"Se anche un angelo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi è stato dato, sia anatema." - Ecclesia Dei

“Se anche un angelo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi è stato dato, sia anatema.” 

Il 27 settembre la Casa Massonica del Grande Oriente d’Italia, in via Roma a Terni, ha aperto le proprie porte al pubblico, in occasione dell’inaugurazione del nuovo ingresso. A parteciparvi anche Mons. Francesco Soddu.

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Qual è la verità sull’attuale atteggiamento ufficiale della Chiesa cattolica nei confronti della Massoneria? Per rispondere a questa domanda, dovremmo fare riferimento a ciò che è stato dichiarato nel diritto canonico della Chiesa, qualora vi fosse qualche dubbio sulla posizione della Chiesa nei confronti della Massoneria. Nel corso dei secoli la Chiesa ha prodotto più di 600 documenti sulla questione. Tra encicliche, chiarimenti vari, epistole e codici di diritto canonico.

Il codice di diritto canonico che sintetizza tutti i documenti precedenti ad esso, e si esprime sulla questione è il seguente: Codice di diritto canonico numero 2335 del 1917. Si legge:

“Chi aderisce ad associazioni della setta massonica o ad altre dello stesso genere che tramano contro la Chiesa e le legittime autorità civili contrae <ipso facto> la scomunica semplicemente riservata alla Sede Apostolica.”

All’indomani del Concilio Vaticano II, tuttavia, quando era in corso la revisione del Codice di diritto canonico, lo spirito prevalente del “dialogo ecumenico” spinse diversi vescovi a chiedersi se il canone 2335 fosse ancora in vigore o meno. In risposta a queste domande, una lettera del cardinale Francis Seper, prefetto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, ai presidenti di tutte le conferenze episcopali, datata 18 luglio 1974, affermava che: 

“la Santa Sede ha ripetutamente chiesto informazioni ai vescovi sulle attività massoniche contemporanee dirette contro la Chiesa; non ci sarà una nuova legge in materia, in attesa della revisione del Codice attualmente in corso; tutti i canoni penali devono essere interpretati in modo rigoroso e si ribadisce l’espresso divieto di adesione alla massoneria da parte di chierici, religiosi e membri di istituti secolari.”

Questa lettera dalla struttura piuttosto goffa, che, per qualche motivo, non fu pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis, la rivista ufficiale della Santa Sede, fu interpretata da più parti come un’autorizzazione all’adesione di laici a qualsiasi loggia massonica (o simile) che, a giudizio del vescovo locale, non stesse attivamente complottando contro la Chiesa o le legittime autorità civili.

Questo stato di cose, portò un discreto numero di cattolici in buona fede a divenire massone. Poi, il 17 febbraio 1981, il cardinale Seper rilasciò una dichiarazione formale: la sua lettera originaria non modificava in alcun modo il vigore del canone 2335 esistente; le sanzioni canoniche indicate non sono in alcun modo abrogate ed egli non faceva altro che richiamare i principi generali di interpretazione che il vescovo locale deve applicare per risolvere i casi di singole persone, il che non significa che qualsiasi conferenza episcopale abbia ora la competenza di esprimere pubblicamente un giudizio di carattere generale sulla natura delle associazioni massoniche, in modo tale da derogare alle norme precedentemente enunciate. 

Poiché questa seconda affermazione sembrava essere goffa come la prima, la confusione continuava a persistere. Infine, nel 1983 arrivò il nuovo Codice con il canone 1374:

“Chi dà il nome ad una associazione, che cospira contro la Chiesa, sia punito con una giusta pena; chi poi tale associazione promuove o dirige sia punito con l’interdetto.”

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Dopo la promulgazione del nuovo Codice, l’allora Cardinale Joseph Ratzinger, nuovo Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha rilasciato una nuova dichiarazione: 

“Il nuovo Canone 1374 ha la stessa portata essenziale del vecchio Canone 2335, e il fatto che la “setta massonica” non sia più esplicitamente nominata è irrilevante; il giudizio negativo della Chiesa sulla massoneria rimane invariato, perché i principi massonici sono inconciliabili con l’insegnamento della Chiesa, earum principia semper iconciliabilia habita sunt cum Ecclesiae doctrina; i cattolici che si uniscono ai massoni sono in stato di peccato grave e non possono ricevere la Santa Comunione e nessuna autorità ecclesiastica locale è competente a derogare a queste sentenze della Sacra Congregazione.”

Con queste dichiarazioni ufficiali della Chiesa universale ora agli atti, dovrebbe essere chiaro che la deplorevole confusione di così tanti cattolici riguardo alla Massoneria deve essere vista solo come un’aberrazione temporanea, da cancellare come una delle conseguenze più costose di un insensato spirito del Vaticano II. Ma possiamo sperare che, come in altre questioni che hanno afflitto la Chiesa negli ultimi anni, ci sia una provvidenza in questo, una vera e propria benedizione mascherata. Perché ora, più chiaramente che mai, dovremmo capire perché la Chiesa cattolica è stata – e sarà sempre – così contraria alla massoneria.

A prima vista può sembrare plausibile che la ragione principale (se non l’unica) della condanna da parte della Chiesa cattolica sia che la massoneria è cospirativa. Il suo complotto contro la Chiesa (e, nel vecchio Codice, anche contro lo Stato) è l’unica affermazione descrittiva citata in entrambe le versioni del Codice di Diritto Canonico. Inoltre, come nel documento curiale che abbiamo citato (quello del 1974) sembra chiaramente implicare, l’unica condizione necessaria per permettere ai cattolici di unirsi a una loggia massonica è che la loggia in questione non complotti attivamente contro la Chiesa e lo Stato. Tuttavia, per quanto inizialmente plausibile, questa opinione sembra essere inadeguata. La prova di ciò è evidente non solo dai due documenti curiali successivi (del 1981 e del 1983), ma in modo ancora più decisivo da tutta la storia precedente dei documenti romani, sia curiali che papali, che trattano della massoneria.

A partire dal 1738 con l’enciclica In Eminenti di Clemente XII (appena ventuno anni dopo la fondazione della Gran Loggia d’Inghilterra, l’evento solitamente riconosciuto come l’inizio del movimento massonico moderno) e attraverso dieci pontificati successivi, la causa della Chiesa contro la Massoneria trova il suo culmine nel 1884 nell’enciclica Humanum Genus di Leone XIII. L’inganno massonico sui suoi reali obiettivi nella società, e la sua conseguente politica di segretezza nei confronti delle autorità della Chiesa e dello Stato, e persino dei suoi stessi membri, è sempre stato notato dai papi, e in particolare da Leone XIII. E nel secolo successivo e nel nostro Paese questa politica cospirativa è stata ampiamente documentata. Un caso eclatante è la Loggia P2.

Per quanto utile sia questa conoscenza della strategia massonica per la comprensione dell’autentica natura del movimento, essa è del tutto secondaria. È del tutto subordinata a ciò che definisce il movimento stesso: il contenuto in funzione del quale la cospirazione è solo metodo, il fine che determina e giustifica i mezzi. Quel contenuto, quel fine, è ciò che dobbiamo ora esaminare, se vogliamo trovare la ragione fondamentale ed esplicita della condanna della Massoneria da parte della Chiesa.

Questa ragione fondamentale può essere enunciata brevemente. È sufficiente il seguente passo riassuntivo tratto da Humanum Genus di Leone XIII.

“Si impone quello che è il loro scopo ultimo, cioè il totale rovesciamento di tutto l’ordine religioso e politico del mondo che l’insegnamento cristiano ha prodotto, e la sostituzione di un nuovo stato di cose in accordo con le loro idee, le cui fondamenta e leggi saranno tratte dal semplice Naturalismo”

Ora, la dottrina fondamentale dei naturalisti, che rendono sufficientemente nota con il loro stesso nome, è che la natura umana e la ragione umana dovrebbero essere in tutto padrone e guida. Stabilito questo, si preoccupano poco dei doveri verso Dio, o li pervertono con opinioni erronee e vaghe. Negano infatti che qualcosa sia stato insegnato da Dio; non ammettono alcun dogma religioso o verità che non possa essere compreso dall’intelligenza umana, né alcun maestro che debba essere creduto in virtù della sua autorità. E poiché è dovere speciale ed esclusivo della Chiesa cattolica esporre pienamente con parole le verità divinamente ricevute, insegnare, oltre ad altri aiuti divini alla salvezza, l’autorità del suo ufficio e difenderlo con perfetta purezza, è contro la Chiesa che la rabbia e l’attacco dei nemici sono principalmente diretti.

Cattolicesimo e Massoneria sono quindi essenzialmente opposti. Se una delle due terminasse la sua opposizione all’altra, diventerebbe per il fatto stesso qualcosa di essenzialmente diverso da ciò che era prima; cesserebbe in effetti di esistere come sé stessa. Il cattolicesimo, infatti, è essenzialmente una religione rivelata, è essenzialmente soprannaturale, sia nel suo destino che nelle sue risorse. Al di là di ogni realizzazione naturale, tende verso un’eternità di unione ineffabile con Dio in sé; e al di là di ogni risorsa naturale, inizia questa unione qui e ora nella vita sacramentale della Chiesa.

La Massoneria, invece, è essenzialmente una religione della ragione. Con un’insistenza e una coerenza che corrispondono all’autodefinizione del cattolicesimo, la massoneria promette la perfezione nell’ordine naturale come suo unico destino, come in effetti il destino più alto che esista. E provvede a questa perfettibilità con le sue risorse: la somma accumulata di valori puramente umani, raccolti sotto la ragione.

Il compasso e il quadrato massonici sono il simbolo di un Razionalismo che pretende di identificarsi con tutto ciò che è naturale. Il conseguente sincretismo, che fonde tutti i filoni dell’esperienza umana, dai misteri cabalistici di un Oriente immemorabile alle manipolazioni tecnologiche di un Occidente postmoderno, è la base della pretesa della Massoneria di essere non solo una religione, ma la religione: la naturale Religione dell’uomo. Ecco perché la sua pretesa di risalire all’inizio della storia; ed è per questo che la sua opposizione alla Chiesa cattolica precede l’opposizione della Chiesa cattolica ad essa. Non può infatti sopportare la pretesa della Chiesa di essere l’Unica Vera Chiesa e il conseguente rifiuto della Chiesa di essere relegata allo status di setta che la Massoneria vorrebbe che fosse.

Poiché la pretesa della Chiesa di essere l’Unica Vera Chiesa è in ultima analisi fondata e convalidata sulla realtà dell’Unico Vero Dio, la pretesa massonica opposta deve in ultima analisi derivare da una percezione di Dio che si oppone diametralmente alla fede della Chiesa. E così è. Sebbene Papa Leone non parli esplicitamente di questa opposizione essenziale tra cattolicesimo e massoneria in termini di Primo Comandamento di Dio: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai divinità sconosciute davanti a me, sicuramente il modo più radicale e semplice di collocare questa opposizione è dire proprio questo. Il dio massonico è un idolo. Ciò che i massoni adorano veramente è l’uomo, ovvero lo Spirito che ha ingannato l’uomo fin dall’inizio: lo Spirito del Male mascherato da angelo di luce. Questa è l’unica ragione primaria per cui la Chiesa cattolica ha condannato e condannerà sempre la Massoneria. È chiaramente sufficiente per essere l’unica ragione, e in un senso fondamentale, come Leone XIII sembra sottintendere, è l’unica ragione di fatto.

Possiamo tuttavia fornire una seconda ragione per l’opposizione della Chiesa alla massoneria. Non strettamente indipendente dalla prima ragione, basata sul Primo Comandamento, possiamo tuttavia distinguerne una seconda, basata sul Secondo Comandamento. Una decina d’anni prima di Humanum Genus, è apparsa un’opera breve, poco più che un opuscolo ma importante, “uno studio sulla Massoneria”, del grande vescovo di Orléans, Felix Dupanloup.

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Dupanloup prende debitamente atto dei fatti, e della gravità, della cospirazione massonica. Ma ciò che egli sottolinea, oltre allo stesso punto primario successivamente sottolineato da Leone XIII, cioè la violazione massonica del Primo Comandamento, è la sua violazione del Secondo Comandamento attraverso l’uso gravemente malvagio dei giuramenti. I famosi giuramenti che percorrono l’intero rituale di iniziazione massonica sono più che semplici promesse basate sull’onore personale. Essi invocano formalmente la divinità e hanno come oggetto l’impegno totale di un uomo per una causa sottoposta alle più severe sanzioni. La Chiesa cattolica vede in questi giuramenti un grave male ineluttabile. O i giuramenti significano ciò che dicono o non significano. Se significano ciò che dicono, allora Dio è chiamato a invertire con la sua testimonianza la lealtà, cioè, alla Chiesa e allo Stato, già sancite da Lui. Se i giuramenti sono solo fittizi, allora Dio è chiamato a testimoniare una menzogna.

Questi segreti e giuramenti sono la violazione formale del Secondo Comandamento che questi procedimenti inevitabilmente comportano. I millantati segreti massonici, inoltre, non sono più così segreti. In effetti, è frequente l’affermazione massonica che non ci sono segreti nella Massoneria, che tutto è aperto a una mente veramente aperta. Su questo punto possiamo prendere il massone in parola: sta parlando più sinceramente di quanto non sappia!

La condanna della Massoneria da parte della Chiesa cattolica è aperta e chiara. Per la sua stessa natura, formulata nelle sue affermazioni filosofiche e vissuta nella sua esperienza storica, la Massoneria viola il Primo e il Secondo Comandamento di Dio. Essa non adora l’unico vero Dio della rivelazione, Padre, Figlio e Spirito Santo, ma un falso dio, simbolicamente trascendente ma realmente immanente: il dio chiamato Ragione. E invoca senza una causa adeguata il nome dell’unico vero Dio. 

I recenti fatti di Terni, che hanno visto un erede degli apostoli, un pastore del gregge, un vescovo, presenziare alla inaugurazione di una sede massonica, potrebbero gettarci nella confusione e nello sconcerto. Noi non siamo giudici e non possiamo pronunciarci oltre, se non ribadire quello che la Santa madre Chiesa ha scritto nei secoli e che abbiamo precedentemente riportato in questa riflessione. Il giudizio spetta a Dio. Dobbiamo però, come l’Apostolo Paolo ci esorta a non deviare dal cammino, a non cadere nella novità e a non pensare che la dottrina cattolica sia cambiata; anche se le guide a volte sbandano; essa è immutata come immutato è Dio Uno e Trino nei secoli dei secoli.  

Noi cattolici dovremmo ora vedere più chiaramente la massoneria per quello che è essenzialmente.

Manteniamoci saldi all’ombra di Pietro, confidando sempre in Gesù Cristo, nostro Signore. Il padre della menzogna, il principe di questo mondo si traveste di angelo di luce, e inganna anche le guide. Noi manteniamoci saldi nella fede! La fede in Cristo Gesù! 

“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine” (Ebrei 13, 8-9a)

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