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«Nasciamo nel corpo voluto da Dio»

Il vescovo mons. Munilla alla GMG di Lisbona: «Lui non commette sbagli. Oggi l’ecologia è solo ideologia. Come è possibile difendere gli animali e, allo stesso tempo, l’aborto?».

di Fabrizio Cannone (cristianesimocattolico.wordpress.com)

È facile accusare l’odierno cattolicesimo — e non solo quello germanico — di compromessi e incauta tendenza agli sconti e ai saldi di fine cristianità. Notando, per i più raffinati osservatori, che l’ermeneutica della discontinuità, cosi ben denunciata da Benedetto XVI nel 2005, ha ancora il vento in poppa. Si trattava (e si tratta) di una tendenza eversiva che mira a leggere il magistero dell’ultimo Concilio e le sue innegabili aperture, come fosse l’inizio di una “nuova Chiesa”.

E questa “auto-secolarizzazione della Chiesa” è spesso visibile nei contesti più fluidi e meno controllabili, come quello dei raduni, dei giubilei e delle Giornate mondiali della gioventù (GMG). Descritte, però, in modo strumentale e manicheo dai giornalisti laici. I quali, come scriveva ieri Lorenzo Berlocchi, paiono, più che vaticanisti, «esperti di dogma da cambiamento climatico». Certo, le problematicità intra-ecclesiali esistono e questo giornale le ha segnalate spesso. Lo stesso Berlocchi criticava la «scelta di far girare le GMG di Lisbona attorno a temi che facilmente richiamano l’agenda globale».

Ma papa Francesco, appena giunto in Portogallo, ha criticato l’aborto e l’eutanasia, ovvero due dei “dogmi” di quel pensiero che, «in nome del progresso», costituisce un vero «regresso». In questa medesima linea si è inserito mons. José Ignacio Munilla, vescovo di Orihuela-Alicante. Il quale, secondo quanto riporta El Diario Vasco, ha svolto, «in una delle catechesi tenute dai vescovi spagnoli» alla GMG, un’argomentata critica all’ideologia del gender e al falso ambientalismo alla moda.

Secondo monsignor Manilla, «l’ecologia deve iniziare con il rispetto per noi stessi». E per ciò che siamo secondo natura e biologia. Dio, infatti, «ci ha creati bene» e lui «non sbaglia». Quindi, contro un refrain che sta assurgendo a nuovo paradigma, «nessuno nasce nel corpo sbagliato». Speriamo che il ministro Giuseppe Valditara legga e mediti le parole del presule e le tenga a mente quando dovrà vietare quella follia scolastica e antieducativa chiamata “carriera alias”.

A Lisbona, Munilla ha sottolineato che l’ecologia, «se non è integrale, non è cristiana». E in tal caso diviene un’«ideologia». Integrale qui, secondo l’accezione già usata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, è sinonimo di coerenza interna. Ovvero: o salviamo sia l’ambiente sia l’uomo, oppure facciamo un disastro volendo subordinare l’umanità al pianeta e alle altre specie. Monsignor Munilla ha detto ai giovani cattolici che esistono «contraddizioni flagranti» nell’ecologismo à la page, il quale, a ben vedere, produce un catastrofismo di nuovo conio. oltre a depressioni e indebite ecoansie, specie nei bambini. Infatti, si è chiesto. come può tale ambientalismo «denunciare i transgenici» ma, al contempo, «difendere i transgender»? Come se, nota il teologo, «si potesse improvvisamente passare dall’essere uomo all’essere donna».

A questo punto, si potrebbe domandare: ma che ironie sono mai queste? Uomo e donna sono termini pre-diluviani e da cartoni animati tipo Flintstones, ora siamo al queer e alla logica “non binaria”: monsignore, deve aggiornarsi.

Come scrive El Diario Vasco, mons. Munilla ha poi distinto il «rispetto per gli animali», che è giusto e cristiano, dal riconoscimento dei loro ipotetici «diritti». Notando tutta la follia di chi, da un lato, milita per «salvare balene, foche e pinguini», ma poi osa «difendere l’aborto», quando esso avviene ai danni di un (mero) essere umano.

Insomma c’è da augurarsi che la voce di tanti vescovi coraggiosi non si perda tra i balli e i canti delle GMG. Il loro santo ideatore, papa Wojtyla, consegnando nel 1984 la croce di legno ai giovani, ricordava loro che «solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione». E non nel green, nella differenziata e nell’eolico.

(Fonte: La Verità)

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