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La bellezza della castità perpetua

La castità è una virtù generata dall’adesione del cuore alla Verità ed all’Amore infinito di Dio, su cui si fonda il senso della stessa esistenza umana, nel distacco da tutte le passioni e gli istinti disordinati. La castità perpetua è decoro inseparabile della vera santità.

Dai comandamenti della legge divina, dono del Signore come guida e medicina di salute spirituale e salvezza eterna delle nostre anime, sappiamo che, nello specifico, il sesto ci proibisce ogni atto, sguardo o discorso contrario alla castità e l’infedeltà nel matrimonio.

Il nono va a proibire espressamente ogni desiderio contrario alla fedeltà che i coniugi si sono giurata reciprocamente nel contrarre matrimonio, insieme ad ogni pensiero o volontà di azione vietata dal sesto comandamento.

Vediamo, dunque, che l’impurità sessuale, se commessa in piena vertenza e con deliberato consenso, costituisce un peccato mortale, abominevole dinanzi a Dio e agli uomini.

Essa abbassa l’essere umano in una condizione di brutalità, trascinandolo a commettere molti altri peccati e comporta durissimi castighi in questa vita e nell’altra, come confermato anche dalla Beata Vergine Maria nelle Apparizioni di Fatima, mostrando ai tre pastorelli le conseguenze nefaste ed i pericoli delle colpe carnali.

Il sesto comandamento ci ordina, peraltro, di essere casti e modesti negli sguardi, nel portamento e nelle parole, mentre il nono ci dice di essere casti e puri anche interiormente, cioè nella mente e nel cuore.

Naturalmente per osservare bene questi, come tutti i comandamenti, è essenziale pregare Iddio fervorosamente e assiduamente, essere devoti di Maria Santissima, Madre della purezza, praticare la mortificazione cristiana e frequentare con costanza e con le dovute disposizioni i Santi Sacramenti, ricordandoci che il Signore ci guarda in ogni momento e che il Cristo ha immolato Se stesso per liberarci dalle conseguenze e dalle catene dei nostri peccati.

Per conservare la castità è, inoltre, importante evitare l’ozio, nemico dell’anima, le cattive compagnie, la lettura di libri e giornali dannosi, l’intemperanza, le immagini e gli spettacoli indecenti e licenziosi, le conversazioni pericolose e tutte le altre occasioni di peccato.

Il Mondo, tuttavia, nella sua costante ribellione contro Dio, nella sua profonda corruzione ed asservimento al male, al Principe delle tenebre, spinge gli uomini nella direzione diametralmente opposta.

Nella nostra epoca più che mai dominano il vizio, la dissoluzione e l’impurità dei costumi, dei corpi, delle anime, che appaiono incontrastabili.

Sono proposti come fatti normali, dignitosi e persino meritevoli di ammirazione peccati come la fornicazione, l’adulterio, la sodomia e gli altri atti sessuali contro natura, la contraccezione, lo scandali della propaganda omosessualista e della sessualizzazione precoce dei bambini, anticamera della pedofilia, in un tripudio della perversione senza precedenti.

Il tutto è concepito come la soddisfazione di un legittimo desiderio di gratificazione sensoriale ed emotiva, mezzo per una piena realizzazione della propria sessualità e per il conseguimento della libertà e della felicità della vita.

Non potrebbe essere più falso.

Si tratta, invece, di un completo sfacelo, del trionfo dell’iniquità, della distruzione dei veri sentimenti umani con il tradimento dell’amore, della carità e della generosità nel loro reale significato.

È l’abbandono dell’uomo alla schiavitù del vizio, della materia, dei piaceri sensuali e delle passioni carnali, con la perdita drammatica della grazia, lo smarrimento della propria stessa umanità sulla via della perdizione, secondo il disegno diabolico.

La castità, al contrario, risponde al vero bene dell’uomo ed al suo fine ultimo, con il raggiungimento del tesoro eterno del Paradiso.

Essa non consiste meramente nell’astensione dagli atti e dai desideri sessuali, oppure nella conservazione della verginità fisica per una decisione ideologica o per qualche fissazione maniacale, ma in una virtù generata dall’adesione del cuore alla Verità ed all’Amore infinito di Dio, su cui si fonda il senso della stessa esistenza umana, nel distacco e rifiuto di tutto ciò che vi si oppone.

La castità rifugge tutte le passioni e gli istinti disordinati, effetti della corruzione del peccato originale, che privano l’uomo della Grazia.

La purezza, al contrario, lo edifica, lo eleva verso i tesori celesti e lo porta alla vera carità, nell’amore di Dio e del prossimo, con un dono generoso e disinteressato di sé e il desiderio di un legame puro e sincero nell’anima e nel cuore, libero da inquinamenti terreni, ma proiettato indissolubilmente nell’eternità.

Solo così si può ottenere un’autentica libertà che giammai potrà essere disgiunta dalla Verità, ma si realizzerà solo in essa, nella conformità dell’uomo alla natura originaria della sua creazione ed al suo fine essenziale.

Questo consiste nell’adesione al bene, nell’amare e servire Dio in questa vira per poi poterlo godere per sempre nell’altra.

La castità non si compie solamente nella pratica della continenza dell’astinenza nel caso del celibato, ma si può concretizzare ugualmente nella fedeltà alla persona a cui si sceglie di legarsi nell’amore del Cristo mediante il sacramento del matrimonio.

In esso anche l’unione fisica degli sposi viene purificata e santificata come manifestazione di tale amore, rivolta alla glorificazione di Dio ed alla procreazione, in modo da divenire fonte di autentica gioia condivisa dai coniugi nella reciproca compartecipazione, nell’appartenenza l’uno all’altra nel Signore, in un solo cuore ed una sola carne, sigillo di autentica ed ineffabile purezza.

La forma più alta e preziosa di castità, tuttavia, si realizza nella consacrazione a Dio della propria verginità, prendendone il voto specifico.

In tal modo, infatti, si sceglie di donarsi e di appartenere totalmente a Dio, offrendo tutta l’anima e tutto il cuore a Lui solo, unendosi al suo Amore con tutto il proprio essere, nell’intera propria esistenza.

Si rinuncia così ad ogni attaccamento alla terra, ai beni, ed ai piaceri materiali e sensoriali, ad ogni creatura, trovando solo nell’Altissimo la fonte della gioia, della pace vera e perfetta che nessun altro sarà mai in grado di offrire.

Ci si dispone, in tal modo, a contemplare la magnificenza di Dio iniziando, in un certo senso, a vivere il Paradiso già nel proprio cammino terreno.

È, dunque, un bene di tale portata che non esistono parole umane che ne possano descrivere la grandezza.

In ciascuna delle forme in cui si può esprimere, nondimeno, rifulge tutta la bellezza ineffabile della castità perpetua, oggetto essenziale della vocazione alla santità, rivolta a ciascuno di no ed a cui noi tutti abbiamo il dovere di corrispondere.

Non è un caso che tutti i Santi, tutti i veri cristiani della storia abbiano sempre ricercato e custodito la castità, resistendo duramente alle tentazioni più forti ed opprimenti, proteggendola quale tesoro inestimabile, pegno del loro amore per Cristo, disposti a sacrificare anche la vita pur di non rinunciarvi, di no offenderlo con il peccato o tradire la promessa di appartenere a Lui.

A tale riguardo innumerevoli sono stati gli esempi di Santi e Sante Vergini, ed in particolare delle martiri della castità, da Sant’Agnese a Santa Maria Goretti, che si sono fatte uccidere pur di non tradire il loro Dio e macchiare la loro anima con l’impurità carnale.

È imperativo, pertanto, che tutti noi abbiamo sempre presenti i loro insegnamenti, li ammiriamo e li imitiamo, aspirando autenticamente alla castità perpetua, decoro inseparabile della vera santità.

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