SANTI

Santa Caterina d’Alessandria

Santa Caterina d’Alessandria, nata ad Alessandria d’Egitto, figlia di nobili.
Fin da piccola fu dotata dalla natura di un ingegno e di una bellezza così rara,
che era stimata la più fortunata giovane della città.



 

Don Riccardo Pecchia  |  25 Novembre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SANTI

Santa Caterina d’Alessandria

Santa Caterina d’Alessandria, nata ad Alessandria d’Egitto, figlia di nobili. Fin da piccola fu dotata dalla natura di un ingegno e di una bellezza così rara, che era stimata la più fortunata giovane della città.

Don Riccardo Pecchia
25 Novembre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Santa Caterina d’Alessandria, nata ad Alessandria d’Egitto, figlia di nobili. Fin da piccola fu dotata dalla natura di un ingegno e di una bellezza così rara, che era stimata la più fortunata giovane della città. Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore d’Egitto e Siria (che si proclamerà Augusto, cioè imperatore, nel 307), tenne grandi festeggiamenti in proprio onore ad Alessandria, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane, un atto obbligatorio per tutti i sudditi, e quindi anche per i cristiani, ancora perseguitati. Caterina educata in tutte le scienze, ma soprattutto nella filosofia dai più celebri maestri, seppe innalzare il suo intelletto al disopra delle cose materiali, perciò, appena sentì parlare di Cristo, il suo ingegno aiutato dalla grazia di Dio comprese che essa era la vera religione, e l’avrebbe abbracciata subito. Ma il Signore, che la voleva sua sposa, affrettò il suo ingresso nella schiera delle candide colombe a lui consacrate. Caterina si fece battezzare, dedicandosi alla beneficenza ed all’istruzione dei pagani. E tanto crebbe la fama della sua carità e del suo sapere, che giunse alle orecchie dello stesso imperatore Massimino, uomo celebre per la sua ferocia. Egli fece chiamare Caterina alla sua presenza, per avere notizie più certe di ciò che udiva di lei. Ma appena ascoltò dalla stessa Caterina che era cristiana, subito con minacce ed imprecazioni ordinò che rinunciasse a quel culto da lui odiato, e sacrificasse a Giove.
La giovane non si intimorì a quelle parole, ma rispose che era sicura di rimanere nella religione che professava, e incominciò a parlare della vanità degli dei e della verità dell’unico vero Dio con parole così ardenti che l’imperatore rimase stupito. Furono convocati alcuni filosofi pagani perché la convincessero dell’errore, tuttavia, per l'eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al cristianesimo. A tale sconfitta il feroce imperatore condannò a morte sul rogo quei nuovi convertiti, e presa Caterina, dopo insulti e disprezzi, comandò che il suo corpo fosse legato ad una ruota dentata e le fossero strappate le carni. La santa non si intimorì per simile supplizio, ma felice di dar la vita per il suo Sposo, si apprestò a morire fra quei tormenti. Appena quel corpo verginale fu a contatto con lo strumento del suo martirio, questo si spezzò, producendo panico fra i carnefici. Non si piegò l’animo di Massimino, e comandò che Caterina fosse immediatamente condotta fuori della città e le fosse tagliato il capo. Giunta al luogo del martirio, le furono bendati gli occhi ed il carnefice con un colpo staccò il capo di Caterina, ma da quella ferita sgorgò abbondante latte, ultima testimonianza della sua innocenza. Il suo corpo venne dagli stessi Angeli trasportato da Alessandria fino al Monte Sinai, dove ancora oggi l’altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. Questo avveniva il 25 novembre 305; patrona dell’Università di Padova e dell’Università di Siena.
 
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