La preparazione della Chiesa di Cristo - i tre patriarchi - Ecclesia Dei

La preparazione della Chiesa di Cristo – i tre patriarchi 

La volta scorsa abbiamo introdotto il tema della preparazione storica della Chiesa di Cristo, e ci siamo lasciati presso la considerazione delle tre fasi che hanno portato, cronologicamente, alla nascita della Chiesa.

La preparazione della Chiesa di Cristo – i tre patriarchi

La volta scorsa abbiamo introdotto il tema della preparazione storica della Chiesa di Cristo, e ci siamo lasciati presso la considerazione delle tre fasi che hanno portato, cronologicamente, alla nascita della Chiesa. Una prima fase, con Noè; una seconda, con Abramo; una terza, con Mosè.

Il primo stadio è quello del patto stipulato da Dio con Noè (Gen. 9, 8-17). In seguito al diluvio universale, punizione di Dio per i peccati innumerevoli degli uomini, e soprattutto per il peccato di idolatria e di impudicizia morale e fisica, Dio fa patto con gli uomini e gli animali, che in avvenire non sarebbe più avvenuto alcun diluvio, ma l’evoluzione ciclica del giorno e della notte, delle stagioni, e delle semine e raccolti, avrebbe giovato e apportato benedizioni all’uomo. Ecco che quindi compare la figura dell’arcobaleno (Gen. 9, 13. 17), il cui significato teologico è interessante. Indagando positivamente (ossia, secondo il senso della teologia positiva) questo passo, si lasciano intendere due significati per analogia. L’arcobaleno, che secondo le scienze fisico-matematiche altro non è se non un fenomeno di natura ottica, dettato dalla differente quota angolare delle gocce di acqua presenti in aria, in un’atmosfera umida, che determina nell’osservatore un fenomeno di scomposizione dello spettro luminoso, è un vero e proprio arco che congiunge la terra ed il cielo. Il primo significato è che, dopo l’evento catastrofico, il cielo rimarrà unito alla terra, e la terra al cielo. Il secondo significato è che, supposto che questa unione è tra il creatore e la sua creatura, questo legame è necessariamente un annuncio di Salvezza, perché dopo il peccato di Adamo (peccato originale originante) l’uomo è rimasto macchiato a sua volta (peccato originale originato). Il patto di Noè non determina il corso ulteriore della storia. L’alleanza acquista forma più concentrata nella vocazione di Abramo, e giungiamo così al secondo stadio propedeutico alla formazione della Chiesa.

Abramo è chiamato da Dio fuori del suo ambiente di vita e di civiltà e mandato verso un avvenire oscuro. Gli sono fatte tre promesse: avrà un figlio; questi sarà il progenitore d’un grande popolo da cui uscirà il salvatore; ad Abramo ed ai suoi discendenti toccherà una terra. L’alleanza tra Dio e Abramo risale all’iniziativa di Dio. Tuttavia essa ha luogo solo in quanto Abramo risponde alla chiamata di Dio.

Per la sua obbedienza e la sua fede Abramo diviene il padre di tutti i credenti. Coloro che, come lui, si rimettono con fede a Dio, saranno per sempre i suoi veri figli (Mt. 3, 9; Gv. 8, 33. 40; Rom. 4, 2. 3. 9. 12s. 16; Gal. 3,6; 3,14.29; 4,22; 11,8. 17). Il Dio dell’alleanza è per sempre « il Dio d’Abramo ». Anche il patto con Abramo ha il suo contrassegno: la circoncisione. Che Abramo sia destinato ad essere il capostipite di molti popoli, è espresso nel fatto che il suo nome primitivo Abram viene cambiato in Abraham (Gen. 17, 1-8).

Il patto con Abramo viene ripreso e perfezionato dalla vocazione di Mosè. Egli nasce nella tribù di Levi (Es. 2), una delle dodici tribù il cui capostipite era Abramo. Mosè ricevette il compito di liberare le dodici tribù dalla dominazione egiziana. Mosè agì come una sorta di “ancella”, mettendo in pratica la volontà di Dio, combattendo da un lato la tiepidezza, la presunzione e l’indolenza del popolo ebraico, popolo “di dura cervice”, e dell’altro lato il potere egiziano. Interessante è il notare come sia stato richiesto l’intervento diretto di Dio, per poter portare a fine l’opera che Mosè portava avanti con pazienza e fiducia nella volontà di Dio.

La conclusione del patto avviene in mezzo a paurosi fenomeni naturali (Es. 9, 16-19; 20, 18; 24, 17), con l’aspersione dell’altare eretto da Mosè mediante il sangue di animali (Es. 24, 3-8).

Questa alleanza, portata con continuità anche dopo Mosè, rappresenta di fatto la preistoria della Chiesa di Cristo. La vecchia alleanza, propedeutica e imperfetta, troverà compimento nella nuova alleanza, attuale e perfetta, con la quale la vecchia sarà definitivamente revocata.


Bibliografia essenziale:

– Mons. M. Schmaus, Dogmatica Cattolica, III/1: La Chiesa, Ed. Marietti. 1959.

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