Preziosissimo Sangue di Gesù - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia

L’origine di questa festa non è antica, risale al beato Pio IX. Già si celebrava in qualche luogo una festa del Preziosissimo Sangue nel venerdì della quarta settimana di Quaresima, ma fu Pio IX a voler istituire una festa universale alla prima domenica di luglio, come un monumento alle vicissitudini della Santa Sede e come un “Te Deum” perpetuo di ringraziamento per l’ottenuta liberazione dall’esilio di Gaeta. II significato di questa solennità che si celebrava è del tutto affine a quello del Sacro Cuore, con cui aveva in comune il vangelo della messa. C’è un’intima relazione tra il Cuore e il Sangue, non solo perché dal Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia, sgorgò acqua e sangue, ma anche perché il primo calice nel quale quel Sangue divino fu consacrato e vivificato, fu proprio il Cuore dei Verbo incarnato. La Santa Messa esalta l’efficacia redentrice del Preziosissimo Sangue e ci invita a dissetarci alle fonti divine delle piaghe di Gesù, affinché il suo Sangue sia pegno per noi di vita eterna. Il sangue, è descritto nella Bibbia come un importante elemento della vita. «La vita di una creatura risiede nel sangue» (Levitico 17,11). È soprattutto in questo versetto biblico che si può comprendere l’assoluta importanza che questo liquido comporta nella vita sia degli esseri umani che degli animali.

L’Antico Testamento si sofferma diverse volte sull’argomento del sangue, ribadendone la preziosità. Dio Padre comanda di non versare il sangue, cioè di non spargerlo inutilmente con gli assassinii, di non berlo e di non mangiare carni animali che contengano ancora residui di sangue; perché il sangue è vita, il sangue è sacro. Ed è all’importanza del sangue nell’Antico Testamento, che si affianca l’importanza del sangue Divino di colui che ha voluto assumere la nostra natura umana: Gesù. Gesù stesso, nell’Ultima Cena, dà importanza rilevante al Sangue, che è simbolo della Redenzione. Dal punto di vista storico si può dire che già anticamente era viva la devozione al Preziosissimo Sangue. Dopo un lungo periodo nel corso del quale questa devozione non venne più praticata, il Sangue di Cristo cominciò nuovamente ad essere adorato nella prima metà dell’Ottocento, attorno a una presunta reliquia della Passione che si conservava nella Basilica di San Nicola in Carcere (Roma). L’iniziatore, fu un pio sacerdote, poi vescovo, don Francesco Albertini, promotore di una Confraternita intitolata appunto al Preziosissimo Sangue, nel cui seno si formarono grandi spiriti che ne proseguirono e ne diffusero la devozione. Tra gli altri propagatori di questa devozione, brillano i nomi di san Gaspare del Bufalo, fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, e di santa Maria De Mattias, che fondò le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Pio IX la fissò al 1 luglio, e Pio XI la elevò a rito doppio di prima classe nell’aprile 1934, a ricordo del XIX centenario della Redenzione. Nel 1970, con la riforma del calendario liturgico dopo il Concilio Vaticano II, la festa è stata unita alla celebrazione del Corpus Domini. Nella forma straordinaria del rito romano, che non accoglie le modifiche al calendario dopo il 1962, si celebra il 1 luglio come festa di I classe.

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