Rinnegare se stessi per Cristo - Ecclesia Dei

Rinnegare se stessi per Cristo 

«Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà.» (Mc, 8:34).

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La condizione basilare per seguire realmente Nostro Signore Gesù Cristo nel cammino terreno e pervenire con Lui alla Gloria del Paradiso, consiste nel rinnegare se stessi in questo mondo per vivere solamente in Lui, uniti alla sua Passione, al Santo Sacrificio della Croce.

Bisogna conformarsi totalmente al suo pensiero ed alla sua volontà, rinunziando alle proprie idee ed inclinazioni disordinate e peccaminose, per abbracciare unicamente la Rivelazione salvifica di Dio, come di Padre infinitamente buono che non desidera altro che la vita e il bene autentico di tutti i suoi figli.

Lo stesso Signore Gesù ha espressamente rimarcato questa necessità fondamentale.

Leggiamo, infatti, nel Vangelo: «Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».».

Con queste parole Nostro Signore ci invita a non farci abbagliare o guidare dai nostri desideri terreni, a non ricercare il trionfo o l’affermazione personale perseguendo obiettivi fittizi, ma ad ambire sopra ogni altra cosa ai beni eterni, ai tesori del Cielo, a cominciare dal primo e più importante, Gesù stesso, nostro Sommo Bene ed eterna felicità.

Egli ci chiede di andargli dietro caricandoci di tutte le croci, grandi o piccole, che Dio ci offre come mezzo straordinario per la nostra salvezza e quella del nostro prossimo, per la sua infinita misericordia.

Chi vuole salvare la sua vita, ovvero persistere nell’illusione di false gratificazioni, si ritroverà a perdere la sua vera vita. quella che solo la Grazia e l’amore del Cristo infondono nelle anime, perché dove c’è la gratificazione personale non c’è Dio.

Gesù, infatti, non è venuto a costituire un dominio terreno poggiato su beni materiali, ma ad instaurare il Regno dello Spirito, fondato su valori spirituali intoccabili.

Qualsiasi lustro temporale non ha alcuna importanza rispetto al bene eterno dell’anima, in cambio della quale non si può offrire alcuna ricchezza, onore o gioia terrena.

Rinnegare se stessi per Cristo

Nell’ora del Giudizio Finale il Signore verrà nello splendore della sua maestà divina e darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna.

Ciò non avverrà secondo il criterio del mondo, ma esattamente al suo opposto; quello che, dunque, porta fama ed importanza nel mondo, in quel momento sarà considerato vano e stolto, anzi sarà motivo di sdegno e disgusto del Signore.

Appare chiara, pertanto, l’irrinunciabile necessità di osservare il comando evangelico del Cristo, di rinnegare noi stessi ogni giorno e seguirlo sulla via della Croce, fino alla vita eterna.

È questo l’ardente desiderio ed il fervente impegno che ha acceso il cuore dei Santi di ogni generazione, nella conformazione di tutta la loro vita al Vangelo.

Lo testimoniano innumerevoli mirabili preghiere da essi composte per chiedere a Dio la grazia, la forza ed il coraggio di rinunciare completamente a se stessi, alla loro volontà, ad ogni desiderio o aspirazione personale, per assumere unicamente quelli di Dio, come suoi docili strumenti e fedeli servitori.

Ricordiamo, in particolare, questi passi tratte dalle orazioni di Sant’Alfonso Maria de Liguori, per la visita al Santissimo Sacramento e per il ringraziamento dopo la Comunione: «Ed al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a Voi e vi dono e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desideri e tutte le cose mie. Da oggi in avanti fate Voi di me e delle cose mie tutto quello che vi piace. Solo vi chiedo e voglio il vostro Santo Amore, la perseveranza finale e l’adempimento perfetto della vostra volontà»;

«Giacché, dunque, o divino mio Re, siete venuto a visitarmi con tanto amore, io vi dono la mia volontà, la mia libertà e tutto me stesso.

Voi tutto a me vi siete donato ed io tutto a Voi mi dono; io non voglio essere più mio da oggi innanzi, ma voglio essere vostro, tutto vostro. Tutta vostra voglio che sia l’anima mia, il corpo mio, le mie potenze, i sensi miei, acciocché tutti s’impieghino a servirvi e darvi gusto. A voi consacro tutti i miei pensieri, i miei desideri, gli affetti miei e tutta la mia vita […] Fate voi in me e disponete di me e di tutte le cose mie, come vi piace.

Distrugga in me il vostro Amore tutti gli affetti che a Voi non piacciono, acciocché io sia tutto vostro e viva solo per darvi gusto.

Io non vi chiedo beni di terra, né piaceri, né onori, datemi, vi prego, per i meriti della vostra Passione, o Gesù mio, un continuo dolore dei miei peccati; datemi la vostra luce che mi faccia conoscere la vanità dei beni mondani e il merito che Voi avere di esser amato; distaccatemi da tutti gli attacchi alla terra e legatemi tutto al vostro Santo Amore, acciocché la mia volontà, da oggi innanzi, altro non voglia né desideri, se non quel che volete Voi; datemi pazienza e rassegnazione nelle infermità, nella povertà ed in tutte le cose contrarie al mio amor proprio; datemi mansuetudine verso chi mi disprezza; datemi una santa morte; datemi il vostro Santo Amore.».

Facciamo nostre anche noi queste parole e rivolgiamole spesso all’Eterno Padre, specialmente nella persona di Gesù nel Santissimo Sacramento, dopo esserci accostati alla Santa Comunione, perché possiamo essere realmente suoi, uniti alla sua Passione nella vita per poterlo poi godere nella Gloria del Paradiso.

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