SANTI

Santa Veronica Giuliani: la “Santa dell’amore e del patire”

Santa Veronica Giuliani, vissuta tra il 1600 e il 1700, è stata definita la “Santa dell’amore e del patire”.
La missione provvidenziale di Veronica si riassume nell’amare e nel patire.


Alex Vescino | 12 Marzo 2021 | Tempo di lettura: 3 minuti


SANTI

Santa Veronica Giuliani: la “Santa dell’amore e del patire”

Santa Veronica Giuliani, vissuta tra il 1600 e il 1700, è stata definita la “Santa dell’amore e del patire”. La missione provvidenziale di Veronica si riassume nell’amare e nel patire.


Alex Vescino
12 Marzo 2021
Tempo di lettura: 3 minuti

 

Santa Veronica Giuliani, vissuta tra il 1600 e il 1700, è stata definita la “Santa dell’amore e del patire”. La missione provvidenziale di Veronica si riassume nell’amare e nel patire. La sua vita è una testimonianza viva degli eccessi dell’amore di Dio verso l’uomo. La sua aspirazione suprema è stata quella di vivere crocifissa con crocifisso Gesù; il mistero della croce, infatti, è al centro di tutta la sua esistenza e del suo messaggio: è la scoperta dell’amore folle di Dio verso la sua creatura.
Santa Veronica Giuliani è esempio e modello di amore per Dio, anzi è una maestra. Lei, insieme a San Giovanni che ha appoggiato il capo sul petto di Gesù, ci consegnano un’esperienza fondamentale simile: la vita è amore, perché Dio è amore. La Parola di Dio ci corre in aiuto, essa, infatti, rivela che tra Dio e l’uomo può svilupparsi un amore così grande da farli diventare una cosa sola. Una cosa sola con Gesù, come Gesù è una cosa sola con il Padre. E’ sull’esempio di Veronica che l’uomo vive l’amore di Dio. E’ il rapporto mistico dello sposo con la sua sposa. Così si attua la parola del profeta Osea: “Ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore… Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia, nell'amore e nella fedeltà e tu conoscerai il Signore” (Os 2,21-22). Sull’esempio di Veronica diventa evidente come il Signore seduce e affascina l’uomo, e sempre sull’esempio della giovane innamorata, l’uomo deve lasciarsi attrarre. Dice infatti il profeta Geremia: “Signore, Tu mi hai sedotto ed io mi sono lasciato sedurre” (20,7).
E’ Gesù che cerca l’uomo, è Gesù che trova Veronica, lì, nel suo giardino di casa e quasi giocando le dice: “Veronica, sono io il tuo vero fiore”. Veronica lo cerca per tutta la vita e muore dicendo con immensa gioia: “L’Amore si è lasciato trovare. E’ questa la causa del mio patire. Ditelo a tutti!” E’ questa l’esperienza fondamentale di Veronica e di ogni vero cristiano: essere amati da Cristo e corrispondergli un amore sempre più coinvolto e appassionato.
 
 
Veronica non è santa perché ha parlato di Gesù, ma perché ha accettato di incontrarlo, seguirlo, accoglierlo, abbracciarlo nella sua umanità. Gesù, infatti, è il maestro, la guida, il suo tutto, ma anche il nostro e di chi sa accoglierlo nel proprio cuore. Tuttavia vi è una difficoltà per entrare nella logica di questo amore: è la spina che autentica la rosa. Gesù la chiama croce, Veronica la chiama chiave e pegno d’amore. Quanto è disposto l’uomo a salire sulla croce con Gesù? Veronica intraprende una vita ascetica e penitenziale, articolata dall’umiltà, dalla carità, dalla povertà, dall’obbedienza, dai sacrifici e dal silenzio. Ella affronta e supera ogni genere di tentazione, accetta con cristiana pazienza provocazioni e umiliazioni. Le sue risposte sono sempre state il perdono e la preghiera per quelli che la offendono. Veronica si carica delle sofferenze e dei peccati dei fratelli e per loro offre tutta se stessa. L’amore che le brucia nel cuore le permette di stare nell’abbraccio del Crocifisso e così stare nell’amore di Cristo per gli altri. Sull’esempio di Santa Veronica l’uomo, il cristiano, deve imparare la strada dell’Amore, deve prendere coraggio per portare le stimmate del Crocifisso, ma soprattutto non scappare dalla croce. L’uomo ha necessariamente bisogno di incontrare e vedere l’Amore che è Dio stesso e tutti gli uomini in Lui.
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