Ma Dio aveva altri progetti - Ecclesia Dei

Ma Dio aveva altri progetti 

9 febbraio 1824, all’età di 49 anni si spegneva in questa data una delle mistiche Serve di Dio più note d’Europa: Anna Caterina Emmerich. Proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II nel 2004 dopo un lungo processo di beatificazione osteggiato numerose volte nel corso dei secoli.

9 febbraio 1824, all’età di 49 anni si spegneva in questa data una delle mistiche Serve di Dio più note d’Europa: Anna Caterina Emmerich. Proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II nel 2004 dopo un lungo processo di beatificazione osteggiato numerose volte nel corso dei secoli, il romano pontefice ammise di essere stato profondamente colpito dai suoi diari, scritti con l’ausilio dello scrittore ateo Clemens Brentano, il quale non poté non convertirsi dopo aver assistito agli innumerevoli fenomeni mistici che caratterizzarono la vita di questa umile monaca tedesca.

Molte furono le incredibili visioni che Anna Caterina Emmerich ebbe della vita di Gesù Cristo e delle persone a Lui vicine come la Vergine e gli apostoli. Esse spiccano per precisione e coerenza con gli scritti di altre mistiche (come ad esempio la postuma Maria Valtorta) e delle Sacre Scritture, arrivando ad integrarle di dettagli così ricchi da lasciare sbigottiti gli archeologi e gli storici dell’epoca, i quali grazie alle sue indicazioni trovarono la casa di Efeso della Madonna e di San Giovanni. Dai suoi scritti il regista Mel Gibson trasse spunto per il film “La Passione”, noto tanto per la sua crudezza quanto per la sua precisione storica.

Il Signore tuttavia non si limitò a donare ad Anna il dono di poter vedere nel Suo passato e di poter comprendere le sorti delle anime dei defunti, bensì durante le sue lunghe agonie nel letto ebbe modo di scrutare anche il futuro e le sorti della Cristianità e del mondo. Si riportano qui di seguito alcuni interessanti stralci delle sue visioni attinti dai suoi diari, lasciando al lettore il giudizio circa la precisione o l’attendibilità di quanto Gesù concesse di vedere alla beata e offrendo come unico spunto di riflessione il passo di Luca 14,35: “Chi ha orecchi per intendere, intenda”.

Ma Dio aveva altri progetti

13 maggio 1820. Vidi anche il rapporto tra i due papi [ndr segue una visione su una chiesa fisica ricca di idoli museificati e adorati dalla gente, frutto di un permesso della Chiesa di tollerare anche il credo in altre divinità]. Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [ndr di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità. Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo. Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le tempeste la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. In questa chiesa non vi era più il papa regnante, bensì uno dei suoi successori, mite ma al contempo molto fermo capace di tenere vicino a sé i preti per evitare che cadessero nella via della perdizione.

12 luglio 1820. Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e bellissima chiesa, la conosco, in essa vi è una bellissima cappella della sacra mangiatoia [ndr la Natività], la vidi una volta prima della festa di Nostra Signora della Neve [ndr 5 agosto]. Apparve la Vergine vestita di un abito azzurro e bianco con 4 raggi, portava qualcosa in mano. Ella stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada perpetua. Molte altre luci in forma piramidale vennero accese, dopodichè ella prese il suo posto alla destra dell’altare. Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale, portante il Calice e il velo. Due angeli lo servivano in qualità di accoliti e altri due Lo accompagnavano. La Sua testa era scoperta. La casula era larga e pesante, un mantello bianco e rosso brillava di luce e di pietre preziosissime. Gli angeli ministranti erano in bianco, non c’erano le campanelle ma erano presenti le ampolline; il vino era rosso come il sangue e vi era anche un po’ di acqua. La messa era più breve della nostra e non vi era la lettura del Vangelo di San Giovanni alla fine. Vidi l’Offertorio e l’Elevazione, l’Ostia era come la nostra. L’angelo lesse il Vangelo e diede il libro a Maria che lo baciò, dopodichè ad un cenno di Gesù, ad Enrico affinchè facesse lo stesso. Dapprima egli non osava obbedire, ma dopodichè prese coraggio nel farlo. Alla fine della Messa Maria andrò da Enrico porgendogli la sua mano destra dicendogli che lei dicendo che lei onorava così la sua castità e lo esortava a non diventare negligente. Vidi quindi un angelo toccarlo sulla destra come venne fatto a Giacobbe. Enrico mostrò segni di intenso dolore e zoppicava un po’.

Ma Dio aveva altri progetti

12 settembre 1820. Vidi la costruzione di una chiesa fantasiosa e strana. Il coro era diviso in 3 parti, ciascuno sollevato di qualche scalino rispetto al precedente; e sotto di esso vi era una profonda coltre di nebbia. Sulla prima piattaforma del coro c’era un seggio, sulla seconda un catino d’acqua e sul terzo, un tavolo. Non ho visto un solo angelo aiutare nella costruzione, ma numerosi fra gli spiriti planetari [della terra] più violenti trascinavano ogni sorta di roba nella cripta, dove soggetti in piccoli mantelli ecclesiastici li ricevevano depositandoli nei vari spazi. Niente proveniva dall’Alto, tutto proveniva dalla terra e regioni oscure, tutto era stato costruiti da spiriti planetari. L’acqua soltanto sembrava avesse qualcosa di santo in sé. Vidi un’enorme quantità di strumenti portati dentro alla chiesa e tante persone, persino bambini, avevano differenti oggetti, come se stessero cercando di fare qualcosa, ma tutto era oscuro, assurdo, morto! La divisione e la distruzione regnavano ovunque. Lì vicino vidi un’altra chiesa brillante e ricca con grazie dal cielo e angeli che salivano e scendevano. In essa c’era vita e crescita, tiepidità e dissipazione, ma nonostante ciò sembrava un albero pieno di linfa se paragonato all’altra cassa di istituzioni senza vita. La prima [ndr la chiesa orpellata ma dissipatrice] pareva un uccello in volo, la seconda [ndr quella che pareva una cassa senza vita, la chiesa oscura] un drago di carta con la coda piena di festoni e scritti che si trascinava su un campo di paglia. Vedevo che molti degli strumenti della nuova chiesa, come dardi e lance, volevano essere utilizzati contro la Chiesa vivente. Tutti trascinavano qualcosa di diverso, mazze, bastoni, pompe, mazze, burattini, specchi, trombe, corni, soffietti, ogni sorta di roba. Nella cripta di sotto (la sacristia) alcune persone impastavano il pane ma non veniva e non sarebbe lievitato. Gli uomini nei mantelletti ecclesiastici portavano legno sugli scalini del pulpito per dare [ndr dargli] fuoco. Essi soffiavano e lavoravano duramente ma il fuoco non prendeva e tutto ciò che producevano era fumo e caligine. Quindi, spaccarono il tetto facendo un buco nel soffitto e issarono un tubo ma il fumo non saliva e l’intero posto divenne nero e soffocante. Qualcuno suono un corno cosi violentemente da far lacrimare. Tutto in questa chiesa apparteneva alla terra e tornava alla terra, era tutto morto, lavoro di facoltà meramente umane, una chiesa all’ultima moda, una chiesa di invenzione umana come la nuova chiesa eterodossa in Roma.

12 novembre 1820. Vidi nuovamente la strana Chiesa con nulla di santo in sé stessa e i numerosi spiriti planetari lavoranti ad essa. Vedevo al contempo venire eretta un’istituzione cattolica, angeli, santi e cristitani tutti lavoranti insieme; solo qui mi è stata mostrata una sintonia fra i vari lavoratori sotto forme più meccaniche. Gli spiriti planetari salivano e scendevano sparando raggi su questi lavoratori ma tutto quel che facevano era in accordo con la sola ragione umana. Vidi uno spirito in alto disegnare linee e tracciare figure che immediatamente venivano svolte di sotto. Vidi l’influenza degli orgogliosi spiriti planetari nella loro relazione con le costruzioni che si estendevano fino ai luoghi più distanti. Tutte le fasi ritenute utili o necessarie nella costruzione o nel mantenimento di tale chiesa erano prese nei più remoti paesi, e persone e cose, dottrine e opinioni contribuivano alla stessa. L’intera scena era colorata con intensi egoismi, presunzioni e violenza. Non ho visto un singolo angelo o santo aiutare in questo lavoro. [ndr Segue una visione di un popolo “selvaggio” armato sino ai denti esclamante “costruitela quanto più solida potete, noi ve la distruggeremo” e di un’orribile cerimonia di sepoltura e successivo disseppellimento di un uomo indossante una stella sul petto].

Aprile 1823. Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa [ndr segue una supplica ai vescovi affinché migliorino affinché i presbiteri seguano il loro esempio e si parla di un certo soggetto anonimo che aveva piani per la distruzione della Chiesa ma con l’aiuto della beata e del vero papa si convertì sul letto di morte dopo una lunga malattia espiatoria]. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Una vera comunione dell’empietà con un pastore e un gregge. Doveva esserci un papa, un papa stipendiato ma senza possedimenti. Tutto era pronto e molte cose finite ma al posto dell’altare vi era solo abominazione e desolazione. Tutto doveva essere così in questa nuova chiesa ed è per questo che aveva dato fuoco alla vecchia Chiesa; ma Dio aveva altri progetti.

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