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In onor del Battista

Vogliamo analizzare le tradizioni liturgiche legate alla festività della Natività di San Giovanni Battista, il Precursore, unico caso, ad eccezione della Beata Vergine Maria, di cui si festeggia sia la nascita terrena che il dies natalis, cioè il giorno della morte.

San Giovanni Battista è l’unico santo, fatta eccezione per la Beata Vergine Maria, di cui si celebra anche la nascita.

Solitamente, i santi vengono commemorati il giorno del loro dies natalis, cioè il giorno della loro morte, della loro nascita al Cielo. In alcuni casi, la memoria liturgica si celebra in un giorno particolarmente significativo e non il giorno della morte per mancanza di spazio.

In altri casi ancora, molto particolari, c’è più di una ricorrenza nella quale si fa memoria del Santo: ad esempio per i Santi Pietro e Paolo, la cui memoria viene  celebrata nello stesso giorno, il 29 giugno, ricordiamo rispettivamente la Cattedra del primo il 22 febbraio e la Conversione del secondo il 25 gennaio.

Insomma, pochi sono i casi particolari, tra cui è annoverato anche il Battista.

Perché proprio San Giovanni Battista?

La figura del Battista ci viene presentata dai quattro Vangeli. Addirittura il Vangelo di Luca inizia con l’annuncio della sua nascita. Giovanni viene indicato come colui al quale è affidato il compito di preparare la strada all’avvento del Cristo.

Dio lo sceglie, ha per lui un piano ben preciso, e annuncia a Zaccaria anche come dovrà essere chiamato il bambino, come è stato per Gesù.

Giovanni inoltre è colui che sussulta nel grembo di Elisabetta al momento dell’incontro con Maria.

Uomo austero, «portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico» (Mt 3,4), il Battista, il precursore, prepara il popolo di Israele alla venuta del Salvatore predicando il battesimo come purificazione per i propri peccati e battezzando il Cristo portò a compimento la sua missione: «l’Agnello di Dio, […] che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29).

Definito da Gesù «il più grande tra i nati di donna» (Mt 11,11), ha perciò ricevuto dalla Chiesa, nei secoli, questa particolare attenzione, la cui nascita è considerata la preparazione all’incarnazione del Messia.

Il Battista è, inoltre, uno dei santi più probabilmente venerati nella storia della cristianità; a testimonianza di ciò innumerevoli sono le opere che lo raffigurano, specie nella maggioranza della pale d’altare.

L’inno dei Vespri – Ut queant laxis

«Ut queant laxis
Resonare fibris
Mira gestorum
Famuli tuorum
Solve polluti
Labii reatum
Sancte Iohannes»

(Prima strofa dell’inno)

«Affinché possano cantare
con voci libere
le meraviglie delle tue gesta
i servi Tuoi,
cancella il peccato
dal loro labbro impuro,
o San Giovanni»

L’inno dei Vespri della Nascita di San Giovanni Battista risale al secolo VIII d.C. e venne composto dallo storico e poeta Paolo Diacono.

La fama di questo inno però si deve al monaco Guido D’Arezzo che ne utilizzò la prima strofa per trarne i nomi delle sei note musicali dell’esacordo: Ut, Re, Mi, Fa, Sol, La.

La prima nota, Ut, che ancora viene utilizzata in Francia, fu sostituita, nel XVII secolo circa, con l’attuale Do. La sostituzione avvenne perché, uscendo in vocale, il Do era più facile da pronunciare nel solfeggio.

Il canto gregoriano o, in generale, la musica medievale, non prevedevano l’utilizzo della nota cosiddetta “sensibile”, cioè il Si. Quest’ultima nota venne aggiunta solo nel 1482 da Bartolomé Ramos de Pareja, un compositore spagnolo, che trasse il nome dalle prime lettere delle ultime due parole della strofa, Sancte Iohannes, ricavandone il Si della scala diatonica che oggi utilizziamo.

Le rogazioni nella Vigilia della Natività di San Giovanni Battista

Il Rituale Romanum (Titulus IX – Caput III) riporta un rito per la benedizione del rogo nella Vigilia della Natività di San Giovanni Battista.

Il solstizio d’estate tramanda tante credenze popolari buone, secondo cui questo momento dell’anno dona forza e vigore, ma anche occulte, come la credenza del raduno di streghe per compiere i propri riti pagani, durante la notte di San Giovanni Battista. Per questo motivo, era uso accendere dei fuochi, come segno di purificazione, poi entrati pian piano a far parte anche della tradizione della Chiesa in occasione della festività religiosa. Molti luoghi ancora oggi conservano questa tradizione, mentre in buona parte delle città, i roghi sono stati sostituiti con dei fuochi d’artificio.

BENEDICTIO ROGI
quae fit a Clero extra ecclesiam
in Vigilia Nativitatis S. Joannis Baptistae

V. Adiutorium nostrum in nomine Domini.
R. Qui fecit cӕlum et terram.
V. Dominus vobiscum.
R. Et cum spiritu tuo.

Orémus
Domine Deus, Pater omnipotens, lumen indeficiens, qui es conditor omnium luminum: novum hunc ignem sancti+fica, et prӕsta; ut ad te, qui es lumen indeficiens, puris mentibus post hujus sӕculi caliginem pervenire valeamus.
Per Christum Dominum nostrum.

Signore Dio, Padre Onnipotente, luce inesauribile, fondamento di ogni luce: santi+fica questo fuoco nuovo e fa’ che a te, che sei luce inesauribile, dopo questi secoli, con menti pure, possiamo giungere dalle tenebre.
Per Cristo Signore nostro.

Il fuoco viene asperso con l’acqua benedetta, mentre il clero canta la sequenza.

V. Fuit homo missus a Deo.
R. Cui nomen erat Ioannes.

Orémus
Deus, qui prӕsentem diem honorabilem nobis in beati Ioannis nativitate fecisti: da populis tuis spiritualium gratiam gaudiorum; et omnium fidelium mentes dirige in viam salutis ӕternӕ.
Per Christum Dominum nostrum.

O Dio, che ci hai reso onorevole questo giorno nella nascita del beato Giovanni: dona al tuo popolo la grazia delle gioie spirituali; e orienta gli animi di tutti i fedeli alla via della salvezza eterna.
Per Cristo Signore Nostro.

La celebrazione di San Giovanni Battista in Italia oggi

San Giovanni Battista è patrono di molte città italiane, tra le più importanti ricordiamo Roma, Firenze, Torino e Genova, che conservano usanze particolari.

A Genova, la sera del 24 giugno, si svolge una processione delle antiche Confraternite che portano i loro Cristi. La processione parte dalla Cattedrale di San Lorenzo e arriva fino al porto cittadino da dove l’Arcivescovo Metropolita imparte la benedizione del mare e della Città.

A Roma, anticamente, si credeva che le streghe si radunassero nei pressi della Basilica Lateranense per svolgere un grande Sabba. I romani usavano perciò radunarsi nei pressi della Basilica per pregare e mangiare lumache (quest’ultima tradizione esiste ancora oggi) che con le loro corna simboleggiano le avversità del maligno.

Se a Firenze e a Torino non ci sono usanze particolari, la devozione al Battista è profondamente sentita anche in Sicilia, in particolar modo a Ragusa, che conserva un prezioso reliquiario contenente, secondo la tradizione, un pezzo del radio del Santo. Qui, il 24 giugno, si celebra una Messa Solenne con l’esposizione delle reliquie, mentre i festeggiamenti veri e propri si svolgono il 29 agosto, giorno in cui la Chiesa commemora il martirio del Santo.

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