La persecuzione: mezzo di purificazione

La persecuzione: mezzo di purificazione

La persecuzione è una grazia, un dono inestimabile di Dio, che ci conforma a Nostro Signore Gesù Cristo, ponendoci al suo seguito ed in sua imitazione.
La persecuzione è una grazia, un dono inestimabile di Dio, che ci conforma a Nostro Signore Gesù Cristo, ponendoci al suo seguito ed in sua imitazione.

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La persecuzione è una grazia, un dono inestimabile di Dio, che ci conforma a Nostro Signore Gesù Cristo, ponendoci al suo seguito ed in sua imitazione.

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Il segno distintivo più lampante che identifica una condotta di vita autenticamente cristiana, è certamente la persecuzione che si subisce dal mondo e dai suoi seguaci, per la propria sequela di Cristo stesso.

Fin dalla sua istituzione la Chiesa ed i suoi membri sono stati oggetto di oppressioni, vessazioni e violenze spesso atroci, a cominciare dagli Apostoli, seguiti dai martiri e da tutti i veri confessori della Fede, che hanno dovuto affrontare innumerevoli ed immani avversità, sostenere ardue prove, portando con fatica ogni giorno la propria croce dietro Nostro Signore, seguendolo e conformandosi a Lui.

Leggiamo, infatti, nel Catechismo di San Pio X:

121. Ma la fede cristiana doveva passare per durissime prove, acciò fosse manifesto che essa veniva da Dio, e da Lui solo era sostenuta. Nei tre primi secoli di sua esistenza, ossia per il corso di 300 anni, molte terribili persecuzioni infierirono contro i seguaci di Gesù Cristo, per comando degl’ imperatori romani.

Non era continua la guerra intimata ai cristiani ma a certi intervalli ripigliavasi; ed allora essi erano cercati a rendere ragione della loro fede, loro era ingiunto di offrire incenso agli idoli, e, ricusando erano sottoposti a tutti gli sfregi, le pene e i tormenti, che l’umana malizia possa escogitare, infimo alla morte.

122. Essi non irritavano punto i loro nemici; si radunavano per le loro divozioni e per assistere al divino Sacrifizio per lo più in luoghi sotterranei, oscuri e deserti, che tuttora esistono a Roma ed altrove, detti cemeteri o catacombe; ma non riuscivano ad evitare i pericoli di morte. E un numero grandissimo di essi, collo spargimento del loro sangue, resero testimonianza alla fede di Gesù Cristo, per affermare la quale erano morti gli Apostoli ed i loro imitatori. Perciò diconsi martiri, che appunto vuoi dire testimoni. La Chiesa riconosceva queste care vittime della fede, raccoglieva i loro cadaveri, li componeva nei santi luoghi di dormizione, e li ammetteva all’onore degli altari.

Catechismo di San Pio X

Le persecuzioni sono perpetrate non solo da nemici esterni alla Chiesa, ma anche interni ad essa, poiché l’attacco è portato su entrambi i fronti e si sta verificando ferocemente in particolare nel tempo presente.

Sul versante interno pensiamo all’immane crisi di fede che la Chiesa sta attraversando, con il dilagare delle eresie e dell’apostasia tra i sacri ministri e i fedeli nella quasi totalità dei gruppi e delle associazioni ecclesiali, come delle congregazioni ed ordini religiosi.

I cattolici che desiderano conservare l’integrità della dottrina e della vita cristiana, vengono così amaramente vessati, allontanati ed emarginati.

Si pensi a coloro che desiderano semplicemente la celebrazione del rito tridentino della Santa Messa, o che vogliono insegnare il Catechismo della Chiesa Cattolica e la Sacra Scrittura senza omissioni, annacquamenti o adattamenti al pensiero contemporaneo mondano.

Sul versante esterno è terribile quanto avviene in paesi come la Cina comunista o gli stati a dominazione mussulmana, in cui i cristiani, per professare la Verità della Fede, rischiano seriamente il carcere e la stessa vita, oltre alla perdita di ogni avere.

Gravissima, tuttavia, è pure la persecuzione, per lo più di carattere morale, culturale e sociale, che si verifica nelle nazioni che formano “l’occidente moderno”, nichilista, dissolutivo, fondato sul liberalismo libertario, autoritario e intollerante, sul “politicamente corretto” anticristico che si vorrebbe imporre a tutti.

Esso vede il cattolicesimo come suo principale ostacolo da abbattere, osteggiando in ogni modo i suoi aderenti, con la calunnia, la diffamazione, lo scherno e l’emarginazione sociale, per avvilirli psicologicamente ed emotivamente, spingendoli a rinnegare il loro credo, la Verità Rivelata.

Quello che, però, è tormento e debolezza agli occhi del mondo, è forza e Grazia per il vero cristiano che ama Nostro Signore.

Dice, infatti, Gesù, come leggiamo nel Vangelo: “Beati quelli che soffrono persecuzioni per causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei Cieli.

Beati voi quando vi oltraggeranno e, mentendo, diranno di voi ogni male per causa mia; rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei Cieli; poiché così han perseguitato i profeti che vi precedettero.” (Mt 5, 10-11).

La persecuzione: mezzo di purificazione

Le beatitudini elencate nel “Discorso della montagna” (Mt 5,1-7,29) indicano propriamente le virtù ed i caratteri di Cristo stesso, è, dunque, evidente come la persecuzione sia uno degli elementi che pongono il fedele in stretta correlazione, uniformità ed imitazione del Signore, in obbedienza alla sua volontà, alla sua Legge ed alla sua Rivelazione salvifica.

Questa è, inoltre, la prova incontrovertibile del vero amore per Lui, per il quale si è disposti a sostenere qualunque sacrificio e si arriva, persino, ad amare la sofferenza che si subisce e ad accoglierla volentieri finanche ad accettare la morte, come ci mostra l’esempio dei martiri.

Dice ancora Gesù: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato Me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; invece, siccome non siete del mondo e vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi di ciò che vi ho detto: -Il servo non è da più del padrone. Se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra- Ma vi faranno tutte queste cose a causa del mio Nome, perché ignorano Colui che mi ha mandato” (Gv 15,18-20).

Vediamo, pertanto, che le persecuzioni sono il segno evidente dell’appartenenza a Cristo della nostra vita e possiamo considerarle un criterio di valutazione della nostra condotta, per verificare se è diretta nel verso giusto.

Uniformandoci a Nostro Signore, che è infinita purezza, costituiscono, inoltre, un prezioso ed ineffabile mezzo di purificazione dell’anima, per espiare e riparare le nostre colpe, andando a consolare Gesù per il dolore da esse causatogli.

La persecuzione, dunque, non va assolutamente vista come un male o un danno, ma al contrario come una grazia, un dono di Dio, un premio per la nostra fedeltà a Lui e un’opportunità inestimabile di santificazione, per essere immagine di Nostro Signore sulla terra e dargli vera testimonianza di fronte al mondo.

Tale esempio poi, a tempo debito, non mancherà di portare i suoi frutti, suscitando molte altre conversioni e portando tante più persone a credere in Cristo ed a seguirlo sulla strada della Verità e della vita eterna.

Spesso noi tutti siamo tentati di evitare e rifiutare ogni benché minima forma di persecuzione, facendoci accettare dal mondo e dai suoi adepti.

Così troviamo ogni compromesso possibile, occultando o anche rinnegando la nostra fede e, dunque, Nostro Signore, fingendo di non conoscerlo, come Pietro nel cortile del palazzo del sommo sacerdote.

Per rispetto umano evitiamo persino di farci il segno della croce davanti ad una chiesa e ci vergognamo di essere associati al Nome di Cristo, temendo anche la minima ritorsione o espressione di disapprovazione e derisione da parte degli altri.

Niente di più dannoso e nefasto per la nostra anima.

E’ assolutamente essenziale non commettere questo immane peccato e professare sempre indefessamente la nostra appartenenza al Signore, senza esitazioni e concessioni, anche minime, all’errore, al peccato e all’eresia.

E’ necessario essere forti e fermi nella retta dottrina, nella Verità della Fede, ad ogni costo, usque ad effusionem sanguinis (fino all’effusione del proprio sangue), in unione a Colui che ha dato tutto il Suo Preziosissimo per la nostra redenzione, Colui che è sommo bene e nostra eterna felicità.

Dice, infatti, Gesù: “Se alcuno avrà avuto vergogna di Me e delle mie parole in mezzo a questa generazione adultera e peccaminosa, il Figliuol dell’uomo, quando verrà nella gloria del Padre Suo con gli angeli santi, avrà vergogna pure Lui”. (Mc 8,38).

E infine: “E sarete odiati da tutti per causa del mio Nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvo”. (Mt 10,22).

Teniamo sempre presenti queste parole, soprattutto nei momenti più difficili.

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