Santa Scolastica da Norcia - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia.

Santa Scolastica da Norcia, nacque a Norcia verso il 480, discendeva dall’antica famiglia senatoriale degli Anicii.Sua madre morì poco dopo aver partorito due gemelli: Benedetto e Scolastica. Il padre, che aveva dedicato grandi cure ai due bambini, fece voto di destinarla alla vita monastica. All’età di 12 anni venne mandata a Roma con suo fratello Benedetto per compiere gli studi classici, ma entrambi restarono profondamente turbati per la vita dissoluta che vi si conduceva. Benedetto per primo decise di ritirarsi in eremitaggio. Scolastica, rimasta unica erede del patrimonio della famiglia, rifiutando ogni attaccamento ai beni terreni, chiese al padre di potersi dedicare alla vita religiosa entrando in un monastero vicino a Norcia. Il padre, sebbene riluttante, acconsentì ricordandosi del voto che aveva fatto quando Scolastica era poco più che adolescente.

Quando san Benedetto fondò l’abbazia di Montecassino, Scolastica, decise di seguirlo e fondò, ai piedi del monte, il monastero di Piumarola, a circa 7 km dall’abbazia del fratello, dove assieme alle consorelle seguì la regola di San Benedetto dando origine al ramo femminile dell’Ordine Benedettino. I due gemelli si incontravano una volta all’anno in una casa a metà strada tra i due monasteri. Nell’ultimo di questi incontri, avvenuto il 6 febbraio 547, poco prima della sua morte, Scolastica chiese al fratello di protrarre il colloquio spirituale fino al mattino seguente, ma Benedetto si oppose per non infrangere la regola. San Benedetto, che mai si era allontanato dalla sua cella durante la notte, si avviò alla porta, rifiutando di esaudire le preghiere della sorella. Allora Scolastica si raccolse qualche minuto in preghiera implorando il Signore di non far partire il fratello e scoppiò in un pianto dirotto. Quando Benedetto infilò la porta per uscire dovette rinunciare perché infuriava una tempesta. Benedetto, che vi riconobbe un miracolo, a rimanere con lei conversando tutta la notte. Benedetto ebbe notizia della morte della sorella, avvenuta tre giorni dopo il loro ultimo incontro, da un segno divino, vide l’anima della sorella salire in cielo sotto forma di una bianca colomba. Morì a Piumarola il 10 febbraio 547; patrona dell’ordine delle monache benedettine.

Ecclesia Dei
in collaborazione con Don Riccardo Pecchia.

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