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San Policarpo di Smirne

San Policarpo di Smirne, nacque a Smirne (Turchia) nel 69, figlio di genitori cristiani. L’educazione cristiana avvenne in seno alla famiglia e nella comunità, Policarpo fu educato presso san Giovanni Evangelista.

San Policarpo di Smirne, nacque a Smirne (Turchia) nel 69, figlio di genitori cristiani. L’educazione cristiana avvenne in seno alla famiglia e nella comunità, Policarpo fu educato presso san Giovanni Evangelista. Prima di essere eletto vescovo di Smirne, Policarpo passò probabilmente attraverso i successivi gradi dell’Ordine Sacro, ovvero diaconato e presbiterato, dando in essi prove di saggezza nel ministero e prove di santità nella condotta. Nel 107 ospita sant’Ignazio, vescovo di Antiochia, che sta andando sotto scorta a Roma dove subirà il martirio; successivamente Ignazio gli scriverà una lettera che tutte le generazioni cristiane conosceranno, lodando Policarpo come buon pastore in Cristo e per Cristo. Divenne uno dei più autorevoli e stimati vescovi del suo tempo, tanto che nel 154 fu scelto come rappresentante della Chiesa d’Asia e inviato a Roma a discutere con papa Aniceto la questione della data di celebrazione della Pasqua, i cristiani dei primi secoli ritenevano essenziale la sua determinazione precisa, sia per l’uniformità in tutta la Chiesa, sia per la fedeltà alla celebrazione fatta da Cristo.

In occidente si era raggiunta la quasi totale uniformità accettando l’uso romano della Pasqua nella domenica seguente al plenilunio primaverile. A Roma e a Smirne contrastò la diffusione delle dottrine docetiche (essa si riferisce alla convinzione che le sofferenze e l’umanità di Gesù Cristo fossero apparenti e non reali) di Marcione e Valentino. Secondo sant’Ireneo di Lione, che era stato discepolo di Policarpo, Marcione incontrò Policarpo nel 154 e attribuisce a Marcione la condanna, chiamandolo: «primogenito del demonio», che Policarpo aveva scritto nella sua lettera ai Filippesi, senza indicare nomi. Durante l’impero di Antonino Pio fu catturato per ordine del proconsole Stazio Quadrato: essendosi rifiutato di sacrificare per l’imperatore, fu condannato ad essere arso vivo nello stadio della sua città e, visto che miracolosamente le fiamme non lo consumavano, fu ucciso con un colpo di pugnale. Morì il 23 febbraio 155, a 86 anni.

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