MUSICA SACRA

La scuola romana: G.P. da Palestrina

Giovanni Pierluigi da Palestrina è stato il più importante compositore del rinascimento europeo
e visse in prima persona lo sviluppo della musica nel 1500.
Palestrina fu molto importante per quanto riguarda lo sviluppo del contrappunto e la sua musica ne rappresenta l’apice.


Christian Mauriglio | 10 Aprile 2021 | Tempo di lettura: 2 minuti


MUSICA SACRA

La scuola romana: G.P. da Palestrina

Giovanni Pierluigi da Palestrina è stato il più importante compositore del rinascimento europeo e visse in prima persona lo sviluppo della musica nel 1500. Palestrina fu molto importante per quanto riguarda lo sviluppo del contrappunto e la sua musica ne rappresenta l’apice.


Christian Mauriglio
10 Aprile 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Giovanni Pierluigi da Palestrina è stato il più importante compositore del rinascimento europeo e visse in prima persona lo sviluppo della musica nel 1500. Palestrina fu molto importante per quanto riguarda lo sviluppo del contrappunto e la sua musica ne rappresenta l’apice. Iniziò la sua carriera nei pueri cantores della Basilica di Santa Maria Maggiore per poi diventare organista e maestro di cappella presso le più importanti cappelle musicali romane. Tra le opere di Palestrina troviamo 104 messe, 35 magnificat, 11 litanie, 72 inni e svariati mottetti, offertori e madrigali sia sacri che profani.
La musica di Palestrina è caratterizzata dalla bellezza armonica e dalla facile cantabilità, infatti le voci non presentano salti “difficili” da intonare ma procedono spesso con scale, ma presentano molte ornamentazioni e sincopi.
È importante ricordare che all’epoca le donne non potevano cantare in chiesa e infatti molti passaggi che Palestrina ha inserito nelle voci acute sono pensate proprio per la facilità di intonazione del bambini (voci bianche).

La Missa Papae Marcelli

Lui visse in prima persona il concilio di Trento che contestò molto la polifonia, ritenendola complicata e difficile, soprattutto perché, secondo loro, con la polifonia era più complicato capire il testo. Il concilio, inoltre, si occupò di rimuovere vari tropi e sequenze al canto gregoriano (di cui avevamo già parlato).
Palestrina scrisse la missa Papae Marcelli, dedicata appunto a Papa Marcello II, nel 1562 proprio per convincere il concilio che in realtà non era impossibile capire il testo anche se era presente la polifonia.
Questa messa è composta da Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus ed Agnus Dei ed è scritta a 6 voci (Cantus, Altus, Tenor I, Tenor II, Bassus I e Bassus II). Questa messa è probabilmente una delle messe più eseguite di Palestrina e anche in questa opera sono presenti imitazioni, come vedremo nel Sicut Cervus.

Il Sicut Cervus

Tra le sue opere più importanti ricordiamo un mottetto tratto dal salmo 42: il Sicut Cervus. Probabilmente il Sicut Cervus è l’opera più eseguita, ancora adesso, di Palestrina. Il Sicut Cervus è scritto per 4 voci e all’interno sono presenti continue imitazioni tra le voci, difatti i vari temi musicali delle parole sono pressoché identici tra le varie voci (temi-parola). Presenta il tema il tenore (tenor), per poi essere ripreso una quinta sopra dal contralto (altus) e successivamente dal soprano (cantus) e dal basso (bassus) partendo dalla tonica esattamente come il tenor. All’ interno abbiamo anche altre imitazioni come per esempio “ita desiderat”, “anima mea” e “ad te Deus”.
Il Sicut Cervus rappresenta al massimo il “genio musicale” di Palestrina, presentando una cantabilità elegante, facile ed emozionante sia per chi canta sia per chi ascolta.
 
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