Un’etichetta per colpire

Ogni qual volta in cui, in un dibattito, non si sa come rispondere alle idee di un altro si passa ad una vecchia fallacia logica: l’argumentum ad hominem. In retorica, vengono così definite una serie di situazioni in cui l’argomentazione si sposta dal contenuto al suo latore. La perniciosità di tale meccanismo è evidente: la Verità è tale in modo intrinseco, non è definita da colui che la proclama. A ciò si aggiunge la meschinità nel non giudicare un’idea, una proposta, od una persona, il cui foro interno non è giudicabile se non da Dio.

Nello specifico, il nostro sito è stato accusato di essere sedevacantista. Nonostante sia presente un nostro post in cui vengono dichiarate ufficialmente le nostre posizioni sull’attualità ecclesiale (https://ecclesiadei.altervista.org/precisazioni-sulle-nostre-posizioni/), ci è stata attribuita questa etichetta per la semplice presenza di una foto di Benedetto XVI. Sedevacantista: ed ecco che tutto quello che hai scritto diventa automaticamente stupido, inutile, forse anche pericoloso. È assai facile etichettare chi non si conosce, come quando si appella “fascista” chi ha idee diverse da altre agende di governo.

Stiamo molto attenti a non giudicare ma ad andare in profondità nelle questioni. Dice infatti Nostro Signore Gesù Cristo:”Non giudicate e non sarete giudicati”. Vogliamo combattere fianco a fianco con altre pagine la buona battaglia della fede, non farci la guerra e dividerci, giacché il capo di ogni divisione e odio è il diavolo, che gode della rovina della Santa Chiesa di Dio, soprattutto quando a rovinarla non sono i nemici esterni ma i suoi membri.

Ecclesia Dei

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