La Chiesa, madre della Verità rivelata

La Chiesa, madre della Verità rivelata

Riportiamo le parole del card. Pie sulla verità, tratte da un suo famoso sermone.
Riportiamo le parole del card. Pie sulla verità, tratte da un suo famoso sermone.

Card. Pie

È caratteristico della Chiesa cattolica essere ferma e incrollabile nei suoi principi, ed essere gentile e indulgente nella loro applicazione. Quale meraviglia? Non è forse la sposa di Gesù Cristo e, come lui, non possiede forse il coraggio impavido del leone e la dolcezza pacifica dell’agnello? E non rappresenta forse sulla terra la suprema Saggezza, che tende fortemente alla sua meta e dispone di tutto con eleganza? Ah, è ancora da questo segno, è soprattutto da questo segno che la religione scesa dal cielo deve essere riconosciuta, è dalla condiscendenza della sua carità, dalle ispirazioni del suo amore. Ora, M.F., considera la Chiesa di Gesù Cristo, e vedi con quale infinita parsimonia, con quale rispettoso riguardo procede con i suoi figli, sia nel modo in cui presenta i suoi insegnamenti alla loro intelligenza, sia nell’applicazione che ne fa alla loro condotta e alle loro azioni. Riconoscerete presto che la Chiesa è una madre che insegna invariabilmente la verità e la virtù, che non può mai acconsentire all’errore o al male, ma che si preoccupa di rendere amabile il suo insegnamento, e che tratta con indulgenza i modi erranti dei deboli. 

 Permettimi di comunicarti, Fratello, un’impressione che certamente non è peculiare e personale, e che è stata sperimentata, come me, da tutti i miei fratelli che si sono dedicati con svago e riflessione all’incomparabile studio della scienza sacra. Fin dai primi passi che ho fatto nel campo della santa teologia, ciò che mi ha suscitato più ammirazione, ciò che ha parlato più eloquentemente alla mia anima, ciò che mi avrebbe ispirato la fede se non avessi già avuto la fortuna di possederla, è stata da un lato la calma maestà con cui la Chiesa cattolica afferma ciò che è certo, e dall’altro la moderazione e la riserva con cui abbandona alla libera opinione tutto ciò che non è definito. No, questo non è il modo in cui gli uomini insegnano le dottrine di cui sono inventori, né il modo in cui esprimono i pensieri che sono il frutto del loro genio. 

 Quando un uomo ha creato un sistema, lo sostiene con assoluta tenacia; non cede né su un punto né su un altro. Quando si è innamorato di una dottrina scaturita dal suo cervello, cerca di farla prevalere con l’impero; non contestare una sola delle sue idee: quella che ti permetti di discutere è proprio la più certa e la più necessaria. Quasi tutti i libri che escono dalle mani degli uomini sono segnati da questa esagerazione e tirannia. Che si tratti di letteratura, storia, filosofia o scienza, ognuno si erge a oracolo e non vuole essere contraddetto in nulla; è un’affermazione perpetua; è una critica stretta, meschina, altezzosa, assoluta. La scienza sacra, invece, la santa teologia cattolica, ha un carattere molto diverso. Poiché la Chiesa non ha inventato la verità, ma ne è solo la depositaria, non c’è passione o eccesso nel suo insegnamento. È piaciuto al Figlio di Dio, che è sceso sulla terra e nel quale risiedeva la pienezza della verità, rivelare chiaramente alcuni aspetti della verità e lasciare solo intravedere gli altri. La Chiesa non porta il suo ministero oltre e, contenta di aver insegnato, mantenuto e rivendicato i principi certi e necessari, lascia i suoi figli a discutere, congetturare e ragionare liberamente sui punti dubbi. 


Tratto dal sermone “Sull’intolleranza dottrinale” del card. Pie

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