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Metodi per aumentare la carità

Seguendo i consigli del Dottore Angelico, si illustrano i principali metodi che, da parte nostra, possono aiutare a coltivare la virtù teologica della carità, in un periodo forte e disseminato di prove, come la S. Quaresima.

S. Tommaso d’Aquino

Quantunque sia un dono divino, per ottenere la carità occorrono da parte nostra le debite disposizioni: più precisamente, due per acquisirla, altre due per custodirla.

1. L’ascolto diligente della divina parola, come del resto accade nell’ordine naturale delle cose: sentendo parlare bene di qualcuno, siamo portati a volergli bene anche noi. Alla stessa maniera, ascoltando la Parola ci sentiremo presi dall’amore, tanto più che si tratta di un linguaggio capace più d’ogni altro d’infiammare il cuore degli uomini (cf. Sal 118, 140; cf. Sal 104, 19). Perciò i due discepoli [sulla strada di Emmaus] si dicevano l’un l’altro: “Non sentivamo arderci il cuore, qua dentro, mentre ci parlava per la via, spiegandoci le Scritture?” (Lc 24, 32). Lo stesso effetto si rileva dagli Atti, che cioè Pietro ancora non aveva finito di parlare “e lo Spirito Santo scese sopra quelli che lo ascoltavano” (At 10, 44). E qualcosa di simile può succedere tutt’oggi durante le prediche: la gente che vi si era accostata col cuore indurito, poi si trova ad ardere d’amore verso Dio, nel contatto con la sua Parola.

2. È poi necessaria una continua riflessione, che aiuti il fuoco a divampare nell’intimo (cf. Sal 38, 4). Dunque, se desideri bruciare di amore verso Dio, medita gli innumerevoli benefici che Dio ti ha elargito (163). Mostrerebbe di possedere un animo del tutto insensibile una persona che, ripensando ai doni avuti, ai pericoli da cui fu miracolosamente scampata e, infine, alla beatitudine che Dio le promette, non si sentisse ardere di carità… Durezza d’animo dell’uomo che, pur non mettendo ostacoli all’iniziativa divina, neppure si sforza di ricambiare con la riconoscenza. Ma in generale, come i sentimenti perversi distruggono la carità, così i buoni pensieri ce la procurano, la nutrono e difendono. Dunque, “fate cessare le vostre cattive azioni dai miei occhi” (Is I, 16), raccomanda il Signore, mentre nel libro della Sapienza ci vien ricordato che “i pensieri malvagi allontanano da Dio” (Sap I, 3).

Metodi per aumentare la carità
Carità cristiana – Pieter Aertsen (1575)

3. Ad aumentare la carità che già si possiede contribuisce il distacco del cuore dai beni terreni. Esso non può occuparsi interamente di realtà tra loro contrapposte: nessuno cioè potrà mai amare insieme e Dio e il mondo. Quindi, nella misura in cui l’anima si libera dall’attaccamento per le cose di quaggiù, tanto più si consolida nella predilezione per la vera carità. Scrive sant’Agostino che è veleno per la carità ogni prospettiva d’entrare in possesso o di starsene attaccati ai beni temporali, mentre tale virtù trae alimento dalla diminuzione della cupidigia; essa trova la suprema perfezione nella totale rimozione di ogni bramosia, poiché questa è la radice di tutti i mali. Dunque, chi desidera nutrire la carità, si ingegni di imbrigliare le proprie voglie mondane. Cos’altro è la cupidigia, se non il desiderio sfrenato di accumulare beni temporali? Questa tendenza comincia a esser contenuta dal timor di Dio; ma non è che l’inizio, poiché Dio va amato quanto merita. Funzione d’ogni forma di culto è di sottrarre l’animo umano alla tirannia dei beni mondani, corruttibili, per elevarlo verso le realtà divine. È un concetto, questo, ben simboleggiato nella storia dei Maccabei: “Il sole, che prima era oscurato dalle nubi, fece brillare i suoi raggi” (2 Mac I, 22). L’intelletto nostro è simile al sole nascosto dietro le nuvole, finché sta immerso nelle cose transitorie; prende a rifulgere non appena lo si sottrae e allontana dagli amori terreni. Allora splende, allora sfolgora compenetrato dall’amore di Dio!

4. Infine, ad aumentare la carità contribuisce la fortezza di fronte alle avversità. È noto a chiunque infatti che, quando accettiamo di portare il peso della tribolazione per amore di qualcuno, quel sentimento che ci ha sostenuti viene a esserne rinforzato. Le “grandi acque” di cui parla il Cantico dei Cantici – ossia le più varie tribolazioni – “non poterono spegnere l’amore, né i numi sommergerlo” (Ct 8, 7).

Per questo, i santi che sopportano le prove della vita per amore di Dio, ne escono rinvigoriti, con una carità più accesa, un po’ come l’artista che predilige l’opera su cui maggiormente si è affaticato. In modo analogo, quanto più han da soffrire per mantenersi fedeli a Dio nelle angustie, di tanto i giusti si elevano nella scala della carità. Può applicarsi loro l’espressione biblica: “Le acque crebbero e sollevarono l’arca, la quale si alzò al di sopra della terra; ingrossarono e crebbero ancora… e l’arca galleggiava alla superficie. Andarono ancor più aumentando… di modo che tutte le montagne che sono sotto il cielo furono coperte… Non scampò che Noè con quelli che erano insieme a lui nell’arca” (Gn 7, 17). Ebbene, “l’arca” – si intenda la Chiesa o l’anima del giusto – rimarrà a galla sotto l’imperversare delle prove, grazie proprio alla carità.


Bibliografia

  • Testo tratto dagli “In duo praecepta caritatis et in decem legis praecepta expositio” di S. Tommaso d’Aquino

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