SANTI

Santa Caterina Labouré

Santa Caterina Labouré (al secolo Zoe Labouré), nacque a
Fain-lès-Moutiers (Francia) il 2 maggio 1806, da genitori di solida fede. Caterina,
all’età di 9 anni, rimase orfana della madre che morì nel 1815.



 

Don Riccardo Pecchia  |  28 Novembre 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SANTI

Santa Caterina Labouré

Santa Caterina Labouré (al secolo Zoe Labouré), nacque a Fain-lès-Moutiers (Francia) il 2 maggio 1806, da genitori di solida fede. Caterina, all’età di 9 anni, rimase orfana della madre che morì nel 1815.

Don Riccardo Pecchia
28 Novembre 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Santa Caterina Labouré (al secolo Zoe Labouré), nacque a Fain-lès-Moutiers (Francia) il 2 maggio 1806, da genitori di solida fede. Caterina, all’età di 9 anni, rimase orfana della madre che morì nel 1815. Nel dolore affidò se stessa ed i suoi fratelli alla Vergine Maria. Il padre, preso da molti affari, affidò Caterina alle cure di una zia a Saint Rémy. Due anni dopo la riprese con sé e le affidò le cure della casa. Caterina cercava il più possibile di conciliare le cure domestiche con la preghiera. All’età di 18 anni, Caterina ha un sogno che la orienta nella scelta della sua vita. Nel sogno si trova nella cappella di una chiesa, dedicata alle anime del Purgatorio, quando entra un sacerdote anziano che indossa i paramenti per la celebrazione della Messa. Al termine il celebrante le fa cenno di avvicinarsi, ma Caterina impaurita se ne allontana, indietreggiando con lo sguardo fisso sul sacerdote. Uscita di chiesa, entra in una casa del villaggio per far visita ad un ammalato, ma si trova davanti quel sacerdote che le dice: «Figlia mia, è cosa lodevole assistere gli ammalati; tu ora mi sfuggi, ma un giorno sarai felice di venirmi dietro». Caterina non ha idea chi possa essere quel sacerdote, ma qualche anno dopo, nel parlatorio delle Figlie della Carità di Châtillon-sur-Seine, posa gli occhi su un quadro di san Vincenzo de’ Paoli, e dice: «Quello è il sacerdote che ho visto in sogno». Con il cuore pieno di riconoscenza ringrazia Dio per averla chiamata a seguire il Padre dei poveri. Deve però superare non poche difficoltà prima di realizzare la sua vocazione, ma a 23 anni, il 21 aprile del 1830, giunge a Parigi in Rue du Bac per dare inizio al suo noviziato.
Durante il suo noviziato ebbe la visione di Gesù Eucaristico e di Cristo Re, nel giugno 1830. Le apparizioni occorse a Caterina che hanno avuto nel corso del tempo la maggiore risonanza, sono state le apparizioni dell’Immacolata della “Medaglia miracolosa”. Fu questo un ciclo di tre apparizioni. La più nota delle apparizioni fu quella del 27 novembre. La Madonna appare a Caterina ritta su un globo avvolto dalle spire di un serpente. Dalle mani della Vergine, irradiano fasci luminosi, come a formare un’aureola, intorno alla testa della Madonna, dove appaiono le parole: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi». Poi la figura della Madonna scompare e al centro è posta la lettera M, al di sopra della quale appare la Croce e al di sotto i Sacri Cuori di Gesù e Maria. Una voce interiore chiese a Caterina di far coniare una medaglia che riproducesse la visione. Il 20 gennaio del 1842, l’Immacolata della Medaglia Miracolosa appare nella chiesa di Sant’Andrea delle Fratte in Roma ad Alfonso Ratisbonne, giovane banchiere ebreo e lo converte. Egli ha accettato da un amico francese, quasi per scherzo, una Medaglia Miracolosa; la Madonna gli appare proprio come raffigurata su quella medaglia: «Non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto». La Madonna, inoltre, espresse a Caterina il desiderio che venisse fondata un'Associazione delle Figlie di Maria Immacolata. Terminato il noviziato, venne destinata alla Casa di Reully al servizio dei poveri, specifico della sua comunità di appartenenza, nell’Ospizio di Enghien, dove restò sino alla morte, dedicandosi alla cura degli anziani col lavoro in cucina, nell’orto, nella stalla, nel pollaio e in portineria. Morì il 31 dicembre 1876.
 
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