/Una croce sulle spalle e un’altra nel cuore

Una croce sulle spalle e un’altra nel cuore

Ecco, ascendiamo a Gerusalemme ed il Figlio del l’uomo sarà consegnato ai principi dei Sacerdoti e degli Scribi e lo condanneranno a morte. E lo daranno in mano ai gentili per essere deriso, flagellato e crocifisso, ed, il terzo giorno risorgerà.

Matteo 20:18-28

La Vergine Maria conosceva attraverso le Sacre Scritture quale sarebbe stata la fine del suo Divin Figlio e rivelò a Santa Brigida, che quando si avvicinava il tempo della Passione di Gesù, i suoi occhi materni erano sempre pieni di lacrime ed un sudore freddo le scorreva per le membra, prevedendo quel vicino spettacolo di sangue. Quando ebbe inizio la Passione, Maria era a Gerusalemme. Non assistette alla cattura nell’orto del Getsemani e neppure alle scene umilianti del Sinedrio, ma fatto giorno, quando Gesù fu condotto da Pilato, Maria poté essere presente ed ebbe sotto il suo sguardo Gesù flagellato a sangue, coronato di spine, sputato, schiaffeggiato e bestemmiato, ed in fine ascoltò la sentenza di morte. Quale madre avrebbe potuto resistere a tanto strazio?

La Vergine Maria non mori per la fortezza straordinaria di cui era dotata e perché Dio la riservava a maggiori dolori sul Calvario. Quando il doloroso corteo si mosse dal Pretorio per andare al Calvario, Maria, accompagnata da San Giovanni, vi andò e si fermò per incontrare Gesù. Maria era conosciuta dai Giudei e chi sa quante parole ingiuriose avrà udito contro il Divin Figlio e contro se stessa.

Le sofferenze di Maria e quelle di Gesù divennero così identiche che risultava quasi impossibile distinguere le une dalle altre, tanto nella realtà che nella fede, sia nella pazienza sopportata nel soffrire come nell’amore. I patimenti di Gesù facevano soffrir Maria ed entrambi soffrivano allo stesso modo. Se le sofferenze di Gesù costituivano le sofferenze di Maria, così le sofferenze della Vergine Maria facevano soffrire Gesù.

La lancia predetta dal santo vecchio Simeone trafisse ancora più il Cuore di questa tenerissima Madre, allorché vide vicino a sé il suo Divin Figlio reso irriconoscibile dal peccato degli uomini, “non più uomo “ secondo le parole del Profeta. E in questo struggente e doloroso incontro alla Vergine non fu concessa neppure la consolazione di pulire dagli sputi e dal sangue quel viso benedetto, come invece poté fare la Veronica.

Perché ciò non bastasse la Vergine Maria, con lo schianto nel Cuore, udiva, mirava e lacrimava al suono delle trombe che precedevano insieme ai portatori degli strumenti di crocifissione il passaggio del condannato. Dice Sant’Anselmo che Maria avrebbe voluto abbracciare Gesù, ma non le fu concesso; si contentò di guardarlo. Gli occhi della Madre s’incontrarono con quelli del Figlio; non una parola. Gesù continuò la via con la croce sulle spalle e Maria lo seguiva con la croce nel Cuore, diretti tutti e due al Calvario per immolarsi a bene dell’umanità ingrata.

Mi unisco a te, Maria addolorata, nello shock che il tuo cuore materno ha sperimentato quando Gesù ti ha incontrata mentre portava la Sua croce. Cara Madre, per il tuo cuore amorevole che è stato così schiacciato ottienimi la virtù della pazienza e il dono della forza. Ave Maria…

Eja Mater, fons amoris, me sentire vim doloris, fac ut tecum lugeam…
Iuxta crucem tecum stare et me tibi sociare in planctu desidero…
Quando corpus morietur, fac ut animae donetur paradisi gloria . Amen.