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Le Massime Eterne come mezzo di santificazione

Le Massime Eterne sono un dono meraviglioso, fattoci da un grandissimo Santo come il Vescovo Alfonso Maria de’ Liguori, quale mezzo potente e guida diretta per la nostra santificazione, in un mirabile compendio delle preghiere e devozioni più importanti della Cristianità.

La preghiera consiste essenzialmente nell’elevazione del pensiero, del cuore e dell’anima verso Dio, rivolgendogli il proprio amore, la propria gratitudine ed affidandosi a Lui, nella sua paterna Provvidenza, per tutte le necessità spirituali e materiali nostre e del nostro prossimo, per la sua gloria ed ogni beneficio per le anime, con la sicurezza di essere sempre ascoltati e di ricevere prontamente tutto quello di cui abbiamo bisogno ed è per il nostro vero bene, nell’ottica della vita eterna.

La preghiera produce effetti di santificazione così grandi che i Santi hanno sempre usato dire: «Sa ben vivere chi sa ben pregare!».

Essa comporta principalmente: il distacco dalla dipendenza dalle altre creature; un’unione totale a Dio ed una trasformazione graduale secondo la sua volontà.

Il primo è necessario in quanto il nostro attaccamento alle creature ed ai beni terreni può essere un ostacolo per la nostra unione con Dio, a causa delle soddisfazioni sensoriali ed emotive che alimentano il nostro egoismo.

Niente, pertanto, ci libera da questi vincoli meglio della preghiera; per pensare a Dio e alla sua gloria, per amarlo, siamo obbligati a uscire da noi stessi, dimenticando le cose create e le loro lusinghe.

Quando poi ci troviamo in intima conversazione con Lui, la sua perfezione infinita, il suo Amore e la considerazione dei beni eterni distaccano la nostra anima dalla terra, ci fanno odiare sempre di più il peccato mortale, che ci separerebbe nettamente da Dio, quello veniale, che ostacolerebbe il nostro legame con Lui e via via anche le minime imperfezioni volontarie, che ridurrebbero la nostra intimità con Lui.

In tal modo impariamo anche a combattere efficacemente le inclinazioni sregolate, derivanti dalla natura corrotta dal peccato originale, perché comprendiamo come esse ci allontanino da Dio.

La preghiera afferra tutte le nostre facoltà per unirle al Creatore: l’intelligenza, occupandola nel pensiero alle cose divine; la volontà, orientandola alla ricerca della Gloria di Dio ed al bene delle anime; il cuore, rendendolo aperto, amoroso e magnanimo, cosicché da esso scaturisca una vera linfa di santificazione.

Tramite l’orazione anche la fantasia e la memoria, le emozioni e le passioni si fissano in Nostro Signore, come il nostro stesso corpo, che si inclina alla modestia.

Non c’è, dunque, da meravigliarsi se l’anima pian piano si trasforma sempre più secondo il disegno divino, perché la preghiera è come una santa comunione con l’Altissimo: quando noi gli presentiamo umilmente la nostra adorazione e le nostre necessità, Egli si china su di noi comunicandoci le sue grazie che producono questa trasformazione benedetta.

Già solo considerando le perfezioni di Dio, ammirandole e compiacendosene, è come se le si attirassero verso di noi, per il desiderio di potervi partecipare in qualche modo.

L’anima, così immersa in questa contemplazione, si sente sempre più pervasa da quella dolcezza, bontà e bellezza che non aspettano altro che essere comunicate ad essa dall’Amore infinito.

Il Signore allora è con noi per esaudire le nostre preghiere e concederci abbondanti grazie; quanto più noi gli offriamo l’assolvimento fedele dei doveri del nostro stato, tanto più Egli opera la santificazione della nostra anima.

Possiamo, dunque, chiedere grandi cose, ma sempre con l’umiltà e la fiducia che riceveremo ciò di cui abbiamo bisogno.

Disse, non a caso, San Francesco di Sales: «Per mezzo di lei (l’orazione) noi parliamo a Dio e Dio a sua volta parla a noi; noi aspiriamo a Lui e respiriamo in Lui, ed Egli a sua volta ispira in noi e respira su noi!».

È, dunque, fondamentale per la nostra santificazione pregare con regolarità e costantemente, come ci raccomanda di fare Nostro Signore nel suo Vangelo.

La forma più alta di culto è sicuramente la Santa Messa, nella quale Gesù stesso si offre al Padre sulla Croce per la nostra salvezza, e per mezzo della quale riceviamo le grazie più grandi e sublimi; subito dopo viene il Santo Rosario, fonte inesauribile di conversione e santità, per la preghiera rivolta a Cristo nel modo più diretto ed efficace attraverso l’intercessione incomparabile di Maria Santissima.

Per una conduzione puntuale ed ordinata delle proprie orazioni quotidiane, tuttavia, è possibile ritrovare una guida preziosa in quello che è uno dei più grandi capolavori di spiritualità che siano mai stati composti; si tratta dell’opera intitolata Massime Eterne, scritta nel 1728 da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, divenuta uno dei maggiori classici di ascetismo e che può essere considerata il germe di Apparecchio alla morte, che il santo scrisse successivamente.

Il libro si apre con le preghiere del mattino e della sera, seguite dal De profundis e dall’offerta a Dio dei meriti del Cuore di Gesù: in espiazione dei peccati, per purificare il bene compiuto e per supplire alle buone opere trascurate per omissione.

C’è, poi, la guida per seguire con frutto la celebrazione della Santa Messa in tutto il suo svolgimento, nelle parti che la compongono.

Abbiamo, dunque, le preghiere da recitare per accostarsi degnamente ai sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia e per fare un accorato ringraziamento subito dopo averli ricevuti.

Troviamo, ancora, la preghiera composta dallo stesso Sant’Alfonso, da recitare nell’atto di visitare il Santissimo Sacramento, rendendogli la giusta lode ed offrendogli le proprie intenzioni e tutto l’amore del proprio cuore.

Seguono le orazioni alla Santissima Trinità, al Santissimo Nome di Gesù; quella da recitare nella pia devozione dei primi Nove Venerdì del mese al Sacro Cuore di Gesù, per il compimento della grande promessa di salvezza, legata ad essa dallo stesso nostro Signore nelle sue apparizioni a Santa Margherita Maria Alacoque.

Abbiamo, poi, in diretta continuità, la Coroncina e le Litanie del Sacro Cuore di Gesù.

Vi troviamo, ancora, lo svolgimento e le preghiere della devozione della Via Crucis, da recitarsi in particolar modo nel tempo della Quaresima; la preghiera del Veni Creator Spiritus, come invocazione allo Spirito Santo; una guida per ben recitare e meditare i misteri che compongono il Santo Rosario, con le Litanie della Santissima Vergine Maria; l’inno Ave Maris Stella, dedicato alla Madonna, come anche la successiva orazione composta da San Bernardo e nota come Memorare.

Ci sono, poi: la preghiera a Sant’Antonio da Padova; la devozione dei 100 Requiem, potentissimo suffragio per le anime sante del Purgatorio; l’Atto di accettazione della morte; l’inno del Te Deum; il Miserere e i Vespri della domenica.

Le Massime Eterne contengono, inoltre, le meditazioni di ciascun giorno della settimana, in cui Sant’Alfonso ha esposto il tema dei novizi e specificamente:

  • Preghiera prima della meditazione;
  • Preghiera dopo la meditazione;
  • Lunedì: Fine dell’uomo;
  • Martedì: Malizia del peccato mortale;
  • Mercoledì: Morte e Giudizio;
  • Giovedì: Inferno ed eternità delle pene;
  • Venerdì: Passione di Gesù Cristo;
  • Sabato: Il Paradiso;
  • Domenica: La Sacra Famiglia.

Risulta, dunque, più che evidente il valore di quest’opera come raccolta inestimabile di orazioni, per la formazione e la preghiera dei fedeli cattolici, a plasmare e fortificare la quotidianità di una vita cristiana autentica, che sia in una comunione sempre più intima con Nostro Signore Gesù Cristo, la Santa Vergine Maria e tutti i Santi del Paradiso.

È questo un dono meraviglioso, fattoci da un grandissimo Santo come il Vescovo Alfonso Maria de’ Liguori, quale mezzo potente e guida diretta per la nostra santificazione.

Che tutti noi possiamo sempre farne un uso sapiente e fruttuoso, perché questa opportunità non vada mai sprecata.

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