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La risposta degli errori di “Instrumentum Laboris” di Burke e Schneider

Continua ad alimentare polemiche il sinodo Panamazzonico del prossimo 27 ottobre 2019. Le recenti visite pastorali di sua Santità Papa Francesco, in terra extra-europea, ha concesso una piccola pausa dalla rappresaglia delle numerose sponde tradizionaliste in seno alla Chiesa, che esigono chiarezza e che si mostrano preoccupate di fronte allo sviluppo di questo evento futuro.

Il nucleo primario, nonché baricentro, della discussione intavolata all’interno della Chiesa, è presentato dal documento introduttivo a tale sinodo, targato Santa Sede e intitolato Instrumentum Laboris (I.L.). A lanciare la prima “crociata” di riparazione non sono i laici, non sono i tradizionalisti, bensì due personalità di rilievo, in un’ottica storica della Chiesa nonché ministeriale.

Parliamo del Cardinale americano Raymond Leo Burke e del vescovo e saggista kirghiso Athanasius Schneider, due “pezzi da 90” del pontificato di Benedetto XVI, se non della Chiesa in generale, che di recente hanno pubblicato un documento correctionis.

Troppi, secondo Burke e Schneider, sono gli errori dottrinali presenti nel documento I.L. Noi ci soffermeremo in particolare su due punti.

Nel primo punto, viene presentato un panteismo implicito. I.L promuove una socializzazione pagana della “Madre Terra”, basata su una cosmologia delle tribù amazzoniche implicitamente panteistica.

Gli aborigeni scoprono come tutte le parti “sono dimensioni che costitutivamente esistono in relazione, formando un insieme vitale” (n. 21) e quindi vivono “in comunione con la natura nel suo insieme” (n. 18) e “in dialogo con gli spiriti “(n.75). Inutile sottolineare come l’insegnamento della dottrina panteista sia in completo contrasto con i precetti fondamentali del Magistero della Chiesa Cattolica. Prima di tutto, perchè il panteismo deriva da una concezione para-spinoziana della deità in quanto essenza: Dio è immanente, spirituale e diviso, e ontologicamente coincidente con la fenomenologia naturale (sed contra il Dio cattolico è trascendente, trinitario, e ontologicamente non coincide MAI con qualcosa di creato, fatta eccezione del Cristo). La palla passa a questo punto al secondo obiettivo nevralgico, che i due prelati identificano con il titolo “Superstizioni pagane come fonti di rivelazione divina e vie alternative per la salvezza”.

I.L trae dalla sua concezione panteistica implicita un concetto errato di rivelazione divina, affermando sostanzialmente che Dio si auto-comunica nella storia attraverso la coscienza dei popoli e le grida della natura. Secondo questo punto di vista, le superstizioni pagane delle tribù amazzoniche diventano un’espressione della rivelazione divina che merita un atteggiamento di dialogo e accettazione da parte della Chiesa.

Questo atteggiamento deriva da una potentissima filosofia anticristiana, che trae la sua linfa dal luteranesimo naturale e della filosofia kantiana del soggettivismo esasperato: l’esistenzialismo. Purtroppo, questo atteggiamento filosofico non solo è entrato all’interno del pensiero cristiano; tramite il concilio vaticano II, ha cominciato a modificare a livello substantiæ l’atteggiamento del magistero della Chiesa di Cristo. L’esistenzialismo è diventato il linguaggio con cui nei seminari si studia la teologia, e le sue influenze sulla pastorale hanno procurato un cambio di rotta rispetto alla rivoluzione messa in atto dai pontefici pre-conciliari. Così, mentre duemila anni di Magistero ci insegnano che la Chiesa non DEVE ricevere alcun contributo filosofico o dottrinale dal mondo esterno ad essa, perchè Cristo ha trasmesso alla sua Sposa ciò che era sufficiente al sostentamento della stessa, la Chiesa post-conciliare (di cui un frutto è stato Papa Francesco) decide di stravolgere questo atteggiamento, ampliando le frontiere al dialogo tra religioni (condannato da Cristo e dagli apostoli), al dialogo tra le confessioni cristiane (condannato come atteggiamento eresiarca e denotato con il nome Irenismo) e al dialogo tra le culture diametralmente opposte alla Chiesa (come in questo caso). Il sinodo perciò mette in atto un passaggio di una rivoluzione lunghissima, atta a modificare il Magistero della Chiesa, privarla della sua unicità, della sua autorità, della sua posizione esclusiva in qualità di unica religione vera. L’esistenzialismo viene così a intaccare i dogmi, e pretende di appiattire la Chiesa sull’uomo, sulle sovrastrutture storiche e filosofiche dei non-cristiani.

Il sinodo diventa banco di prova per una rivoluzione totale della Chiesa: da sposa di Cristo e Matrona Domini, ad associazione ecologica per la sostenibilità ambientale nonché ospedale per i poveri e per gli emarginati: il cattolico diventa cosí un operatore di pace e uguaglianza, e la dottrina della Chiesa diventa un atteggiamento ideologico da condannare. Il documento di critica si riversa poi su altri spunti, che invitiamo a leggere in separata sede. La crisi della Chiesa sta raggiungendo livelli davvero spaventosi: non ci resta che pregare e combattere. Pregare, per affidarci e affidare al Nostro Signore Gesù Cristo la sua Sposa, che sta soffrendo, sotto i colpi di persone cattive che la vogliono svendere a chi rigetta la croce e i suoi figli.

Combattere, perchè lo Spirito Santo agisca attraverso di noi come suoi mezzi per difendere la verità Cattolica.

Per questa ragione, vi invitiamo a conservare la fede, a conservare nel vostro cuore il Depositum Fidei autentico, che è verità infallibile e autentica. Per questo, invochiamo la protezione della Santa Madre di Dio.

Sub tuum praesidium confugimus,

Sancta Dei Genetrix.

Nostras deprecationes ne despicias

in necessitatibus nostris, sed a periculis cunctis

libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta.

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