/«Non ho da darti che lacrime»

«Non ho da darti che lacrime»

Ma Gesù diede un forte grido e morì.
Allora il grande velo appeso nel Tempio si squarciò in due, da cima a fondo. L’ufficiale romano che stava di fronte alla croce, vedendo come Gesù era morto, disse:
“Quest’uomo era davvero Figlio di Dio!”

Cosa prova una madre al capezzale del proprio figlio agonizzante? E che cosa prova invece la Vergine Maria ai piedi della croce davanti al Figlio morente? La pietosa Madre aveva assistito alla barbara scena della crocifissione; aveva visto i soldati togliere la veste a Gesù; aveva visto il vaso di fiele e di mirra appressarsi alle sue labbra; aveva visto penetrare i chiodi nelle mani e nei piedi del suo diletto; ed eccola ora ai piedi della Croce ed assistere alle ultime ore di agonia del suo Divin Figlio. Un figlio innocente, che agonizza nei tormenti, la Madre vicina a cui viene proibito di dargli il minimo sollievo. La terribile arsura fece dire a Gesù: “Ho sete!” e chiunque sarebbe corso a cercare un sorso d’acqua per un moribondo ma alla Vergine Maria questo fu vietato. San Vincenzo Ferreri commentava così: “Maria avrebbe potuto dire: Non ho da darti che lacrime!”

Il suo Cuore, come il suo amore, è crocifisso. «Come Adamo ed Eva – rivelò la Vergine Maria a Santa Brigida – hanno venduto il mondo, per un frutto, così il mio diletto Figlio ha voluto che io cooperassi con Lui, a riscattarlo, quasi con un sol cuore». Infatti, dice San Bernardo: «Maria è martire, per l’immenso strazio del cuore».

I chiodi che trafiggono i polsi e i piedi spezzando i tendini e mettendo a nudo i nervi, le membra piagate e contorte, le ossa slogate, la febbre ardente che gli inaridisce le fauci, la lancia che gli spezza il costato, l’onta degli scherni e della maledizione di tutti, l’abbandono del Padre, tutto ella prova. Maria è crocifissa con Gesù.

E fra tanto dolore era costretta a sentire gli scherni e le bestemmie che soldati e Giudei lanciavano al Crocifisso. Davanti a Gesù in croce e alla Madre dei dolori chi oserà chiedere a Dio: perché io debbo soffrire? Perché il dolore sulla terra? Ogni calvario è redentore; ogni sofferenza purifica ed eleva. Soffriamo per la salvezza nostra e per la salvezza del mondo intero.

Mi unisco a te, Maria addolorata, nel martirio che il tuo cuore generoso ha sopportato così nobilmente quando sei rimasta accanto a Gesù nella sua agonia. Cara Madre, per il tuo cuore così martirizzato ottienimi la virtù della temperanza e il dono del consiglio. Ave Maria…

Eja Mater, fons amoris, me sentire vim doloris, fac ut tecum lugeam…
Iuxta crucem tecum stare et me tibi sociare in planctu desidero…
Quando corpus morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria 
. Amen.