ATTUALITÀ

Origine storica della festa
del Corpus Domini

La solennità del Corpus Domini è una festa di precetto,
chiude il ciclo delle feste del periodo post Pasqua
e celebra il mistero dell’Eucarestia istituito da Gesù nell’Ultima Cena.



 

Don Stefano Mautone  |  03 Maggio 2021  |  Tempo di lettura: 3 minuti

 

ATTUALITÀ

Origine storica della festa del Corpus Domini

La solennità del Corpus Domini è una festa di precetto, chiude il ciclo delle feste del periodo post Pasqua e celebra il mistero dell’Eucarestia istituito da Gesù nell’Ultima Cena.

Don Stefano Mautone
03 Maggio 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

 

La solennità del Corpus Domini è una festa di precetto, chiude il ciclo delle feste del periodo post Pasqua e celebra il mistero dell’Eucarestia istituito da Gesù nell’Ultima Cena. Si festeggia il giovedì dopo la festa della Santissima Trinità anche se in alcuni Paesi come l’Italia è stata spostata alla Domenica successiva. Quali sono le origini della festa?

Verso il XII secolo comincia a sorgere un desiderio di devozione più accentuata per l’Eucarestia sotto una forma che, senza dimenticare l’aspetto sacrificale del sacramento, è particolarmente sensibile alla presenza reale in una maniera che tende a rendere gloria a Cristo Gesù con l’adorazione. In modo particolare questa devozione al Santissimo Sacramento ha origine nel Belgio, grazie alla visione mistica di una suora di Liegi. Fino a quel momento, anche se la conservazione delle Sacre Specie era stata sempre circondata di rispetto, non si può dire che la Chiesa latina, più che le Chiese orientali, ne avesse un culto speciale. La nascita di questo culto solenne ha ragioni complesse. Sorte forse per motivi canonici, passarono poi per ragioni apologetiche e sviluppi teologici sino ad arrivare ad una certa mistica, che darà origine anche ad alcune congregazioni religiose votate al culto e all’adorazione del Santissimo Sacramento.
 
Motivi canonici: la disciplina penitenziale risultava troppo severa e parecchi cristiani non potevano facilmente avvicinarsi all’Eucarestia e comunicarsi. Nello stesso tempo nasce il desiderio di vedere l’ostia al punto che, in certe regioni, i fedeli vanno di chiesa in chiesa soltanto per arrivare verso il momento dell’Elevazione. Vedere l’ostia è, per alcuni peccatori, l’unico modo di partecipare alla celebrazione Eucaristica.

Bisogni apologetici: si tratta di difendere dalle eresie della setta dei Patarini che metteva in dubbio la presenza reale del Cristo nell’Eucarestia ; è in questo periodo che si verificano vari miracoli Eucaristici di Ostie che grondano sangue, soprattutto in Belgio e in Italia.

Sviluppi teologici: anche se la Messa è sempre considerata sacrificio, il suo carattere di convito sacrificale si trova molto sfumato, si pensa di più alla maestosa discesa della divinità sull’altare. Da ciò le celebrazioni si arricchiscono di riverenze, gli altari di maestà e diventano sempre più monumentali, i riti diventano sempre più solenni.

In Belgio una monaca del Monte Cornillon, vicino a Liegi, Julienne de Retine, priora del monastero (1193-1258) rivela le visioni che ha ricevuto, la prima nel 1208. Vide, durante un’estasi, il disco lunare circondato di raggi di luce di una bellezza abbagliante; da una parte però una superficie oscura deformava il disco.
 
Da Dio intese che la Chiesa del suo tempo mancava di una solennità in onore del Santissimo Sacramento. La festa fu introdotta a Liegi, nel 1246, il giovedì dopo la domenica della solennità della Santissima Trinità. Un confidente di Julienne di Cornillon, arcidiacono di Liegi, Jacques Pantaleon di Troyes, divenuto Papa Urbano IV, finì per estendere a tutta la Chiesa la celebrazione della festa, essendo rimasto colpito da un miracolo avvenuto nella vicina Bolsena, mentre egli si trovava ad Orvieto. Si racconta infatti, che un prete boemo, in pellegrinaggio verso Roma, si fermò a celebrare Messa a Bolsena ed al momento della fractio panis, nello spezzare l’ostia consacrata, fu pervaso dal dubbio che essa contenesse veramente il Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo. A fugare i suoi dubbi, dall’ostia uscirono gocce di sangue che macchiarono il bianco corporale di lino liturgico (attualmente conservato nel Duomo di Orvieto). Così l’11 agosto 1264 il Papa promulgò la Bolla “Transiturus” che istituiva per tutta la cristianità la festa del Corpus Domini. La processione in onore del Santissimo Sacramento non era prescritta nella Bolla che istituiva la festa, ma nacque quasi spontaneamente e si diffuse molto presto.

La festa del Corpus Domini è strettamente unita al giorno in cui Cristo Gesù istituì la Santissima Eucaristia. Se nella Solennità del Giovedì Santo la Chiesa guarda all’Istituzione dell’Eucarestia, scrutando il mistero di Cristo che ci amò sino alla fine donando se stesso in cibo e sigillando il nuovo Patto nel suo Sangue, nel giorno del Corpus Domini l’attenzione si sposta sulla relazione esistente fra Eucarestia e Chiesa, fra il Corpo reale del Signore e il Suo Corpo mistico. Le processioni e le adorazioni prolungate celebrate in questa solennità manifestano pubblicamente la fede del popolo cristiano in questo Sacramento. In esso la Chiesa trova la sorgente del suo esistere e della sua comunione con Gesù Cristo, presente nella Santissima Eucarestia in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
 
 
Articolo tratto da "Templum Domini - Luglio-Agosto 2020". Per leggere la rivista clicca qui
 
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