa, che occorre porre fiducia nella Divina Misericordia affinchè la provvidenza illumini le menti dei sanguinari governatori perché giunga la pace tra Russia e Ucraina. Domenica prossima celebriamo la festa della Misericordia istituita proprio nella domenica in Albis dal pontefice San Giovanni Paolo II con decreto del 5 maggio 2000. 

Santa Faustina Kowalska è stata colei che ha trasmesso, proprio le volontà del Signore ai cattolici, nei suoi diari in cui si può leggere tra le pagine come vivere il culto alla Divina Misericordia. Le forme di devozione alla Divina Misericordia trasmesse attraverso suor Faustina, sono:

  • la venerazione dell’immagine di Gesù Misericordioso;
  • la Festa della Divina Misericordia;
  • la Coroncina alla Divina Misericordia;
  • l’Ora della Misericordia;
  • la Diffusione del Culto della Divina Misericordia;
  • L’Apostolato della Divina Misericordia.

Ogni atto di venerazione della Divina Misericordia deve essere un’espressione di fiducia e deve essere legato alla pratica della misericordia verso il prossimo. 

La santa polacca commissionò l’immagine del Cristo Benedicente all’artista Eugeniusz Kazimirowski, dopo che il suo vicino di casa e direttore spirituale di suor Faustina, don Michał Sopoćko, gli aveva accennato della missione che suor Faustina affermava di aver ricevuto da Gesù. Il pittore impiegò circa sei mesi per completare l’opera commissionata, realizzata sotto la stretta supervisione della suora e del presule. Suor Faustina era particolarmente esigente e richiedeva continuamente correzioni o aggiunte di dettagli, per ottenere un’immagine fedele alla visione. Il modello è stato mostrato dallo stesso Gesù nella visione che Santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del convento di Plock.

Il vero volto della divina misericordia
Il vero “volto” della Divina Misericordia dipinto da S. Faustina

«La sera, stando nella mia cella – scrisse nel Diario –vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. (…)Dopo un istante Gesù mi disse: «Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! (…) «Voglio che l’immagine (…) venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia»

(Diario, pp. 74-. 75).

Il significato di questo quadro è strettamente legato alla liturgia della domenica in Albis. La Chiesa legge in quel giorno il Vangelo secondo San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29). L’immagine rappresenta dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati, a prezzo della sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell’acqua, che scaturiscono dal cuore di Gesù trafitto dalla lancia, e le cicatrici delle ferite della crocifissione, riportano agli avvenimenti del Venerdì Santo.

«Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime. (…) Beato colui che vivrà alla loro ombra»

(Diario, p. 235).

L’arcivescovo di Vilnius, monsignor Gintaras Linas Grušas, ha rivelato al giornalista-scrittore David Murgia che il volto di Gesù misericordioso, raffigurato nel quadro, «con una riduzione di circa il trenta per cento, è perfettamente sovrapponibile al volto della Sindone».Ad aprile del 2017, ha aggiunto che il quadro è «l’unica immagine che Santa Faustina ha visto. Tutte le altre immagini, compresa quella che tutti pensano sia l’originale e custodita a Cracovia, sono state realizzate dopo la morte di Suor Faustina e con l’aiuto delle fotografie dell’immagine autentica».

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