Sant'Agnese di Boemia - Ecclesia Dei

di Don Riccardo Pecchia.

Sant’Agnese di Boemia, nacque a Praga (Repubblica Ceca) nel 1211, figlia di Otakar I del re di Boemia e di Costanza d’Ungheria, che era imparentata ai santi Ludmilla, Venceslao, Edvige, Elisabetta e Margherita. All’età di 3 anni, fu affidata alle cure della prozia santa Edvige nel monastero cistercense di Trzebnica, e le insegnò i primi elementi della fede cristiana. Come di consueto per i figli di case regnanti, su di lei si intrecciavano progetti matrimoniali in funzione di alleanze politiche. All’età di 6 anni fu ricondotta a Praga, e affidata alle monache premonstratensi di Doksany per la sua conveniente istruzione. Nel 1220, all’età di 8 anni, venne promessa in moglie ad Enrico VII, figlio ed erede dell’imperatore Federico II di Svevia, e venne inviata alla corte di Vienna per ricevere una formazione adeguata ad una futura sovrana, dove visse fino al 1225, mantenendosi sempre fedele ai principi e ai doveri della vita cristiana, quando Enrico sposò, in modo imprevisto, Margarethe Babenberg, figlia del duca Leopoldo VI d’Austria. Agnese, umiliata da simili modi, ma non rassegnata, ritornò a Praga e si orientò con sempre maggiore decisione verso una vita di consacrazione, malgrado le varie proposte nuziali che la inseguivano, compresa quella di Federico II presentata prima al re Otakar nel 1228 e la seconda volta al re Venceslao nel 1231.

Rescisso il patto di fidanzamento ritornò a Praga dove si dedicò ad una più intensa vita di preghiere e di opere caritative; e dopo matura riflessione decise di consacrare a Dio la sua verginità. Il papa Gregorio IX, al quale Agnese aveva chiesto protezione, intervenne riconoscendone il proposito di verginità ed Agnese allora acquistò per sempre la libertà e la felicità di consacrarsi a Dio. Dai Frati Minori che giungevano, predicatori itineranti, a Praga, venne a conoscere la vita spirituale che conduceva in Assisi la vergine santa Chiara secondo lo spirito di san Francesco d’Assisi. Ne rimase affascinata e decise di seguirne l’esempio. Con i propri beni dinastici fondò a Praga nel 1232, il primo convento di Frati Minori della regione, ed annesso al convento un ospedale per i poveri: per la sua gestione, creò una confraternita laicale, detta dei Crocigeri, che nel 1237 venne elevata dal pontefice al rango di ordine religioso. Nel 1234 fondò un monastero di clarisse sulle rive della Moldava e santa Chiara vi inviò cinque delle sue religiose: Agnese stessa vi si ritirò l’11 giugno, giorno della festa della Pentecoste, dello stesso anno. Professò i voti solenni di castità, povertà e obbedienza pienamente consapevole dei valori eterni di questi consigli evangelici e si dedicò a praticarli con fervorosa fedeltà, per tutta la vita. In seguito divenne badessa e conservò tale carica fino alla morte, ufficio che esercitò sempre con umiltà e carità, con saggezza e zelo. Negli ultimi anni di vita Agnese sopportò con pazienza inalterabile i dolori che afflissero lei con la famiglia reale, il monastero e la patria, a causa di un infausto conflitto e della conseguente anarchia, nonché per le calamità naturali che si abbatterono sulla regione e la successiva carestia. Morì il 2 marzo 1282

Ecclesia Dei
in collaborazione con Don Riccardo Pecchia.

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