La croce, unico mezzo che ci conduce al Padre

La croce, unico mezzo che ci conduce al Padre

San Gaetano confida molte volte ai suoi figli spirituali il suo intimo desiderio che essi seguano con lui le stesse orme di Cristo sofferente; nello stemma dell’ordine teatino, fondato proprio nel giorno dell’Esaltazione della Santa Croce, San Gaetano imprime una nuda croce, per ricordare a tutti che “dobbiamo affliggerci con Gesù ed in questa croce crocifiggere i nostri desideri e valori senza prometterci più altra volontà ed arbitrio di noi medesimi. E siccome chi sta inchiodato sulla croce non si può muovere da sé ma col muoversi della stessa croce, così un cristiano crocifisso con Gesù, non si deve più muovere col proprio volere ma ricevere il moto dalla volontà di Cristo“ (Memorie istoriche della vita di San Gaetano).

Penso che questa situazione possa ricollegarsi al comando evangelico: “Prendi la tua croce e seguimi!”, poiché ognuno di noi deve necessariamente prendere la sua croce e seguire con tutto il cuore Gesù nonostante le debolezze.
Sotto lo stemma teatino compare la scritta “Quaerite primum regnum Dei”, frase che deve essere necessariamente imprimersi nella mente e nel cuore di ogni teatrino: ricercare anzitutto il regno di Dio, e quindi con umiltà riempirsi di Dio e santificare il prossimo; l’unico modo per riuscirci è attraverso l’orazione mentale, che per una parte della giornata accompagna il regolare nell’incontro con gli altri i padri teatini.

La Santa Croce, “unico motivo di vanto“, ci mandi molti santi e autentici sacerdoti perché oggi come un tempo: “la messe e abbondante, ma sono pochi gli operai!“ (Lc 9,57). Così sia

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