Titolo

di Ecclesia Dei
19 Luglio 2022

L'

estate, probabilmente l’ho già detto più volte, è la stagione che odio di più: si suda, ci sono le zanzare, è un continuo lamentarsi di quanto faccia caldo, è tutto chiuso e le alte temperature fanno impazzire, anche il sottoscritto. Già, perché oggi mi sento di difendere Don Mattia Bernasconi, il sacerdote divenuto famoso nel giro di una settimana per la Messa celebrata nelle limpide acque del crotonese, dove un materassino gonfiabile ha svolto le funzioni di ara sacrificale e il costume da bagno quello di camice-amitto-cingolo-stola-manipolo-casula.

Lo voglio difendere perché non è tutta colpa sua: certo, il gesto è risultato eclatante e folle, ma proviamo ad interrogarci: chi e cosa lo hanno spinto ad agire così? Del resto, il “buon” coadiutore meneghino ha dichiarato che c’era il «problema della Messa»: chi ha messo in testa l’idea che la Messa sia un problema? Purtroppo, in quanti seminari, in quante case religiose, in quante parrocchie si fa passare l’idea che celebrare sia un peso gravoso, una noiosa incombenza che però va espletata per far sentire a posto la coscienza dei fedeli circa il precetto festivo? Ecco infatti Messe super-veloci, sacerdoti che arrivano 5 minuti prima dell’inizio e che già si dileguano appena tornati in sacrestia. Per un vero cristiano e soprattutto per un prete, invece, la Messa non è mai un problema da risolvere, ma è il primo punto da organizzare in una qualunque trasferta parrocchiale, da preparare con cura, anche nei dettagli (spoiler: non bastano camice e stola), è il Sacrificio di Cristo davanti al quale si trema in adorazione.

Ecclesia Dei. Sempre. Dovunque.

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