SANTI

Santa Monica

Santa Monica, nacque a Tagaste (Numidia, odierna Algeria) nel 331,
da una famiglia profondamente cristiana e di buone condizioni economiche.
Le fu concesso di studiare e ne approfittò per leggere la Bibbia e meditarla.



 

Don Riccardo Pecchia  |  27 Agosto 2021  |  Tempo di lettura: 2 minuti

 

SANTI

Santa Monica

Santa Monica, nacque a Tagaste (Numidia, odierna Algeria) nel 331, da una famiglia profondamente cristiana e di buone condizioni economiche. Le fu concesso di studiare e ne approfittò per leggere la Bibbia e meditarla.

Don Riccardo Pecchia
27 Agosto 2021
Tempo di lettura: 2 minuti

 

Santa Monica, nacque a Tagaste (Numidia, odierna Algeria) nel 331, da una famiglia profondamente cristiana e di buone condizioni economiche. Le fu concesso di studiare e ne approfittò per leggere la Bibbia e meditarla. Fatta giovanetta, i suoi genitori la sposarono ad un modesto proprietario di Tagaste di nome Patrizio, non ancora battezzato, il cui carattere non era buono, e che spesso le era infedele, con il suo carattere mite e dolce ne poté vincere le asprezze, suo primo pensiero, unendosi al compagno della sua vita, fu di guadagnarlo a Gesù Cristo mediante una vita sottomessa, fatta di rispetto e di amore. Nel 371 Patrizio si convertì al cristianesimo e si fece battezzare, morì l’anno seguente; Monica aveva 39 anni e dovette prendere in mano la direzione della casa e l’amministrazione dei beni. Dette alla luce il figlio primogenito Agostino a 22 anni, nel 354. Ebbe un altro figlio, Navigio, e una figlia di cui si ignora il nome, ma si sa che si sposò, poi rimasta vedova divenne la badessa del monastero femminile di Ippona. Dette a tutti e tre un’educazione cristiana. Soffrì molto per la condotta dissoluta di Agostino. Quando egli si trasferì a Roma, decise di seguirlo, ma lui con uno stratagemma la lasciò a terra a Cartagine, mentre s’imbarcavano per Roma. Monica passò la notte in lacrime sulla tomba di san Cipriano (come narra lo stesso Agostino nelle Confessioni). Nel 385 poté imbarcarsi per Roma, e raggiunse il figlio a Milano, dove egli ricopriva una cattedra di retorica. Il suo amore materno e le sue preghiere favorirono la conversione di Agostino, che nella notte di Pasqua, il 25 aprile 387, fu battezzato da sant’Ambrogio.
Agostino non poteva rimanere nella situazione coniugale esistente; secondo la legge romana, egli non poteva sposare la sua ancella convivente, perché di ceto inferiore e alla fine con il consiglio di Monica, ormai anziana e desiderosa di una sistemazione del figlio, si decise di rimandare, con il suo consenso, l’ancella in Africa, mentre Agostino avrebbe provveduto per lei e per il figlio Adeodato, rimasto con lui a Milano. A questo punto Monica pensava di poter trovare una sposa cristiana, ma Agostino, con sua grande e gradita sorpresa, decise di ritornare anche lui in Africa per vivere una vita monastica, anzi fondando un monastero. Presa la decisione, partirono insieme con il resto della famiglia, lasciando Milano e diretti a Roma, poi ad Ostia Tiberina, dove affittarono un alloggio, in attesa di una nave in partenza per l’Africa. Nelle sue Confessioni, Agostino narra dei colloqui spirituali con sua madre, che si svolgevano nella quiete della casa di Ostia, ricevendone conforto ed edificazione; Monica le disse che non provava più attrattiva per questo mondo, l’unica cosa che desiderava era che il figlio divenisse cristiano, ciò era avvenuto, ma non solo, lo vedeva impegnato verso una vita di consacrato al servizio di Dio, quindi poteva morire contenta. Nel giro di pochi giorni, si mise a letto con la febbre; ai figli costernati, disse di seppellire quel suo corpo dove volevano, senza darsi pena, ma di ricordarsi di lei, dovunque si trovassero, all’altare del Signore. La malattia, forse la malaria, durò nove giorni. Morì il 27 agosto 387, a 56 anni.
 
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