L’attacco al celibato

L’attacco al celibato

Cosa sta accadendo in questi giorni? Ecclesia Dei risponde.
Cosa sta accadendo in questi giorni? Ecclesia Dei risponde.

Sta generando molto scalpore l’intervento del Cardinale Robert Sarah e del Papa emerito Benedetto XVI, riguardante l’avanzamento della proposta di Papa Francesco, di poter pensare di abolire il celibato sacerdotale, in seguito al recente sinodo per le regioni Pan-Amazzoniche. Notiamo, con grande sorpresa e non poca inquietudine, che tanti “cattolici” etichettano tale “cospirazione” di Ratzinger e Sarah come una cospirazione “tradizionalista” e “ultraconservatrice”. Vediamo di illuminare bene la questione, cosí da poter spiegare la vicenda in maniera chiara atque esauriente.

Innanzitutto, affermare che ci sono prelati “ultraconservatori” è una elucubrazione di dimensioni spropositate: signori, la Chiesa è, per sua natura ontologica, conservatrice, tradizionale e radicata in verità trasmesse per diciannove secoli. Chi crede, nel duemilaventi, dopo 50 anni di effetti conciliari, che la Chiesa debba essere al passo con i tempi, forse è bene che faccia le valigie, e stabilisca dimora presso qualche setticella eretica, come quella luterana o evangelica. Nella Chiesa c’é solo una posizione, in materia di dottrina apostolica e Cristica: quella tradizionalista. Tradizionalista perchè si basa sulla tradizione, sulla dottrina apostolica (infallibile per definizione, e non contestualizzabile in un periodo storico, per affermazione magisteriale, si veda Lamentabili Sane Exitu, Pius PP.X) e sulla dottrina di Cristo, che i progressisti ormai trascurano e oltraggiano, pensando di poter portare la Chiesa verso la conciliazione con il mondo ateo e ultralaicista.

Guardiamo ai fatti: il sinodo Pan-Amazzonico ha generato una marea di schifezze. Negare questo implica o cecità fisica patologica, oppure cecità intellettuale dettata da ignoranza, oppure semplicemente non essere cattolici. Le eresie contenute in Instrumentum Laboris, un documento aberrante, ti ispirazione immanentista, socialista e animista. Il culto idolatrico della Pachamama, una divinità pagana (no, non c’entra niente con il cattolicesimo: non è necessario studiare chissà quali libri, basta cercare su Wikipedia); la celebrazione di culti pagani in San Pietro e in Maria in Traspontina. Sinodo Pan-Eretico, non Pan-Amazzonico, per poter testare alcuni prototipi di future riforme progressiste, atte a distruggere la Chiesa: prima tra tutte, la assurda proposta di abolire il celibato. Una proposta che dimostra come di fatto a ispirare questo pontificato attuale sia niente che di meno il luteranesimo.

Certo che si, signori! Chi crede che il sinodo sia davvero stato un sinodo in cui la Chiesa cerca soluzioni per persone che vivono in condizioni lontane da quelle Europee, si sbaglia! Viene contraddetto da Instrumentum Laboris, che dice esplicitamente che l’Amazzonia deve ispirare il cammino della Chiesa! Oltre a questo, si accenna in maniera feroce agli artefici di questo cammino ecosolidale: è chiaro infatti che a guidare la rivoluzione sia la comunità dei Gesuiti, ormai diventato un raccogliticcio di pastori protestanti senza ne capo ne coda, e che a parer nostro, dovrebbe essere definitivamente soppresso, visto lo sfregio che apporta alla figura della Chiesa. Si parla poi di ecologia integrale: un conglomerato panteistico e idolatra, dove trova voce la perifrasi di Eraclito, il “tutto scorre”. L’ultima aberrante proposta, ed ecco che abbiamo centrato la questione, è la possibilità di nominare sacerdoti senza tuttavia vincolarli al celibato.

Questa proposta nasce in realtà da una fetta eretica della Chiesa, quella dei modernisti, che finalmente con Papa Francesco ha raggiunto il trono di Pietro: l’applicazione esasperata del dialogo ecumenico ne è esempio (condannato per diciannove secoli, non basta andare lontano: Pio XII minacciava di scomunica chi volesse dialogare con altre confessioni cristiane). E il modernismo, tra le altre cose, prevedeva già ai tempi della sua comparsa (sotto Leone XII e sotto Gregorio XVI) la abolizione del celibato, per poter protestantizzare la Chiesa dall’interno. Stessa proposta venne poi avanzata durante il periodo della controriforma, e fu una delle ragioni per cui Pio V convocò il Concilio di Trento. L’eterno ritorno dell’uguale, o meglio, l’eterno ritorno della stessa identica proposta, sempre considerata ineccepibile dalla Chiesa, sempre dimostrata essere superflua e inutile: non si combatte l’assenza di vocazioni con azioni pragmatiche e fisiche, ma bisogna ristabilire una identità metafisica del sacerdozio: se un seminarista viene educato ad essere un operatore sociale (cosa che dopo il Concilio viene insegnata in quasi tutti i seminari), crescerà con una idea di sacerdozio; se un seminarista cresce in un ambiente preconciliare e si attacca alle tradizioni, ovviamente questo non succede.

Ed ecco che, in somma, due esponenti di Santa Romana Chiesa decidono di difendere la posizione della Chiesa, contro la posizione della falsa chiesa, la chiesa turbo-luterana e del magistero pastorale dei modernisti e di Papa Francesco. Il Cardinale Sarah, che non è un cardinale conservatore, bensì un cardinale fedele al suo ruolo, a differenza degli altri, più preoccupati di agende LGBT e di migranti, e che oltraggiano il cardinalato con la loro ignoranza acuta. Benedetto XVI, attaccato dai fan di Bergoglio, attaccato dalla massoneria vaticana, attaccato da chi segue Papa Francesco senza obiezione di coscienza, come un avaro che si butta in un pozzo solo perchè un ubriaco gli ha detto di avere visto dentro una moneta d’oro. Una difesa necessaria, per far capire che l’unico modo che ha la Chiesa per sopravvivere alla modernità, non è l’apertura incondizionata a tutto e a tutti, bensì la chiusura. Il celibato non si tocca. Cristo stesso afferma che il celibato è la colonna portante del cattolicesimo: sia con le sue opere, sia con le sue parole. Lo stesso affermarono gli apostoli, i concili, i Santi. Cosa quindi dobbiamo seguire? Diciannove secoli di Chiesa, o Papa Francesco e le sue bestiale dottrinali e non?

Abolire il celibato significherebbe aprire una breccia nella santità della Chiesa, ovvero luteranizzarla quasi del tutto. E questo non è possibile. Papa Francesco, qui come in migliaia di altre occasioni, SBAGLIA e CADE IN ERESIA. Una delle tante, ovviamente, che ha professato da quando siede come pontefice in Vaticano.

Noi di Ecclesia Dei siamo con Benedetto XVI, con Sarah, con i cattolici, e ci opponiamo a Bergoglio, alla sua visione modernista della Chiesa, e invochiamo lo Spirito Santo affinché possa illuminare questo pontefice per riportalo sulla strada giusta, perchè il passo della abolizione del celibato è non solo un passo profondamente falso, ma anticattolico e che grida vendetta di fronte agli insegnamenti di Cristo

Ecclesia Dei

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