San Giovanni della croce, sacerdote e dottore della Chiesa

San Giovanni della croce, sacerdote e dottore della Chiesa

San Giovanni della croce, sacerdote e dottore della Chiesa. Ecclesia Dei in collaborazione con Don Riccardo Pecchia.
San Giovanni della croce, sacerdote e dottore della Chiesa. Ecclesia Dei in collaborazione con Don Riccardo Pecchia.

di Don Riccardo Pecchia.

O Dio, che hai guidato San Giovanni della Croce alla santa montagna che è Cristo, attraverso la notte oscura della rinuncia e l’amore ardente della croce, concedi a noi di seguirlo come maestro di vita spirituale, per giungere alla contemplazione della tua gloria. Amen.

San Giovanni della Croce (al secolo Juan de Yepes Álvarez), nacque a Fontiveros (Spagna) il 24 giugno 1542. Il padre Gonzalo de Yepes, nobile di Toledo, fu cacciato di casa e diseredato per aver sposato una povera tessitrice di seta, Catalina Álvarez. Egli manifestò fin da piccolo inclinazione alla carità verso i poveri e ancora di più verso la preghiera contemplativa. Orfano di padre in tenera età, Giovanni, a 9 anni, si trasferì, con la madre e il fratello Francisco, a Medina del Campo, vicino a Valladolid, centro commerciale e culturale. Qui frequentò il Colegio de los Doctrinos, svolgendo anche alcuni umili lavori per le suore del convento della Maddalena. Successivamente, date le sue qualità umane e i suoi risultati negli studi, venne ammesso prima come infermiere nell’Ospedale della Concezione, poi nel Collegio dei Gesuiti, appena fondato a Medina del Campo: qui Giovanni entrò a 18 anni e studiò per tre anni scienze umane, retorica e lingue classiche. Alla fine della formazione, egli aveva chiara la propria vocazione: si sentì chiamato al Carmelo. Nell’estate del 1563 iniziò il noviziato presso l’Ordine della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (carmelitani) della città, assumendo il nome religioso di Giovanni di San Mattia. L’anno seguente venne destinato alla prestigiosa Università di Salamanca, dove studiò per un triennio arti e filosofia. Nel 1567 fu ordinato sacerdote e ritornò a Medina del Campo per celebrare la sua Prima Messa circondato dall’affetto dei famigliari. Proprio qui avvenne il primo incontro tra Giovanni e santa Teresa di Gesù. L’incontro fu decisivo per entrambi: Teresa gli espose il suo piano di riforma del Carmelo anche nel ramo maschile dell’Ordine e propose a Giovanni di aderirvi; il giovane sacerdote fu affascinato dalle idee di Teresa d’Ávila, tanto da diventare un sostenitore del progetto. I due lavorarono insieme alcuni mesi, condividendo ideali e proposte per inaugurare al più presto possibile la prima casa di Carmelitani Scalzi: l’apertura avvenne il 28 dicembre 1568 a Duruelo, in tale occasione assunse il nome di Giovanni della Croce.

Alla fine del 1572, su richiesta di Teresa, divenne confessore e vicario del monastero dell’Incarnazione di Ávila, dove la santa era priora. Furono anni di stretta collaborazione e amicizia spirituale, che arricchì entrambi. L’adesione alla riforma carmelitana non fu facile e costò a Giovanni anche gravi sofferenze. L’episodio più traumatico fu, il 2 dicembre 1577, la sua incarcerazione nel convento dei Carmelitani dell’Antica Osservanza di Toledo, a seguito di una ingiusta accusa. Giovanni rimase imprigionato per mesi, sottoposto a privazioni e costrizioni fisiche e morali. Nella notte tra il 16 e il 17 agosto 1578, riuscì a fuggire, riparandosi nel monastero delle Carmelitane Scalze della città e, dopo un breve tempo di recupero delle forze, Giovanni fu destinato in Andalusia, dove trascorse 10 anni in vari conventi. Assunse incarichi sempre più importanti nell’Ordine, fino a diventare Vicario Provinciale. Tornò poi nella sua terra natale, come membro del governo generale della famiglia religiosa. Abitò nel Carmelo di Segovia, svolgendo l’ufficio di superiore di quella comunità. Nel 1591 fu sollevato da ogni responsabilità e destinato alla nuova Provincia religiosa del Messico. Mentre si preparava per il lungo viaggio con altri dieci compagni, si ritirò in un convento solitario vicino a Jaén, dove si ammalò gravemente. Giovanni affrontò con esemplare serenità e pazienza enormi sofferenze. Morì il 14 dicembre 1591, a 49 anni;

Ecclesia Dei
in collaborazione con Don Riccardo Pecchia.

Inno a San Giovanni della croce
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