LITURGIA

L’importanza delle candele
nella liturgia cattolica

La luce racchiude da sempre un significato molto profondo e imprescindibile,
per gli uomini e per tutti gli esseri viventi che sono da essa affascinata.
Non esiste religione che non ne abbia fatto un elemento chiave della propria mitologia.



 

Romeo Menchise  |  04 Ottobre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

LITURGIA

L’importanza delle candele nella liturgia cattolica

La luce racchiude da sempre un significato molto profondo e imprescindibile, per gli uomini e per tutti gli esseri viventi che sono da essa affascinata. Non esiste religione che non ne abbia fatto un elemento chiave della propria mitologia.

Romeo Menchise
04 Ottobre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

La luce racchiude da sempre un significato molto profondo e imprescindibile, per gli uomini e per tutti gli esseri viventi che sono da essa affascinata. Non esiste religione che non ne abbia fatto un elemento chiave della propria mitologia, non esiste civiltà che non l’abbia celebrata come elemento assimilabile, se non sovrapponibile, al concetto stesso di vita. Le ragioni sono ovvie, e meriterebbero sicuramente una più approfondita trattazione.

Qui vogliamo prendere in considerazione un genere particolare di ‘luce’ associata alla religione, alla spiritualità. Parliamo delle candele nella liturgia Cattolica, anche se prima di quest’ultima le stesse sono state utilizzate in ben altri contesti religiosi: Pensiamo per esempio alla religione ebraica, all’accensione delle candele il venerdì sera, per celebrare l’inizio dello Shabbat, o la Festa di Hanukkah, la Festa delle Luci, in occasione della quale ogni notte per otto giorni consecutivi viene accesa una candela che commemora la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme dopo la libertà conquistata dagli invasori elleni.
Il Cristianesimo ha rivestito le candele e la loro luce di un’importanza ancora più significativa.
“E Dio disse: Fiat lux!, sia fatta la luce. E la luce fu” (Gen 1,3).
Questa è una delle prime cose che leggiamo nella Bibbia, la creazione della luce da parte di Dio Padre. È questo il suo primo dono per il mondo che Lui sta realizzando, la prima, visibile manifestazione della Sua Volontà, della Sua Essenza, poiché dove c’è Dio non potrà più esserci oscurità. Non solo. È la luce che ci permette di vedere, di constatare la magnificenza del mondo creato da Dio. Senza luce la Creazione stessa non avrebbe ragione d’essere, perderebbe gran parte della sua immensa grandezza. Un mondo che non può essere ammirato non esiste.
Da questo momento in poi, dunque, da questa prima scintilla scaturita da un atto di amore e di volontà, l’idea di Dio è costantemente connessa a quella della luce. Una luce che illumina, riscalda, vivifica, che nutre e ‘contagia’, rendendo migliori colori i quali ne sono esposti, avvolti, alimentati.
Nella liturgia Cattolica dunque si ricollegano a questa idea di Dio inteso come luce, e soprattutto di Gesù come Luce di Dio. Gesù infatti viene definito ripetutamente nelle Sacre scritture come la “luce che rischiara il mondo”. «In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta» (Giovanni 1:4-5)
«La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo” (Giovanni 1:9)
«Di nuovo Gesù parlò loro: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.”» (Giovanni 8:12) La luce in questo caso ha una valenza squisitamente spirituale, di guida nell’oscurità, di conoscenza di Dio che, attraverso Suo Figlio, discende su di noi, aprendo i nostri occhi e rendendoci degni della Sua presenza, della Sua considerazione.
Ancora, fu Gesù stesso a dire ai suoi discepoli: «Io sono la vera luce» e più tardi: «Voi siete la luce del mondo… la vostra luce deve brillare davanti agli uomini affinché vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre che sta nei cieli!» (Mt 5,16).
È normale dunque che, all’interno delle chiese, le candele siano poste sull’altare, o presso il tabernacolo, e che esse siano protagoniste di riti e celebrazioni.
Non solo, la chiesa utilizza le candele nell’ambito di quasi tutti i sacramenti, dal Battesimo all’Estrema unzione, come elementi simbolici insostituibili.
La loro valenza di “Segni” fa di esse uno dei tanti modi con cui si esprime la liturgia.

(Fonte: holyart.it )
 
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