Search
Close this search box.

Meditazioni sui Sette Dolori di Maria Santissima Addolorata – II

Nel secondo venerdì dell'Addolorata contempliamo il suo secondo dolore: la fuga in Egitto.
Secondo dolore: LA FUGA IN EGITTO

I Magi, avvisati dall’Angelo, ritorna­rono alla propria patria, non ripassando da Erode. Questi, irato per essere stato deluso e temendo che il nato Messia un giorno gli avrebbe tolto il trono, stabili di uccidere tutti i bambini di Betlem e dei dintorni, dai due anni in giù, nella stolta speranza di coinvolgere nella strage anche Gesù.

Ma l’Angelo del Signore apparve nel sonno a Giuseppe e gli disse: Alzati, prendi il Bambino e la Madre sua e fug­gi in Egitto; starai lì finché io te lo dica. Infatti manca poco che Erode cerchi il Bambino per ucciderlo. – Giuseppe si alzò, prese il Bambino e la Madre sua di nottetempo e si recò in Egitto; quivi rimase sino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto era stato detto dal Signore per mezzo del Profe­ta: « Ho chiamato dall’Egitto il mio Figliuolo » (San Matteo, II, 13).

In questo episodio della vita di Gesù consideriamo il dolore provato dalla Ma­donna. Quale angoscia per una madre il sapere che il proprio figlio è cercato a morte, senza motivo, da un uomo forte e prepotente! Deve fuggire subito, di notte, nella stagione invernale, per recar­si in Egitto, circa 400 miglia distante! Abbracciare i disagi di un lungo viaggio, per le vie incomode ed attraverso il deser­to! Andare ad abitare, priva di mezzi, in paese sconosciuto, ignara della lingua e senza conforto dei parenti!

La Madonna non disse parola di la­mento, né contro Erode né verso la Prov­videnza, che tutto disponeva. Avrà ri­chiamato alla mente la parola, di Simeo­ne: Una spada trapasserà la tua stessa anima! –

È provvidenziale ed umano l’ambien­tarsi. Dopo parecchi anni di dimora in Egitto, la Madonna, Gesù e San Giusep­pe si erano acclimatati. Ma l’Angelo or­dinò di ritornare in Palestina. Senza ad­durre pretesti, Maria riprese il viaggio del ritorno, adorando i disegni di Dio.

Quale lezione devono apprendere i de­voti di Maria!

La vita è un intreccio di contrattempi e di disillusioni. Senza la luce della fede, potrebbe avere il sopravvento lo scorag­giamento. È necessario mirare gli avve­nimenti sociali, familiari ed individuali, con gli occhiali celesti, cioè vedere in ogni cosa il lavoro della Provvidenza, che tutto dispone per il maggior bene delle creature. I disegni di Dio non si possono scrutare, ma con l’andar del tempo, se si riflette, ci si convince della bontà di Dio nell’aver permessa quella croce, quel­l’umiliazione, quella incomprensione, nel­l’avere impedito quel passo e nell’averci posto in circostanze impreviste.

In ogni contrarietà procuriamo di non perdere la pazienza e la fiducia in Dio e in Maria Santissima. Uniformiamoci ai voleri di Dio, dicendo umilmente: Signore, sia fatta la tua volontà!

ESEMPIO Si narra nelle Cronache Francescane che due Religiosi dell’Ordine, amanti del­la Madonna, si misero in viaggio per vi­sitare un santuario. Pieni di fede, aveva­no fatto molto cammino ed infine s’inol­trarono in un fitto bosco. Speravano po­terlo presto attraversare, ma non vi riu­scirono, essendo venuta la notte. Presi da sgomento, si raccomandarono a Dio e al­la Madonna; compresero che la volon­tà divina permetteva quel contrattempo.

Ma la Vergine Santissima veglia sui suoi figliuoli tribolati e viene a soccorrerli; meritarono questo soccorso quei due Fra­ti, che si trovavano nell’imbarazzo.

I due sperduti camminando ancora, s’imbatterono in una casa; s’accorsero ch’era una nobile abitazione. Chiesero ospitalità per la notte.

I due servitori, che aprirono l’uscio, accompagnarono i Frati dalla padrona. La nobile matrona chiese: Come vi tro­vate in questo bosco? – Siamo in pelle­grinaggio ad un santuario della Madon­na; ci siamo per caso sperduti.

– Dato che è così, passerete la not­te in questo palazzo; domani, ‘ quando partirete, vi darò una lettera che potrà giovarvi. –

Il mattino seguente, ricevuta la lette­ra, i Frati ripresero il cammino. Allonta­natisi un po’ dall’abitazione, osservaro­no la letterà e si meravigliarono a non vedervi l’indirizzo; nel frattempo, guar­dando all’intorno, si accorsero che l’abi­tazione della matrona non c’era più; era

sparita ed al suo posto c’erano gli alberi. Aperta la lettera, vi trovarono un foglio, firmato dalla Madonna. Lo scritto dice­va: Colei che vi ha ospitato è la vostra Madre Celeste. Ho voluto ricompensarvi del vostro sacrificio, perché vi siete messi in viaggio per amor mio. Continuate a servirmi e ad amarmi. Vi aiuterò in vita ed in morte. –

Dopo questo fatto, si può immagina­re con quanto ardore quei due Frati ono­rassero la Madonna per tutta la vita.

Iddio permise quello smarrimento nel bosco, affinché quei due potessero pro­vare la bontà e la delicatezza della Ma­donna. 

Tag

TEMPLUM DOMINI

Leggi la nostra rivista telematica
Templum Domini

CANALE WHATSAPP

Iscriviti al nostro canale Whatsapp
per contenuti esclusivi

LEGGI ANCHE ...

Un approfondimento circa una straordinaria tradizione quaresimale della Chiesa ambrosiana
Il compito che l’incenso rappresenta sotto forma di signum nella Chiesa Cattolica è in realtà una caratteristica centrale all’interno di
Per sviluppare ed accrescere sempre più la vita interiore e dunque il rapporto con il Signore Gesù, non è sufficiente
I cardinali Arthur Roche e Raniero Cantalamessa hanno indirettamente riconosciuto (forse involontariamente) quanto affermano da oltre cinquant’anni i critici del

TEMPLUM DOMINI

Leggi la nostra rivista telematica
Templum Domini

CANALE WHATSAPP

Iscriviti al nostro canale Whatsapp per contenuti esclusivi

error: Questo contenuto è protetto!