DEVOZIONE DEL MESE

Panem de cælo
præstitísti eis

Aprile è il mese che la Santa Chiesa dedica alla Ss.ma Eucaristia,
Panis Angelicus, sacramento dell'eterno pontefice e sacerdote,
Nostro Signore Gesù Cristo, con il quale Egli ci comunica
la sua vita divina

di Edoardo Consonni



DEVOZIONE DEL MESE

Panem de cælo præstitísti eis

Aprile è il mese che la Santa Chiesa dedica alla Ss.ma Eucaristia, Panis Angelicus, sacramento dell'eterno pontefice e sacerdote, Nostro Signore Gesù Cristo, con il quale Egli ci comunica la sua vita divina

di Edoardo Consonni

 

Verbum caro, panem verum, Verbo carnem éfficit, fitque sanguis Christi merum,
et, si sensus déficit, ad firmándum cor sincérum, sola fides súfficit.


Il mese di Aprile è importante per la Santa Chiesa. Questo è, infatti, il mese della Ss.ma Eucaristia, “[…] il sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo,
Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signor Gesù Cristo per nutrimento delle anime”.

Fiumi di trattati e testi sono stati prodotti su questo sacramento, che più di tutti detiene il diritto di essere chiamato “Sacramento dell’amore”, come ci ricorda il grande S. Alfonso Maria de’ Liguori.

Per un cristiano, figlio adottivo di Dio,  la grazia è ciò che ci rende simili a Lui. La grazia infatti è, secondo l’Aquinate, “similitudine partecipata della natura di Dio”. Questo significa che, per mezzo della grazia, noi partecipiamo di quella attività che costituisce la vita di Dio e che consiste nella conoscenza dell’amore fecondo e beatificante delle persone divine, ragion per cui la grazia è deiforme. Ora, la perfezione cristiana consiste nell’imitazione di Cristo, che più di tutti conosce il Padre, e in cui il Padre ha posto il suo compiacimento. Pertanto, la vera vita dell’anima consiste nell’unione con Cristo. Questa unione non si verifica solo essendo parte della Chiesa, che è un corpo reale e mistico di Gesù Cristo, ossia della società dei perfetti cristiani che condividono la fede in Dio uno e Trino e in Gesù Cristo, figlio di Dio, ma anche e sopratutto per mezzo dell’Eucaristia, dove Gesù Cristo si comunica, e quindi ci comunica la vita della grazia, e quindi la Sua vita divina, facendola abbondare in noi. Quale sublimità, per una creatura, poter ricevere sostanzialmente e realmente il proprio creatore! Il Sacramento, in genere, è un segno efficace della grazia, che produce la grazia che significa. Nell’ordine naturale, il nutrimento conserva e sostiene, aumenta, restaura e fa sviluppare la vita del corpo, come ci dice S. Tommaso. Tramite l’analogia, pertanto, capiamo bene che l’Eucaristia “ […]  è nutrimento dell’anima che conserva, ripara, accresce e rallegra in essa la vita della grazia, poiché le dà l’autore stesso della grazia”. L’Eucaristia ci fa “essere in Cristo”, condividendo, per mezzo della grazia, la sua filiazione divina, che in lui è reale, in noi solamente adottiva: siamo, con Lui, figli di Dio, anche se a titolo differente. Ricordiamo queste considerazioni in questo mese particolare, e ricordiamo quali sono i principali frutti di questo sacramento, come ce li illustra la teologia:



a) L'Eucarestia sostiene la vita soprannaturale in quanto conferisce a chi la riceve una energia soprannaturale, rafforzando la carità attenua indirettamente la concupiscenza e fortifica la volontà affinché possa resistere alle tentazioni di peccato. Il Concilio di Trento designa l'Eucarestia come «antidoto che ci preserva dai peccati gravi».

b) L'Eucarestia aumenta la vita soprannaturale fortificando e consolidando l'abito soprannaturale della grazia e le virtù infuse ed i doni dello Spirito Santo che l'accompagnano. Quale sacramento dei vivi presuppone lo stato di grazia. Soltanto in via eccezionale (per
accidens) cancella il peccato grave e conferisce la prima grazia. Il Concilio di Trento respinse la dottrina protestante per cui il frutto principale dell'Eucarestia consisterebbe nella remissione dei peccati. 

c) L'Eucarestia guarisce le malattie dell'anima, in quanto cancella i peccati veniali e le pene temporali. Il Concilio di Trento la chiama «un antidoto che ci libera dai peccati quotidiani» cioè veniali. La remissione dei peccati veniali e delle pene temporali deriva da atti di amore perfetto, eccitati dalla comunione, ed è commisurato al grado dell'amore.

d) L'Eucarestia procura una gioia spirituale che si estrinseca nella gioiosa dedizione a Cristo e  ai doveri e ai sacrifici della vita cristiana.

Ringraziamo Gesù per questo immenso dono che ci ha elargito, e che continua ad elargire al suo gregge, ripetendo le parole del centurione, che la S.Messa ci richiama a ripetere ogni volta che assistiamo al Santo Sacrificio: “Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea”.


Aut Deo aut contra

Copyright - Ecclesia Dei 2022


Verbum caro, panem verum, Verbo carnem éfficit, fitque sanguis Christi merum,
et, si sensus déficit, ad firmándum cor sincérum, sola fides súfficit.

Il mese di Aprile è importante per la Santa Chiesa. Questo è, infatti, il mese della Ss.ma Eucaristia, “[…] il sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo,
Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signor Gesù Cristo per nutrimento delle anime”.

Fiumi di trattati e testi sono stati prodotti su questo sacramento, che più di tutti detiene il diritto di essere chiamato “Sacramento dell’amore”, come ci ricorda il grande S. Alfonso Maria de’ Liguori.

Per un cristiano, figlio adottivo di Dio,  la grazia è ciò che ci rende simili a Lui. La grazia infatti è, secondo l’Aquinate, “similitudine partecipata della natura di Dio”. Questo significa che, per mezzo della grazia, noi partecipiamo di quella attività che costituisce la vita di Dio e che consiste nella conoscenza dell’amore fecondo e beatificante delle persone divine, ragion per cui la grazia è deiforme. Ora, la perfezione cristiana consiste nell’imitazione di Cristo, che più di tutti conosce il Padre, e in cui il Padre ha posto il suo compiacimento. Pertanto, la vera vita dell’anima consiste nell’unione con Cristo. Questa unione non si verifica solo essendo parte della Chiesa, che è un corpo reale e mistico di Gesù Cristo, ossia della società dei perfetti cristiani che condividono la fede in Dio uno e Trino e in Gesù Cristo, figlio di Dio, ma anche e sopratutto per mezzo dell’Eucaristia, dove Gesù Cristo si comunica, e quindi ci comunica la vita della grazia, e quindi la Sua vita divina, facendola abbondare in noi. Quale sublimità, per una creatura, poter ricevere sostanzialmente e realmente il proprio creatore! Il Sacramento, in genere, è un segno efficace della grazia, che produce la grazia che significa. Nell’ordine naturale, il nutrimento conserva e sostiene, aumenta, restaura e fa sviluppare la vita del corpo, come ci dice S. Tommaso. Tramite l’analogia, pertanto, capiamo bene che l’Eucaristia “ […]  è nutrimento dell’anima che conserva, ripara, accresce e rallegra in essa la vita della grazia, poiché le dà l’autore stesso della grazia”. L’Eucaristia ci fa “essere in Cristo”, condividendo, per mezzo della grazia, la sua filiazione divina, che in lui è reale, in noi solamente adottiva: siamo, con Lui, figli di Dio, anche se a titolo differente. Ricordiamo queste considerazioni in questo mese particolare, e ricordiamo quali sono i principali frutti di questo sacramento, come ce li illustra la teologia:

a) L'Eucarestia sostiene la vita soprannaturale in quanto conferisce a chi la riceve una energia soprannaturale, rafforzando la carità attenua indirettamente la concupiscenza e fortifica la volontà affinché possa resistere alle tentazioni di peccato. Il Concilio di Trento designa l'Eucarestia come «antidoto che ci preserva dai peccati gravi».

b) L'Eucarestia aumenta la vita soprannaturale fortificando e consolidando l'abito soprannaturale della grazia e le virtù infuse ed i doni dello Spirito Santo che l'accompagnano. Quale sacramento dei vivi presuppone lo stato di grazia. Soltanto in via eccezionale (per
accidens) cancella il peccato grave e conferisce la prima grazia. Il Concilio di Trento respinse la dottrina protestante per cui il frutto principale dell'Eucarestia consisterebbe nella remissione dei peccati. 

c) L'Eucarestia guarisce le malattie dell'anima, in quanto cancella i peccati veniali e le pene temporali. Il Concilio di Trento la chiama «un antidoto che ci libera dai peccati quotidiani» cioè veniali. La remissione dei peccati veniali e delle pene temporali deriva da atti di amore perfetto, eccitati dalla comunione, ed è commisurato al grado dell'amore.

d) L'Eucarestia procura una gioia spirituale che si estrinseca nella gioiosa dedizione a Cristo e  ai doveri e ai sacrifici della vita cristiana.

Ringraziamo Gesù per questo immenso dono che ci ha elargito, e che continua ad elargire al suo gregge, ripetendo le parole del centurione, che la S.Messa ci richiama a ripetere ogni volta che assistiamo al Santo Sacrificio: “Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea”.


Aut Deo aut contra

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