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La pia pratica dei sette venerdì dell’Addolorata

“Attraverso la pietà popolare la fede è entrata nel cuore degli uomini, è diventata parte dei suoi sentimenti, delle loro abitudini, del loro sentire e vivere. E’ un grande patrimonio della Chiesa perché attraverso di essa, la fede si è fatta carne e sangue”. Benedetto XVI

Una donna bella e triste, abbigliata in nero e viola, i colori del lutto. Il volto rivolto al cielo, spesso rigato di lacrime, e negli occhi un’angoscia che non ha voce, non ha parole. Così appare la Madonna Addolorata, una mamma che ha sofferto immensamente per amore dell’unico Figlio, che ha partecipato al Suo dolore, alla Sua Passione, accompagnandolo fin sulla Croce e versando ai piedi di quest’ultima tutte le proprie lacrime.

La Chiesa cattolica offre alla sua preziosa Madre la pratica dei “sette venerdì”, una pia devozione popolare. Il Catechismo della Chiesa Cattolica parla della pietà popolare come di “un insieme di valori che, con saggezza cristiana, risponde ai grandi interrogativi dell’esistenza. E’ così che unisce, in modo creativo, il divino e l’umano, Cristo e Maria, lo spirito e il corpo, la comunione e l’istituzione, la persona e la comunità, l’intelligenza e il sentimento” (CCC 1676). Papa Benedetto XVI affermava che “attraverso la pietà popolare la fede è entrata nel cuore degli uomini, è diventata parte dei suoi sentimenti, delle loro abitudini, del loro sentire e vivere. E’ un grande patrimonio della Chiesa perché attraverso di essa, la fede si è fatta carne e sangue”. Così anche Papa Francesco in Evangeli Gaudium scrive: “Ciascuna porzione del popolo di Dio, traducendo nella propria vita il dono di Dio secondo il proprio genio, offre testimonianza alla fede ricevuta e la arricchisce con nuove espressioni che sono eloquenti. Si può dire che il popolo evangelizza sé stesso. Qui riveste importanza la pietà popolare, autentica espressione dell’azione missionaria spontanea del Popolo di Dio. Si tratta di una realtà in permanente sviluppo, dove lo Spirito Santo è il protagonista” (EG 122).

Pertanto la devozione mariana non si può ridurre ad un excursus di tipo folcloristico, ma è importante ricordare come questa abbia sostenuto la vita di fede dei nostri padri perché continui a sostenere noi e le future generazioni. Ecco perché, a partire da venerdì 10 febbraio fino a venerdì 25 marzo, vi proporremo sette meditazioni sui dolori della Madonna. 

“Maria è sempre lì, accanto a noi, con la sua tenerezza materna” – ricorda Papa Francesco – “Le preghiere rivolte a lei non sono vane. Donna del ‘sì’, che ha accolto con prontezza l’invito dell’Angelo, risponde pure alle nostre suppliche, ascolta le nostre voci, anche quelle che rimangono chiuse nel cuore, che non hanno la forza di uscire ma che Dio conosce meglio di noi stessi. Le ascolta come madre. Come e più di ogni buona madre, Maria ci difende nei pericoli, si preoccupa per noi, anche quando noi siamo presi dalle nostre cose e perdiamo il senso del cammino, e mettiamo in pericolo non solo la nostra salute ma la nostra salvezza. Maria è lì, a pregare per noi, a pregare per chi non prega. A pregare con noi, perché? Perché lei è la nostra Madre”.

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